Esce il 2 marzo 2010 il nuovo best-seller, il nuovo oscar-mondadori, del nostro Presidente del Consiglio, si intitola "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", è vero, non è uno scherzo. Raccoglie una parte degli oltre 50000 messaggi giunti a Silvio dopo l'aggressione, della cui autenticità si potrebbe discutere molto, eccone due fra i quali sono stati anticipati sul sito ufficiale del Pdl:
-Preside’, nun ve cunosco ‘e persona, però sono 15 anni che faccio ‘o tifo per voi. Me piacesse ‘e v’ave’ comm’amico, e padre. Però me sta buono pure come Presidente; nun ‘e date retta a sta brut ta gente. Dentro fanno proprio schifo e nun è col pa loro! Nu juorno ve vulesse cunoscere ‘e perso na!! Bevete molto e pigliatevi due vitamine. Salvatore P.
-Grande Silvio, non farti mai intimidire, qui a L’Aquila hai fatto tanto per noi e per la nazione ancora di più. Vivo nelle c.a.s.e. da una settimana ed è più di quanto sognassi. Grazie per dare luce di speranza alla nostra amata Italia. Edoardo Z.
Io sarò pure malfidato ma prendiamo il primo, non ho mai visto nessuno mandare commenti in dialetto così stretto, (cercano di farci capire che anche un povero mezzo analfabeta lo sostenga), ma secondo me è molto più difficile scrivere in dialetto che in un italiano semplice e lineare, è artefatto appositamente, accenti e apostrofi sono messi perfettamente, è scritto da uno che sa il fatto suo, cioè da uno che se fosse vero l'avrebbe scritto certamente in italiano.
Mentre il secondo si commenta da solo, non penso che possa esistere un solo aquilano che si possa dire contento della scelta di costruire le enormi e costosissime c.a.s.e. trascurando totalmente la ricostruzione, che è ancora ferma. Nonostante i tg, Minzolini in testa, che li hanno oscurati più volte, stanno venendo fuori le voci dei cittadini che sono stati per mesi nelle tende, che sono stati lasciati fuori dalle decisioni, terremotati ai quali durante il presidio della Protezione Civile e il controllo militarizzato veniva impedito addirittura di riunirsi in assemblee. Non è credibile nemmeno questo.
Ma poi diciamoci la verità, chi vota Pdl non legge libri, non legge niente, perchè se leggessero e se si informassero non lo voterebbero più, mentre chi lo vota è perennemente incollato alla tv davanti ad un reality dopo l'altro o ad una partita di Champions.
E allora per chi l'ha scritto questo inutile libro? Ma è ovvio, come tutto ciò che fa da 17 anni, per se stesso, è uno spot elettorale, è propaganda pura, se sarà necessario si farà in modo che venga venduto moltissimo, a costo di comprarselo da solo, tramite i suoi infiniti servitori.
Per lo meno questa è la mia opinione, e per fortuna ne posso avere ancora una.
Ma come non si vede più un graffio? ecco qui una foto che prova ciò che hanno dichiarato a caldo dopo l'aggressione, e cioè la camicia intrisa di sangue, i denti rotti ecc., d'altronde se non ci fosse più un segno dopo così poco tempo, qualcuno potrebbe pensare ad una truffa mediatica, o ad un autoattentato, allora ecco qua sopra come è Silvio in questo momento.
L'intervento più intenso, toccante e duro è stato senz'altro quello di Salvatore Borsellino, che non ha usato mezzi termini chiamando in causa Berlusconi, Schifani e Dell'Utri; accusandoli di essere quella parte di Stato che ha avuto rapporti con coloro che uccisero suo fratello Paolo, il video gela il sangue per le parole piene di coraggio che questo grande uomo riesce ad urlare ad una piazza di oltre un milione di persone ...... parole che uno come Bersani (che ha dichiarato giusto il non aver partecipato alla manifestazione) non osa neanche pensarle, figuriamoci a dirle in faccia a Berlusconi.
ECCO IL TESTO DELL'INTERVENTO: “Mi sento veramente ubriaco nel sentirmi in questa Italia in cui il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità ci sommerge mentre qui in questa piazza mi trovo con questo profumo di libertà. In questa piazza sento lo stesso profumo di libertà che quest’anno ho percepito in via d’Amelio, quando ho chiamato a raccolta il popolo delle agende rosse a impedire che il luogo di quella strage venisse profanato. Noi 17 anni fa abbiamo rifiutato i funerali di Stato perché sapevamo che mio fratello non era stato ucciso solo dalla mafia ma era stato ucciso anche da pezzi dello Stato . L’anno scorso è venuto a deporre la sua corona di fiori il presidente del senato Renato Schifani. Quello stesso Schifani che oggi non vuole parlare dei suoi rapporti societari con dei mafiosi. La seconda carica dello Stato si ammanta della sua posizione autorevole “per dire che è vilipendio alle istituzioni chiedergli conto di ciò che ha fatto”. Credo che il vero vilipendio alle istituzioni sia che persone come Schifani possano occupare le istituzioni. Questo è vero vilipendio: che persone come Berlusconi possano occupare poltrone come quella del capo del governo. Io una cosa voglio chiedere a Berlusconi: perché quando si iniziò a parlare del fatto che c’erano dei giudici che a Palermo, a Caltanissetta, a Firenze stavano indagando sulle stragi disse che c’erano delle procure che stavano complottando contro di lui, quando ancora non c’era nessun avviso di garanzia e non si parlava di Berlusconi. Eppure disse che ci sono procure che complottano contro di noi. Io penso che invece sia un’ammissione di colpa. Oggi sul capo del governo stanno venendo fuori cose che, fino a oggi, Berlusconi è riuscito a nascondere circostanze che stanno venendo fuori grazie ai collaboratori di giustizia che ci stanno parlando di quest’uomo e di come è arrivato al potere affermando la verità su come è nato il suo partito. Ed è per questo che siamo qui oggi, per dire che la mafia deve essere cacciata dallo Stato. Berlusconi deve esercitare il suo diritto a farsi processare davanti a quei giudici che lui dice di essere dei deviati mentali. Se non farà questo passo per far dissipare i dubbi su di lui come possiamo accettare un presidente del consiglio che ha trattato con la criminalità organizzata e il cui partito è stato messo in piedi con i capitali della criminalità organizzata? Come possiamo accettare un presidente del consiglio che viene sottoposto al ricatto della criminalità organizzata? Noi non dobbiamo permettere che questo succeda. Non dobbiamo permettere che sia la criminalità organizzata a cacciarlo da quel posto. Perché è questo che, secondo alcuni pentiti, sta succedendo. Dobbiamo essere noi a cacciare Berlusconi dal posto in cui si trova! Pare che la criminalità organizzata lo voglia togliere da quel posto perché non ha rispettato i patti. Sta succedendo quello che è successo a Lima. Adesso forse la mafia ritenendo che non abbia rispettato i patti lo vuole far cadere. Ma io dico: che cosa Berlusconi avrebbe dovuto fare più di questo se tutte le leggi che sono state fatte sono delle cambiali che sono state pagate alla criminalità organizzata? Grazie a questo Presidente del Consiglio cosa ne è delle leggi sui collaboratori di giustizia?Lo scudo fiscale che cos’è se non un riciclaggio di Stato? Tutte queste leggi sono delle cambiali che (Berlusconi, ndr) sta pagando a chi lo ha messo in quel posto". Salvatore Borsellino ha ricordato poi la gravità della legge sui beni confiscati messi all’asta che verranno ricomprati attraverso quei capitali mafiosi che rientreranno in Italia attraverso lo scudo fiscale. “Non viviamo più in un Paese sorretto dalla Costituzione Democratica ma in un Paese in cui i principi sono retti dal manifesto di rinascita democratica della P2. Oggi al potere c’è la massoneria e la criminalità organizzata. Berlusconi dice che le indagini in cui i giudici complottano contro di lui sono vecchie storie. Ma sono vecchie storie un giudice che mentre suonava il campanello della madre è stato fatto a pezzi? Sono vecchie storie i pezzi di Emanuela Loi che sono stati mandati dentro una bara a Cagliari con tanto di fattura di trasporto? E’ lo stesso Stato che paga i voli di escort e prostitute. “Quei ragazzi sono eroi e non Vittorio Mangano!” Poi, riferendosi direttamente al capo del Governo, ha detto: “Quelli sono i tuoi eroi! I nostri eroi hanno un altro nome, si chiamano: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina. Sono i ragazzi che facevano la scorta a Paolo. Ragazzi che come tanti altri si erano messi in fila dietro la sua porta per chiedergli di fare la sua scorta. Erano servitori dello Stato che si mettevano in fila per andare a morire. Andate dai vostri eroi! Andate sulla tomba di Vittorio Mangano a mettere le vostre corone. Le mie agende rosse non vi faranno mettere più piede in via d’Amelio! Oggi in mezzo a queste agende rosse ci sono mille Emanuela Loi, mille Walter Cusina… E sono questi i ragazzi con cui noi faremo la scorta a quei giudici che finalmente stanno cercando di togliere il velo su queste stragi. Faremo la scorta a Sergio Lari, faremo la scorta ad Antonio Ingroia, a Nino Di Matto…. Questi giudici non ce li potranno uccidere! Perché queste persone noi le onoriamo e di loro abbiamo fiducia. Che Berlusconi vada via dall’Italia. Vogliamo che in questo Paese si ritorni a sentire il fresco profumo di libertà che oggi sento in questa piazza”.
Finalmente una buona notizia, torna il libreria "L'odore dei soldi", il libro scritto da Travaglio e Veltri che nel 2001 provocò il terremoto politico-mediatico in RAI, svelando i segreti più impensabili di Berlusconi, soprattutto i suoi legami con Mangano (boss di Cosa nostra) e l'intervista in cui Borsellino prima di morire rivelava dell'esistenza di un'indagine su Berlusconi e Dell'Utri; e in più anticipava già un vocabolo che ai più è divenuto noto solo da pochi mesi: "papello", già ..... proprio così, ben otto anni fa c'era un certo Travaglio che aveva avuto le palle per mettere nero su bianco una cosa che evidentemente in molti sapevano: la trattativa fra stato e mafia. Fino a pochi mesi fa era impossibile trovarlo nelle librerie, fu fatta solo una ristampa dall'unità, ora è di nuovo disponibile, e nonostante le cose che vi leggerete sono oggi riscontrabili nei vari siti internet più liberi, dovete calarvi soprattutto nel contesto che lo scritto risale a ben 8 anni fa, per cui tirate le somme di quante menzogne e mancate verità le TV e i giornali ci hanno sommerso in questi anni, plagiando e modificando l'opinione pubblica in modo irreparabile.
Berlusconi si auto loda della grande considerazione tributatagli da Obama, ma i corrispondanti stranieri ci spiegano che è la prassi, ci sono poi i vari portavoce e personale al seguito dei grandi che dicono tutt'altro del nostro Premier e della stampa italiana a lui asservita.
Crescono le voci sull’espulsione dell’Italia dai G8 mentre i piani del vertice sprofondano nel caos Articolo pubblicato lunedì 6 luglio 2009 in Gran Bretagna. [The Guardian]
Mentre gli Stati Uniti cercano di essere propositivi riguardo al vertice, l’Italia viene criticata per la mancanza di organizzazione e per aver disatteso gli impegni per gli aiuti ai paesi poveri.
Stando a quanto sostengono alti funzionari di Paesi occidentali, i preparativi per il G8 che si terrà nella città de l’Aquila mercoledì prossimo sono stati talmente caotici da far crescere le pressioni degli altri Stati membri per espellere l’Italia dal gruppo. Nelle ultime settimane precedenti al vertice, in mancanza di iniziative significative per definire l’ordine del giorno, gli Stati Uniti sono subentrati organizzando i cosiddetti sherpa calls (teleconferenze tra alti funzionari) in un estremo tentativo di dare un senso al vertice.
“L’organizzazione di sherpa calls da parte di un altro Paese è senza precedenti. È una sorta di ‘opzione nucleare’”, ha affermato un alto funzionario di uno stato membro dei G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non ci sono stati né programmi né piani”. “Il G8 è un club e i membri del club hanno precisi doveri, che l’Italia ha disatteso”, ha dichiarato un funzionario europeo coinvolto nell’organizzazione.
Voci di corridoio sembrano ventilare l’ipotesi di un’espulsione dell’Italia dal G8 o da qualsiasi altro gruppo che dovesse succedergli. Aleggia tra le capitali europee il nome della Spagna, che potrebbe sostituire l’Italia, un paese con un reddito pro-capite più elevato ed una maggiore percentuale del PIL destinata agli aiuti.
Ieri il Ministro degli Esteri italiano non ha replicato a chi chiedeva di commentare tali critiche. “I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall’inizio alla fine” ha affermato Richard Gowan, analista presso il Centro per la Cooperazione Iinternazionale della New York University. “Gli italiani sin da gennaio andavano dicendo di non avere una visione chiara del vertice e che avrebbero volentieri accettato istruzioni dagli americani, qualora l’amministrazione Obama avesse avuto qualsiasi idea”.
Gli incontri guidati dagli Stati Uniti sono sfociati in un accordo su un’iniziativa relativa alla sicurezza alimentare alcuni giorni prima del vertice de L’Aquila, la cui portata deve essere ancora negoziata. Gordon Brown ha dichiarato che il Regno Unito contribuirà con 1.1 miliardi di sterline al progetto, finalizzato all’aiuto degli agricoltori nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i funzionari che hanno visionato il resto della dichiarazione congiunta affermano che vi sono pochi elementi di novità. I critici sostengono che il governo Berlusconi ha compensato questa mancanza di sostanza allungando la lista degli invitati. Secondo alcune stime i Capi di Stato e di Governo che arriveranno a L’Aquila andranno dai 39 ai 44.
“Si tratta di una burla gigantesca”, ha sentenziato Gowan. “Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore da fare è quella di spalmare l’ordine del giorno in modo così sottile da nascondere il fatto di non averne alcuno”.
Silvio Berlusconi è stato pesantemente criticato per aver disatteso le promesse sugli aiuti allo sviluppo fatte quattro anni fa, stanziandone solo il 3%, e per aver pianificato tagli per oltre il 50% del budget riservato agli aiuti per l’estero.
Nel frattempo, le pagine dei giornali si sono riempite di notizie sulle feste di Berlusconi con giovani donne, seguite da lodi alla saggezza per aver deciso di organizzare il vertice in una regione sconvolta dalle scosse di assestamento tre mesi dopo un terremoto devastante, come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione locale.
Le pesanti critiche rivolte all’Italia giungono in un momento in cui il futuro del G8 come forum destinato a fronteggiare i problemi del mondo è fortemente messo in discussione. All’inizio dell’anno il G20, che include anche le economie emergenti, era stato identificato come un possibile sostituto. Tuttavia durante il G20 di Londra, che si è tenuto ad aprile, il vertice è apparso come uno strumento troppo ingombrante per i funzionari statunitensi.
Il possibile sostituto per il G8 sembra essere con ogni probabilità tra i 13-16 paesi forti (inclusi quelli emergenti come la Cina, l’India, il Brasile, il Messico e il Sud Africa) che attualmente partecipano agli incontri come gli “outreach five” (“i cinque emergenti”). Ma qualsiasi transizione sarebbe dolorosa poiché i Paesi farebbero a gara per la poltrona.
L’espulsione dell’Italia è vista come possibile, ma l’entrata della Spagna al suo posto sembra alquanto improbabile. Gli Stati Uniti e le economie emergenti già considerano il gruppo esistente come troppo euro-centrico e preferirebbero una rappresentanza UE unificata. Molto improbabile, dato che nessuno Stato europeo vuole cedere il posto.
Il Premier ci fa sapere, dal sito ufficiale del Pdl, che nel vertice dei grandi si risolveranno i problemi dei sempre crescenti disoccupati e precari in Italia e delle fabbriche che chiudono tipo catena di Sant'Antonio, cioè tipo "una tira l'altra" ................... non ci credete?
Bèh .......... se le parole hanno un senso come interpretate quasto mega spot che appare oggi sul sito di Silvio?
Bruciata l'auto della ragazza immagine che ha rilasciato la video intervista dove parla della notte di sesso di Patrizia D'Addario con il Premier ................. il tracollo del Governo è sempre più vicino.
Il PD non ha le palle di firmare la mozione di sfiducia per questo vergognoso Governo, meditate elettori, non appena cadrà Berlusconi bisognerà rivotare, meglio un voto in più per Di Pietro e uno in meno per Franceschini che tira il sasso e poi nasconde subito subito la mano.
Neanche un cenno sui TG di oggi sulle nuove sconcertanti rivelazioni legate all'inchiesta di Bari, è censura di Regime all'ennesima potenza, ma basta guardare le testate giornalistiche di tutto il mondo per capire l'enormità dello scandalo
Va sempre peggio Articolo pubblicato lunedì 8 giugno 2009 in Germania.
[TAZ]
L’opposizione è impotente contro la schiacciante potenza mediatica di Berlusconi
Un presidente del consiglio che si incontra con ragazze minorenni, che poi prende in giro la popolazione riguardo le circostanze di questa curiosa conoscenza: in ogni democrazia europea questo sarebbe bastato per causare le dimissioni del premier o almeno una sua grossa sconfitta elettorale. Ma non in Italia: lì Silvio Berlusconi si rallegra dell’ennesima vittoria. Certo il suo partito, il Popolo delle Libertà, ha perso due punti rispetto al trionfo delle elezioni nazionali dell’anno scorso. Allo stesso tempo, però, questi due punti sono stati guadagnati dalla Lega Nord, il partito xenofobo alleato di Berlusconi.
Impotenti sono stati sia l’opposizione che la stampa critica. Non hanno potuto nulla contro lo schiacciante potere mediatico del premier che – si tratta di una situazione unica in Europa – grazie al suo controllo totale sulla televisione detiene anche il potere d’ interpretare gli scandali che lo riguardano in prima persona. L’opposizione è stata altrettanto impotente rispetto a un elettorato che in gran parte sembra quasi ammirare il capo dello stato per il suo stile – se si vuole usare un eufemismo – amorale sia nella politica che nella vita privata.
E così il vero perdente è proprio il partito democratico (PD), forza d’opposizione. Il partito si trova solo l’uno per cento al di sopra della soglia dichiarata all’interno del partito come minimo assoluto prima delle elezioni.
Essi non possono neanche rallegrarsi del successo dell’ altro partito d’opposizione “L’Italia dei Valori”. Quest’ultimo rivendica, sotto la guida dell’ex-magistrato Antonio Di Pietro, un’opposizione molto più radicale e punta ad un’ulteriore erosione del PD. In questo modo si prospettano accanite discussioni tra i democratici e continua la guerra senza quartiere tra i due partiti d’opposizione. Allo stesso tempo la sinistra radicale – ormai esiliata dal parlamento europeo – continuerà ad accentuare i suoi contrasti, mentre Berlusconi siede più saldo che mai in sella.
La privacy e il primo ministro Articolo pubblicato mercoledì 10 giugno 2009 in Spagna.
[El País]
Berlusconi può nascondersi dietro la tutela della privacy dopo la pubblicazione delle foto in Sardegna? No. Le immagini sono rilevanti: è un personaggio pubblico la cui vita privata contraddice il suo discorso politico
La privacy è quell’ambito della vita privata di una persona che risulta inaccessibile agli altri, salvo che il proprio consenso non lo permetta. Ciò nonostante, è un diritto sottoposto a dei limiti. Infatti può essere sacrificato in favore del diritto di comunicare e di ricevere informazioni se queste sono di pubblico interesse. Le recenti informazioni che denunciano presunti casi di abuso di potere commessi dal primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, riportano in primo piano il dibattito sul grado di protezione della privacy che una società democratica deve garantire a coloro che , per via della carica rappresentativa o della professione esercitata, occupano una posizione di rilievo nella vita pubblica e, pertanto, sono sottoposti al giudizio sociale.
Soprattutto se si tratta di rappresentanti con responsabilità nell’ambito delle istituzioni democratiche. Detto questo, non devono esserci dubbi sul fatto che le persone celebri, oggetto di pubblica notorietà, non cessano pertanto di essere titolari del diritto alla privacy. Ma è anche vero che i limiti all’informazione (comunicare fatti che li riguardano) o alla libera espressione (esprimere opinioni sulla loro condotta) devono essere molto più flessibili nel caso in cui intervengano ragioni di pubblico interesse, sia per quanto riguarda il loro comportamento pubblico, sia per quanto riguarda azioni private che possano avere una rilevanza pubblica.
Questa è una condizione sine qua non della società aperta, che la giurisprudenza del Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha ribadito, affermando che il diritto a comunicare informazioni su fatti di pubblico interesse occupa una posizione singolare nel sistema costituzionale dei diritti fondamentali, giacché una lesione o una restrizione ingiustificata di tale diritto non solo implica la limitazione del diritto fondamentale dei cittadini a ricevere informazioni, ma influisce anche negativamente sulla creazione e sul mantenimento di un’opinione pubblica libera, in quanto istituzione essenziale del sistema democratico (Sentenze Handyside c. Gran Bretagna del 7/XII/1976 e Lingens c. Austria, del 6/VII/1986). E questo vale anche per l’Italia.
Recentemente, la stampa italiana – nonostante gli impedimenti del Ministero di Giustizia – e quella internazionale, specialmente EL PAIS, hanno dato un’eco grafica ai sospetti di abuso di potere riguardanti il primo ministro Berlusconi. Questi abusi comprendono l’avere incoraggiato l’approvazione di leggi ad hoc affinché su dei voli ufficiali e, pertanto, con mezzi pubblici, possano viaggiare ospiti privati per attività ludiche, o l’aver promosso a incarichi di responsabilità, nelle liste elettorali del suo partito al Parlamento Europeo o nello stesso Consiglio dei Ministri, persone il cui unico merito politico è stata la bellezza, secondo quanto dichiarato orgogliosamente dallo stesso premier.
Berlusconi, tuttavia, ha considerato che la pubblicazione delle foto scattate nella sua tenuta in Sardegna, pur rendendo irriconoscibili le immagini dei protagonisti, attenta alla privacy dei suoi invitati ed ha annunciato azioni legali nei confronti di questo giornale. Tuttavia ci sono forti ragioni di ordine giuridico, basate sul pubblico interesse delle informazioni diffuse, che permettono di sostenere che il diritto di informare su questi fatti non può essere limitato. Vediamole.
La prima è che appare indubbiamente ragionevole la legittimità di cui dispongono i mezzi di comunicazione di informare sull’uso che il primo ministro fa di alcune singolari leggi, approvate con l’obiettivo di autorizzarlo a invitare i suoi amici a viaggiare su voli ufficiali.
Soprattutto quando lo scopo è quello di partecipare, con mezzi finanziati dall’erario, ad attività ludiche di carattere privato. Che una legge permetta di portare a termine ciò che è obiettivamente un abuso di potere, tristemente avallato dal Parlamento, non può essere un ostacolo affinché la stampa possa informare al riguardo, anche con mezzi grafici e – questo sì – con lo scrupolo di non diffondere particolari irrilevanti, come l’identità dei partecipanti. Che uno di essi si sia sentito chiamato in causa – l’ex premier ceco Topolanek – è solamente affar suo.
Ciò che realmente risulta importante è il fatto in sé dell’ostentazione che Berlusconi fa del lusso privato finanziato parzialmente con denaro pubblico, protetto dalla legge ad hoc. E pertanto quella stessa legge non può impedire che le persone vengano informate riguardo a tali attività, perché, se così fosse, sarebbe incostituzionale e sarebbe inoltre una conseguenza consustanziale derivata dall’articolo 21, comma 2 della Costituzione della Repubblica, che stabilisce che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censura”. È ovvio che in Italia, e in qualsiasi paese democratico, garantire l’informazione su fatti di questa natura è una questione di ordine pubblico democratico. Senza che, di contro, si possa accettare l’evidente strumentalizzazione del diritto alla privacy dei suoi ospiti, come ha fatto il premier italiano.
Il diritto alla privacy, come diritto a non essere infastidito, è protetto dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’uomo (art. 8). Ma quando ciò che si censura pubblicamente sono i comportamenti dei politici nella loro sfera pubblica – come il promuovere una legge che permette l’uso di fondi pubblici per scopi privati – il diritto di comunicare le informazioni (art. 10) non può essere interpretato – sostiene il Tribunale di Strasburgo – alla luce del diritto alla privacy. Con ciò si intende dire che i limiti della critica permessa sono più ampi in relazione a un politico, quando questi agisce come tale, come fa Berlusconi quando trae beneficio da una legge per favorire la sua cerchia di amicizie e mescola ingiustamente lo spazio pubblico con quello privato.
Naturalmente anche un politico gode del diritto alla privacy, anche quando agisce in ambito pubblico, ma in tal caso la protezione della sua intimità deve essere equilibrata con gli interessi della libera discussione delle questioni politiche (Sentenza, Caso Lingens, 1986). A tal proposito, il Tribunale di Strasburgo ha ricordato che, nel caso in cui un politico si trovi in una situazione in cui vengano occultati la sua attività politica e i suoi affari privati, può avere luogo una dibattito politico che scateni una dura critica, nell’ambito del diritto di comunicare le informazioni e della libertà di espressione (Sentenza, caso Dichand, del 26/02/2002). E la pubblicazione delle foto scattate nella residenza privata del primo ministro è un modo legittimo di promuovere un dibattito pubblico sull’abuso di potere.
Una seconda ragione concerne le esigenze di una società aperta: i rappresentanti devono rendere conto di comportamenti incoerenti ed ipocriti. Pertanto è necessario ottenere in modo diligente informazioni veraci e successivamente comunicarle alla società. Nel caso Berlusconi, la confusione tra pubblico e privato palesata da questo rappresentante pubblico eletto democraticamente, fa sorgere pochi dubbi all’interno del dibattito politico riguardo all’abuso di potere e alla promozione del clientelismo che, sotto la sua ala protettrice, e grazie alle sua acquiescenza, si sta espandendo. Conoscere tali fatti in tutta la loro dimensione, per quanto possa risultare amaro, è oggettivamente un motivo di pubblico interesse.
La società italiana, e di riflesso quella europea nell’ambito dell’Unione, non può scrollare le spalle di fronte ai comportamenti di un politico che possiede un tale livello di responsabilità istituzionale sia nel proprio paese, sia in Europa. E l’interesse cresce quando, accanto a questa esibizione di eccessi che rasenta l’oscenità istituzionale, il primo ministro, in un esercizio di evidente ipocrisia, si è reso protagonista, come nel caso Eluana Englaro, di un conflitto istituzionale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale, con squisita prudenza, gli ha dovuto ricordare che non poteva ratificare un decreto legge palesemente incostituzionale mediante il quale Berlusconi, adottando posizioni proprie di un cattolicesimo ultramontano, pretendeva di impedire l’esecuzione di una sentenza della Corte di Cassazione, con lo scopo di prolungare la vita di una donna in stato vegetativo da più di quindici anni. La società italiana deve avere l’opportunità di contrastare attraverso l’informazione queste miserie che la danneggiano. La pubblicazione delle foto in Sardegna è, pertanto, di pubblico interesse, perché in questo modo si riesce a consolidare un’opinione pubblica libera.
*Marc Carrillo è docente di Diritto Costituzionale all’Università Pompeu Fabra.
Berlusconi messo a nudo Articolo pubblicato venerdì 5 giugno 2009 in Spagna. [El País] Le immagini non mettono allo scoperto l’intimità del primo ministro, bensì la sua deriva autoritaria
Non si sbagli Silvio Berlusconi: è la stampa democratica quella che rispetta la sua intimità, mentre lui non la smette di metterla sul banco degli accusati. Perché la pubblicazione delle fotografie delle sue feste private non obbedisce a nessun tentativo di giudicare la sua morale come cittadino, bensì al proposito di dimostrare che lui, in qualità di Presidente del Consiglio, sta cercando di trasformare lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento dei suoi rapporti di amicizia e dei suoi intrattenimenti.
È esattamente questo che, stando alle sue dichiarazioni, ha fatto, quando successivamente ha stilato le liste elettorali del suo partito e nel momento di assegnare le responsabilità di Governo. E non bisogna neanche dimenticare l’uso fatto delle agevolazioni che lo Stato mette a disposizione del Presidente del Consiglio per svolgere le sue responsabilità istituzionali. Trasportare invitati alle feste private non è compito degli aerei ufficiali, poco importa a questo punto se si tratti di ballerine o presentatori televisivi. E il fatto che il primo ministro, nel 2008, abbia deciso di far approvare una legge che dava libero accesso ai voli di Stato a qualsiasi accompagnatore, non gli offre una copertura giuridica, ma al contrario evidenzia un flagrante abuso di potere.
La stampa italiana ha denunciato lo scandalo e la risposta del Presidente del Consiglio non si è limitata a negare o trivializzare i fatti, presentandosi come un paternale protettore di ragazzine delle quali assicura di apprezzare gli speciali talenti artistici o politici. Facendo ricorso alla confusione tra interessi pubblici e privati, Berlusconi ha anche cercato di screditare i cittadini che, sua moglie in primis, erano nella condizione di corroborare le denunce. Questo genere di pressioni sono la prova che, sotto Berlusconi, la libertà d’espressione è minacciata. La procura italiana, dal canto suo, ha sequestrato l’intero archivio del fotografo che scattò le immagini.
Con questo scandalo, Berlusconi viene messo a nudo, ma non come cittadino, bensì come politico. Se fino ad ora le sue sparate erano state prese come uno scherzo, oggi esistono nuove e forti ragioni per mettere tutti in guardia sul fatto che il Presidente del Consiglio sta mettendo in gioco il futuro dell’Italia come Stato di diritto. E un’Italia che scivoli giù lungo la china dove Berlusconi la sta trascinando non è solo motivo di preoccupazione per gli italiani, ma bensì per tutti gli europei.
" Gli italiani sono con me", "il mio consenso è aumentato" ........... si si ....... certo, vediamo allora tutto questo consenso che in TV ci hanno nascosto: Prato, Firenze e Bari ........ cariche della polizia per allontanare i cittadini super incazzati contro Silvio, che schifo .... caschi blu che manganellano uomini, donne e ragazzi per difendere una persona che non ha mai rispettato la Legge e la Costituzione.
Ormai non si contano più le volte che Berlusconi infrange la Legge (nella foto sopra Apicella scende da un aereo di Stato)..... e poi invece di difendersi in un tribunale rispettando la Legge e la Costituzione, va a fare il suo monologo di discolpa senza il minimo contraddittorio a Porta a Porta (clicca qui per rivedere la puntata), non ne posso più ........ manca solo il colpo di grazia: che prenda una gran batosta alle elezioni così sarà costretto a sparire per sempre .......... troppo bello per essere vero?
Se in un paese, dire che si hanno subìto migliaia di udienze e dire che la condizione per governare è quella di bloccare i propri processi in corso, diventa un discorso di discolpa ..... quand'invece secondo me è una confessione vera e propria di colpevolezza e del volere di essere al di sopra della Legge ............ allora questo paese mi fa paura.
I giudici affermano che Berlusconi corruppe l’avvocato britannico Mills
Articolo pubblicato mercoledì 20 maggio 2009 in Spagna.
[El País]
L’avvocato britannico David Mills mentì ai giudici per proteggere Silvio Berlusconi e aiutò sia il magnate sia la Finivest, sua holding mediatica e finanziaria, a violare le leggi italiane. Questo è ciò che afferma il Tribunale di Milano nella motivazione della sentenza emessa lo scorso febbraio, e depositata ieri, che ha condannato Mills a quattro anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari.
La sentenza di 400 pagine afferma che nel 1997 l’attuale primo ministro italiano corruppe con 600.000 dollari (440.000 euro) l’avvocato britannico il quale rese “falsa testimonianza” per “permettere a Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse”.
Berlusconi ha reagito con ira alla notizia e da L’Aquila si è scagliato contro i giudici dicendo: “È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà”. “Ci sarà un appello, ci sarà un altro giudice ed io sono sereno”, ha aggiunto. “Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento di nessuno al signor Mills”.
Il tribunale ha provato che Mills ha ricevuto “ingenti somme di denaro” dal gruppo Fininvest e che, dichiarando il falso davanti ai giudici, ha permesso a Berlusconi di “mantenere gli ingenti benefici” ottenuti in paradisi fiscali oltre ad “aggirare apertamente” le leggi anti-monopolio dei mezzi di comunicazione.
Alla condanna emessa contro Mills manca un elemento chiave, conoscere la pena che ricadrebbe sul corruttore. Berlusconi fu accusato con Mills ma, lo scorso anno, il suo processo fu rimandato in attesa che la Corte Costituzionale decidesse sull’approvazione del cosiddetto Lodo Alfano, la legge che garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato, tra cui il capo dell’Esecutivo.
L’accusa contro i due nacque durante due processi nati dal caso “Mani Pulite”, che all’inizio degli anni novanta indagò sulla corruzione generata attorno al primo ministro socialista Bettino Craxi, vecchio amico di Berlusconi. Uno di quelli fu il caso “All Iberian” che seguiva la pista delle società attraverso cui Berlusconi finanziò presumibilmente Craxi per costruire il suo impero televisivo. Nell’altro processo, Berlusconi fu accusato di corruzione nei confronti di funzionari del fisco in cambio di un trattamento di favore.
La sentenza del giudice Nicoletta Gandus spiega nei dettagli i precedenti della corruzione ed elenca i moventi del reato. “Il fulcro della reticenza di Mills sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”, scrive il giudice. Mills, inoltre, ha cancellato “qualsiasi traccia finanziaria che avrebbe potuto ricondurre a Berlusconi la proprietà delle società”, aggiunge.
Il caso venne alla luce nel 2004 perchè il fisco britannico scoprì sui conti dell’avvocato inglese 600.000 dollari non dichiarati. Mills rivelò alle autorità che gli erano stati donati da Carlo Bernasconi, manager Fininvest morto nel 2001. Il caso arrivò a Milano provocando nel Regno Unito uno scandalo politico che portò alle dimissioni della moglie di Mills, ministro della Cultura del Governo di Blair.
Durante il processo, Mills ha difeso Berlusconi assicurando che nessuno aveva cercato di corromperlo. La sentenza respinge questa affermazione. Secondo Berlusconi la prova della sua innocenza è che “il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale e non una donazione”.
Secondo il Partito Democratico, Berlusconi dovrebbe rinunciare all’immunità che gli è concessa dalla legge Alfano e farsi processare ”come qualsiasi normale cittadino”.
Il Cavaliere contro “La Repubblica”
Con l’opposizione disarmata e prigioniera, l’ultimo nemico di Silvio Berlusconi è la stampa che resta ancora critica nei confronti della sua forma di governo populista. La cosa è stata evidenziata ieri quando, durante la conferenza stampa organizzata a L’Aquila, il primo ministro ha attaccato senza pietà i due giornali che osano criticarlo apertamente: “La Repubblica” e “La Stampa”. “La stampa dovrebbe vergognarsi”, ha detto Berlusconi, “perché pubblicando notizie non vere fa del male al paese”.
Il malessere è provocato in particolare dalle notizie pubblicate circa la sua partecipazione alla festa del diciottesimo compleanno della giovane napoletana Noemi Letizia, notizia di poche ore precedente al “io accuso” lanciato da sua moglie Veronica Lario e alla sua pubblica richiesta di divorzio. La Lario aveva raccontato che Berlusconi frequentava “minorenni”, aveva suggerito la necessità di aiutarlo perché “non sta bene” e aveva criticato apertamente all’“imperatore” il sistema di reclutamento delle “veline”.
Il quotidiano “La Repubblica” ha avviato un’indagine analizzando le conseguenze politiche di tale accusa ed ha inviato un questionario a Berlusconi al quale però egli non ha voluto rispondere. Ieri il primo ministro ha spiegato per la prima volta in pubblico, il perché del suo rifiuto: “Non rispondo a “La Repubblica”; se cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo, ma adesso non rispondo. Ho già risposto quando mi hanno detto che ero malato: ho risposto che eravate malati voi di invidia personale e di odio politico”.
Ma al di là del caso Noemi, Berlusconi cerca di sfuggire alla principale accusa che da anni ricade sul suo regime personalista: il conflitto d’interessi e le minacce alla libertà di stampa. Berlusconi ha contrattaccato i suoi oppositori affermando: “ Non pensate di cadere nel ridicolo quando sostenete che in Italia non c’è libertà di stampa? Se volete scherzare scherziamo, ma all’estero certe affermazioni sono prese per vere. Questo fa male al paese”.[Articolo originale "Los jueces afirman que Berlusconi corrompió al abogado británico Mills" di Miguel Mora]
Berlusconi accusato di corruzione
Articolo pubblicato mercoledì 20 maggio 2009 in Argentina.
[Página|12]
Un tribunale di Milano ha sentenziato che il primo ministro italiano ha corrotto l’avvocato inglese David Mills, affinché lo aiutasse a violare le leggi italiane per mantenere gli ingenti benefici ottenuti in vari paradisi fiscali.
Un tribunale di Milano ha emesso ieri la sentenza secondo la quale il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha corrotto l’avvocato inglese David Mills per farsi aiutare a violare le leggi italiane ed ad evadere le tasse. Il tribunale ha condannato Mills, reo d’aver accettato i soldi, a quattro anni e mezzo di carcere. Nelle 400 pagine della sentenza, il giudice Nicoletta Gandus ha sostenuto che Berlusconi nel 1997, attraverso Fininvest, la sua mega-azienda familiare, pagò all’avvocato britannico 600 mila dollari per testimoniare il falso davanti alla giustizia italiana, con l’obbiettivo d’assicurare l’impunità all’allora primo ministro italiano ed assicurare i guadagni delle sue aziende.
Non appena ha saputo della sentenza, Berlusconi ha reagito indignato ed ha contestato il verdetto del giudice affermando che non corrisponde alla verità dei fatti. “È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà”, ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo poi che “se c’è un fatto indiscutibile è che al signor Mills non è mai stato consegnato del denaro ”
Non concordando affatto con le parole dell’uomo più potente d’Italia, il tribunale ha considerato accertato il pagamento delle tangenti. “È un dato di fatto che il signor Mills per anni abbia ricevuto enormi somme di denaro da Fininvest”, recita la sentenza. Che poi precisa: “dichiarando il falso davanti ai giudici, il signor Mills permise a Silvio Berlusconi di mantenere gli ingenti guadagni ottenuti in paradisi fiscali, oltre che di raggirare apertamente le leggi contro il monopolio dei mezzi di comunicazione del nostro paese”.
Nonostante tutto alla sentenza, per adesso, manca una parte, dato che il tribunale non può pronunciarsi riguardo alla pena che corrisponderebbe al corruttore, ovvero a Silvio Berlusconi. Ciò è dovuto al fatto che in Italia, a partire dall’anno scorso, il primo ministro ed altre alte cariche dello Stato sono protette dal cosiddetto lodo Alfano, una legge che garantisce loro l’impunità.
La costituzionalità di questa legge è in questo momento al vaglio della Corte Costituzionale italiana ed il tribunale di Milano ha deciso di ritardare il possibile processo nei confronti del primo ministro fino a quando la Corte non si sarà pronunciata a riguardo.
I leader dell’opposizione hanno chiesto a gran voce che Berlusconi rinunci alla sua immunità per non ostacolare il cammino della giustizia. “Rinunci ai privilegi della legge Alfano e si sottoponga al processo, come tutti i cittadini italiani” ha chiesto Dario Franceschini, leader del Partito Democratico.
Antonio Di Pietro, dell’Italia dei Valori, è andato oltre affermando che il Cavaliere deve sottomettersi alla Giustizia o dare le dimissioni. “Berlusconi è un corruttore che si è fatto una legge su misura per evitare di essere processato. Che rinunci all’impunità o che si dimetta!”, ha dichiarato a gran voce durante una conferenza stampa.
Numerosi parlamentari del centro-sinistra (PD), come il senatore Luigi Zanda o la vicepresidente PD al senato Marina Sereni, si sono uniti a coloro i quali chiedono che Berlusconi rinunci all’immunità. Tuttavia Nicolò Ghedini, avvocato di Berlusconi e deputato del PdL, è sicuro che la sentenza Mills sia rovesciata in appello perché “i fatti non sussistono”. Tra l’altro, il leader dei deputati dei PdL, Fabrizio Cicchitto, ha criticato “l’uso politico della giustizia” da parte dell’opposizione. Ciò che è certo è che proprio adesso che il magnate dei mezzi di comunicazione sta cercando una via d’uscita al suo problematico divorzio, il tema della corruzione getta ancora di più ombra sulla sua immagine.
Silvio Berlusconi nuovamente accusato di corruzione
Articolo pubblicato mercoledì 20 maggio 2009 in Francia.
[Le Nouvel Observateur]
Il capo del governo italiano è accusato di aver versato 600.000 dollari al suo avvocato in cambio di una falsa testimonianza. Silvio Berlusconi denuncia una “sentenza scandalosa” di “magistrati rossi”.
La pubblicazione delle motivazioni di una sentenza che accusa Silvio Berlusconi di aver corrotto il suo ex avvocato in cambio di una falsa testimonianza, è “un attacco politico calcolato” da parte di magistrati di sinistra, ha denunciato mercoledì 20 maggio Paolo Bonaiuti, portavoce del capo del governo. A meno di due settimane dalle elezioni europee, “è un attacco politico calcolato” e Silvio Berlusconi ha risposto con il suo calore e il suo lato umano”, ha affermato Paolo Bonaiuti. Lunedì, questa pubblicazione ha piuttosto contrariato il capo del governo. Berlusconi si è scagliato contro questa “ennesima sentenza scandalosa” dei “magistrati rossi” complici, secondo lui, di un’opposizione “sconfitta” e di una stampa che “dovrebbe vergognarsi”.
Berlusconi vuole “dire cosa pensa di questi magistrati”
“Ho già dovuto affrontare 102 processi e spendere 200 milioni di euro in parcelle di avvocati“, ha affermato il Cavaliere che ha annunciato che riferirà “davanti alle Camere” per “dire ciò che pensa di questi magistrati”. Condannato lo scorso febbraio a quattro anni e mezzo di prigione, David Mills, ex avvocato del capo del governo, è stato giudicato colpevole di falsa testimonianza in favore di quest’ultimo per affari riguardanti investimenti off-shore. Secondo le motivazioni della sentenza, Mills ha fornito una “falsa testimonianza (…) al fine di concedere a Silvio Berlusconi e al (suo) gruppo Fininvest l’impunità (…) o almeno, di conservare gli ingenti profitti realizzati”. David Mills ha riconosciuto di aver accettato tangenti da Silvio Berlusconi. Quest’ultimo è accusato di aver versato 600.000 dollari a quello che era il suo avvocato all’epoca dei fatti, in cambio di due false testimonianze. Il Cavaliere, immune da qualunque procedimento giudiziario a suo carico durante il suo mandato, avrebbe volentieri fatto a meno della pubblicazione di queste accuse di corruzione che lo infangano in piena campagna elettorale.
L’interesse per le vallette-showgirls e le minorenni
Questo nuovo grattacapo sopraggiunge solo tre settimane dopo le sue disavventure coniugali sciorinate dalla stampa e conculsesi con una richiesta di divorzio da parte di sua moglie Veronica Lario. Veronica ha lanciato delle accuse pubbliche sul supposto interesse di suo marito per giovani vallette e persino per le minorenni. “E’ una dolorosa faccenda privata”, ha dichiarato Silvio Berlusconi, rifiutando tutte le accuse di sua moglie e affermando che è stata fuorviata e manipolata dall’opposizione di sinistra. Diversi eventi che vanno direttamente ad intaccare la popolarità del capo del governo italiano. Secondo l’istituto IPR, il Cavaliere perde 3 punti a metà maggio e scivola al 53% di opinioni favorevoli, mentre il numero di coloro che gli accordano “poca o nessuna fiducia” passa dal 42% al 46%.
“Ho l’appoggio del 74,8% degli elettori”
Silvio Berlusconi, fedele alla ricetta che gli è spesso riuscita, porta tutto il dibattito politico attorno a se stesso piuttosto che incentrarlo sui risultati del suo governo. Comparendo ogni giorno alla televisione, denuncia senza sosta “gli attacchi personali menzogneri e calunniosi” dei quali si ritiene vittima. Con lo stesso spirito, per le elezioni europee del 6 e 7 giugno, ha deciso di mettersi a capo delle liste del suo partito il Popolo della Libertà (PDL) in tutte le circoscrizioni elettoriali. “Ho il supporto del 74,8% degli elettori”, ha affermato martedì Silvio Berlusconi citando gli ultimi sondaggi che ha fatto realizzare lui stesso.
David Mills, avvocato di Silvio Berlusconi, ha testimoniato il falso
Articolo pubblicato giovedì 21 maggio 2009 in Australia.
[The Australian]
Silvio Berlusconi si sta trovando ad affrontare richieste di dimissioni dopo la sentenza secondo la quale un avvocato avrebbe dato falsa testimonianza in due processi per corruzione per proteggere il Presidente del Consiglio e il suo impero d’affari.
Berlusconi, 72 anni, ieri ha annunciato che apparirà davanti al Parlamento per chiarire la sua posizione, sebbene non abbia stabilito una data precisa. La rivelazione secondo la quale l’avvocato fiscalista inglese David Mills avrebbe tentato di proteggere il Presidente del Consiglio da accuse di corruzione ha aumentato la pressione su Berlusconi, che già si trovava ad affrontare richieste continue di spiegazioni sul suo rapporto con una diciottenne aspirante modella.
A febbraio i giudici hanno comminato a Mills, l’ex-marito di Tessa Jowell, Ministro inglese per le Olimpiadi, 4 anni e mezzo di prigione. Mills nega di aver commesso il crimine e sta preparando l’appello per ribaltare il verdetto.
Nelle loro 400 pagine di motivazioni diffuse ieri, i giudici affermano di aver riconosciuto Mills colpevole perché le prove dimostrano che egli aveva dato falsa testimonianza in due processi nel 1997 e nel 1998 per proteggere Berlusconi e la sua azienda Fininvest dalle accuse relative all’acquisto dei diritti di pellicole cinematografiche statunitensi nonché “per proteggere gli interessi economici di Berlusconi”. Continuano dichiarando che Mills avrebbe accettato una bustarella di 600.000$ per fare “da falso testimone” e “per garantire a Silvio Berlusconi e al suo gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, di conservare i loro enormi profitti”.
I giudici hanno scritto: “Il metodo artificiale, opaco e sofisticato con cui il denaro è stato trasferito nello stesso conto di Mills indica l’illegalità dell’intera operazione”.
Berlusconi era co-imputato insieme a Mills, ma il processo contro di lui è stato sospeso in seguito alla sua promulgazione di una legge parlamentare dello scorso luglio che gli concede l’immunità dai procedimenti giudiziari, insieme alle altre tre maggiori cariche dello Stato. La Corte Costituzionale italiana deve ancora decidere se la legge sia legittima e dovrebbe iniziare le udienze a luglio.
Federico Cecconi, l’avvocato italiano di Mills, non ha voluto rilasciare alcun commento. Massimo Donadi, del partito di opposizione di centro-sinistra Italia dei Valori, ha affermato che Berlusconi dovrebbe abrogare l’immunità oppure dimettersi. Ha detto inoltre che se l’Italia fosse un “paese normale”, Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi sotto la pressione dell’opposizione, della stampa e dell’opinione pubblica.
Antonello Soro, del Partito Democratico, il principale partito d’opposizione, ha affermato che il caso Mills getta una pesante ombra di sospetto sul Presidente del Consiglio. Ha invitato Berlusconi a ritirare l’immunità e a presentarsi davanti ai magistrati secondo l’iter normale per provare la sua innocenza.
Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, il partito di centro-destra al governo, ha dichiarato che Nicoletta Gandus, il giudice che ha presieduto al processo, aveva un atteggiamento pregiudiziale contro Berlusconi.
La seconda moglie di Berlusconi, Veronica Lario, ha chiesto il divorzio dopo che il Presidente del Consiglio ha partecipato al diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, un’aspirante modella ed attrice di Napoli, che lo chiama Papi.
A febbraio, la corte di Milano ha anche ordinato a Mills di pagare danni pari a 250.000€, per aver danneggiato la reputazione della carica del Presidente del Consiglio italiano.
Donadi cerca di spiegare la verità sul caso Mills-Berlusconi, Ghedini gli parla sopra per tutto il tempo senza che Vespa intervenga (come dovrebbe fare un buon moderatore), facendo una confusione totale, sovrapponendosi con la sua vocina infida e petulante e riuscendo a non fare capire nulla agli italiani; per fortuna nel video sotto è stato sottotitolato ciò che ha detto il rappresentante dell'Idv che è la verità.