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sabato 20 novembre 2010

motivazioni sentenza Dell'Utri: mediava tra Berlusconi e mafia


"Silvio Berlusconi negli anni '70 e '80 preferiva accordarsi con la mafia piuttosto che denunciare le estorsioni alle autorità". E' una delle conclusioni a cui sono arrivati i giudici della Corte d'Appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall'Acqua, nelle motivazioni della sentenza di condanna in secondo grado di Marcello Dell'Utri (leggi l'articolo). Il 29 giugno scorso, Dell'Utri è stato condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. "Vi è – scrivono i giudici in un capitolo delle motivazioni – un'indiretta conferma del fatto che anche Silvio Berlusconi in quegli anni lontani, pur di risolvere quel tipo di problemi, non esitava a ricorrere alle amicizie "particolari" dell'amico siciliano che gli garantiva la possibilità di fronteggiare le ricorrenti richieste criminali riacquistando la serenità perduta ad un costo per lui tollerabile in termini economici". Attività di "mediazione", "canale di collegamento tra l'associazione mafiosa cosa nostra, in persona di Stefano Bontate, all'epoca uno dei suoi più autorevoli esponenti, e Silvio Berlusconi" (leggi l'articolo). Sono queste le parole utilizzate dai giudici. Il parlamentare era stato condannato per i fatti avvenuti fino al 1992 e assolto per quelli successivi. Nelle motivazioni si chiarisce anche il ruolo di Vittorio Mangano. Il mafioso fu assunto, sempre su intervento di Marcello Dell'Utri, come stalliere nella villa di Arcore non per accudire i cavalli ma "per garantire l'incolumità di Silvio Berlusconi"

sabato 23 maggio 2009

BERLUSCONI-MILLS, fioccano gli articoli da tutto il mondo


I giudici affermano che Berlusconi corruppe l’avvocato britannico Mills

[El País]

L’avvocato britannico David Mills mentì ai giudici per proteggere Silvio Berlusconi e aiutò sia il magnate sia la Finivest, sua holding mediatica e finanziaria, a violare le leggi italiane.
Questo è ciò che afferma il Tribunale di Milano nella motivazione della sentenza emessa lo scorso febbraio, e depositata ieri, che ha condannato Mills a quattro anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari.

La sentenza di 400 pagine afferma che nel 1997 l’attuale primo ministro italiano corruppe con 600.000 dollari (440.000 euro) l’avvocato britannico il quale rese “falsa testimonianza” per “permettere a Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse”.

Berlusconi ha reagito con ira alla notizia e da L’Aquila si è scagliato contro i giudici dicendo: “È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà”. “Ci sarà un appello, ci sarà un altro giudice ed io sono sereno”, ha aggiunto. “Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento di nessuno al signor Mills”.

Il tribunale ha provato che Mills ha ricevuto “ingenti somme di denaro” dal gruppo Fininvest e che, dichiarando il falso davanti ai giudici, ha permesso a Berlusconi di “mantenere gli ingenti benefici” ottenuti in paradisi fiscali oltre ad “aggirare apertamente” le leggi anti-monopolio dei mezzi di comunicazione.

Alla condanna emessa contro Mills manca un elemento chiave, conoscere la pena che ricadrebbe sul corruttore. Berlusconi fu accusato con Mills ma, lo scorso anno, il suo processo fu rimandato in attesa che la Corte Costituzionale decidesse sull’approvazione del cosiddetto Lodo Alfano, la legge che garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato, tra cui il capo dell’Esecutivo.

L’accusa contro i due nacque durante due processi nati dal caso “Mani Pulite”, che all’inizio degli anni novanta indagò sulla corruzione generata attorno al primo ministro socialista Bettino Craxi, vecchio amico di Berlusconi. Uno di quelli fu il caso “All Iberian” che seguiva la pista delle società attraverso cui Berlusconi finanziò presumibilmente Craxi per costruire il suo impero televisivo. Nell’altro processo, Berlusconi fu accusato di corruzione nei confronti di funzionari del fisco in cambio di un trattamento di favore.

La sentenza del giudice Nicoletta Gandus spiega nei dettagli i precedenti della corruzione ed elenca i moventi del reato. “Il fulcro della reticenza di Mills sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”, scrive il giudice. Mills, inoltre, ha cancellato “qualsiasi traccia finanziaria che avrebbe potuto ricondurre a Berlusconi la proprietà delle società”, aggiunge.

Il caso venne alla luce nel 2004 perchè il fisco britannico scoprì sui conti dell’avvocato inglese 600.000 dollari non dichiarati. Mills rivelò alle autorità che gli erano stati donati da Carlo Bernasconi, manager Fininvest morto nel 2001. Il caso arrivò a Milano provocando nel Regno Unito uno scandalo politico che portò alle dimissioni della moglie di Mills, ministro della Cultura del Governo di Blair.

Durante il processo, Mills ha difeso Berlusconi assicurando che nessuno aveva cercato di corromperlo. La sentenza respinge questa affermazione. Secondo Berlusconi la prova della sua innocenza è che “il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale e non una donazione”.

Secondo il Partito Democratico, Berlusconi dovrebbe rinunciare all’immunità che gli è concessa dalla legge Alfano e farsi processare ”come qualsiasi normale cittadino”.

Il Cavaliere contro “La Repubblica”

Con l’opposizione disarmata e prigioniera, l’ultimo nemico di Silvio Berlusconi è la stampa che resta ancora critica nei confronti della sua forma di governo populista. La cosa è stata evidenziata ieri quando, durante la conferenza stampa organizzata a L’Aquila, il primo ministro ha attaccato senza pietà i due giornali che osano criticarlo apertamente: “La Repubblica” e “La Stampa”. “La stampa dovrebbe vergognarsi”, ha detto Berlusconi, “perché pubblicando notizie non vere fa del male al paese”.

Il malessere è provocato in particolare dalle notizie pubblicate circa la sua partecipazione alla festa del diciottesimo compleanno della giovane napoletana Noemi Letizia, notizia di poche ore precedente al “io accuso” lanciato da sua moglie Veronica Lario e alla sua pubblica richiesta di divorzio. La Lario aveva raccontato che Berlusconi frequentava “minorenni”, aveva suggerito la necessità di aiutarlo perché “non sta bene” e aveva criticato apertamente all’“imperatore” il sistema di reclutamento delle “veline”.

Il quotidiano “La Repubblica” ha avviato un’indagine analizzando le conseguenze politiche di tale accusa ed ha inviato un questionario a Berlusconi al quale però egli non ha voluto rispondere. Ieri il primo ministro ha spiegato per la prima volta in pubblico, il perché del suo rifiuto: “Non rispondo a “La Repubblica”; se cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo, ma adesso non rispondo. Ho già risposto quando mi hanno detto che ero malato: ho risposto che eravate malati voi di invidia personale e di odio politico”.

Ma al di là del caso Noemi, Berlusconi cerca di sfuggire alla principale accusa che da anni ricade sul suo regime personalista: il conflitto d’interessi e le minacce alla libertà di stampa. Berlusconi ha contrattaccato i suoi oppositori affermando: “ Non pensate di cadere nel ridicolo quando sostenete che in Italia non c’è libertà di stampa? Se volete scherzare scherziamo, ma all’estero certe affermazioni sono prese per vere. Questo fa male al paese”.[Articolo originale "Los jueces afirman que Berlusconi corrompió al abogado británico Mills" di Miguel Mora]


Berlusconi accusato di corruzione

[Página|12]

Un tribunale di Milano ha sentenziato che il primo ministro italiano ha corrotto l’avvocato inglese David Mills, affinché lo aiutasse a violare le leggi italiane per mantenere gli ingenti benefici ottenuti in vari paradisi fiscali.

Un tribunale di Milano ha emesso ieri la sentenza secondo la quale il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha corrotto l’avvocato inglese David Mills per farsi aiutare a violare le leggi italiane ed ad evadere le tasse. Il tribunale ha condannato Mills, reo d’aver accettato i soldi, a quattro anni e mezzo di carcere. Nelle 400 pagine della sentenza, il giudice Nicoletta Gandus ha sostenuto che Berlusconi nel 1997, attraverso Fininvest, la sua mega-azienda familiare, pagò all’avvocato britannico 600 mila dollari per testimoniare il falso davanti alla giustizia italiana, con l’obbiettivo d’assicurare l’impunità all’allora primo ministro italiano ed assicurare i guadagni delle sue aziende.

Non appena ha saputo della sentenza, Berlusconi ha reagito indignato ed ha contestato il verdetto del giudice affermando che non corrisponde alla verità dei fatti. “È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà”, ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo poi che “se c’è un fatto indiscutibile è che al signor Mills non è mai stato consegnato del denaro ”

Non concordando affatto con le parole dell’uomo più potente d’Italia, il tribunale ha considerato accertato il pagamento delle tangenti. “È un dato di fatto che il signor Mills per anni abbia ricevuto enormi somme di denaro da Fininvest”, recita la sentenza. Che poi precisa: “dichiarando il falso davanti ai giudici, il signor Mills permise a Silvio Berlusconi di mantenere gli ingenti guadagni ottenuti in paradisi fiscali, oltre che di raggirare apertamente le leggi contro il monopolio dei mezzi di comunicazione del nostro paese”.

Nonostante tutto alla sentenza, per adesso, manca una parte, dato che il tribunale non può pronunciarsi riguardo alla pena che corrisponderebbe al corruttore, ovvero a Silvio Berlusconi. Ciò è dovuto al fatto che in Italia, a partire dall’anno scorso, il primo ministro ed altre alte cariche dello Stato sono protette dal cosiddetto lodo Alfano, una legge che garantisce loro l’impunità.

La costituzionalità di questa legge è in questo momento al vaglio della Corte Costituzionale italiana ed il tribunale di Milano ha deciso di ritardare il possibile processo nei confronti del primo ministro fino a quando la Corte non si sarà pronunciata a riguardo.

I leader dell’opposizione hanno chiesto a gran voce che Berlusconi rinunci alla sua immunità per non ostacolare il cammino della giustizia. “Rinunci ai privilegi della legge Alfano e si sottoponga al processo, come tutti i cittadini italiani” ha chiesto Dario Franceschini, leader del Partito Democratico.

Antonio Di Pietro, dell’Italia dei Valori, è andato oltre affermando che il Cavaliere deve sottomettersi alla Giustizia o dare le dimissioni. “Berlusconi è un corruttore che si è fatto una legge su misura per evitare di essere processato. Che rinunci all’impunità o che si dimetta!”, ha dichiarato a gran voce durante una conferenza stampa.

Numerosi parlamentari del centro-sinistra (PD), come il senatore Luigi Zanda o la vicepresidente PD al senato Marina Sereni, si sono uniti a coloro i quali chiedono che Berlusconi rinunci all’immunità. Tuttavia Nicolò Ghedini, avvocato di Berlusconi e deputato del PdL, è sicuro che la sentenza Mills sia rovesciata in appello perché “i fatti non sussistono”. Tra l’altro, il leader dei deputati dei PdL, Fabrizio Cicchitto, ha criticato “l’uso politico della giustizia” da parte dell’opposizione. Ciò che è certo è che proprio adesso che il magnate dei mezzi di comunicazione sta cercando una via d’uscita al suo problematico divorzio, il tema della corruzione getta ancora di più ombra sulla sua immagine.

[Articolo originale "Berlusconi acusado de coima"]


Silvio Berlusconi nuovamente accusato di corruzione

[Le Nouvel Observateur]

Il capo del governo italiano è accusato di aver versato 600.000 dollari al suo avvocato in cambio di una falsa testimonianza. Silvio Berlusconi denuncia una “sentenza scandalosa” di “magistrati rossi”.

La pubblicazione delle motivazioni di una sentenza che accusa Silvio Berlusconi di aver corrotto il suo ex avvocato in cambio di una falsa testimonianza, è “un attacco politico calcolato” da parte di magistrati di sinistra, ha denunciato mercoledì 20 maggio Paolo Bonaiuti, portavoce del capo del governo.
A meno di due settimane dalle elezioni europee, “è un attacco politico calcolato” e Silvio Berlusconi ha risposto con il suo calore e il suo lato umano”, ha affermato Paolo Bonaiuti.
Lunedì, questa pubblicazione ha piuttosto contrariato il capo del governo. Berlusconi si è scagliato contro questa “ennesima sentenza scandalosa” dei “
magistrati rossi” complici, secondo lui, di un’opposizione “sconfitta” e di una stampa che “dovrebbe vergognarsi”.

Berlusconi vuole “dire cosa pensa di questi magistrati”

“Ho già dovuto affrontare 102 processi e spendere 200 milioni di euro in parcelle di avvocati“, ha affermato il Cavaliere che ha annunciato che riferirà “davanti alle Camere” per “dire ciò che pensa di questi magistrati”.
Condannato lo scorso febbraio a quattro anni e mezzo di prigione, David Mills, ex avvocato del capo del governo, è stato giudicato colpevole di falsa testimonianza in favore di quest’ultimo per affari riguardanti investimenti off-shore. Secondo le motivazioni della sentenza, Mills ha fornito una “falsa testimonianza (…) al fine di concedere a Silvio Berlusconi e al (suo) gruppo Fininvest l’impunità (…) o almeno, di conservare gli ingenti profitti realizzati”.
David Mills ha riconosciuto di aver accettato tangenti da Silvio Berlusconi. Quest’ultimo è accusato di aver
versato 600.000 dollari a quello che era il suo avvocato all’epoca dei fatti, in cambio di due false testimonianze.
Il Cavaliere, immune da qualunque procedimento giudiziario a suo carico durante il suo mandato, avrebbe volentieri fatto a meno della pubblicazione di queste accuse di corruzione che lo infangano in piena campagna elettorale.

L’interesse per le vallette-showgirls e le minorenni

Questo nuovo grattacapo sopraggiunge solo tre settimane dopo le sue disavventure coniugali sciorinate dalla stampa e conculsesi con una richiesta di divorzio da parte di sua moglie Veronica Lario.
Veronica ha lanciato delle accuse pubbliche sul supposto interesse di suo marito per giovani vallette e persino per le minorenni.
“E’ una dolorosa faccenda privata”, ha dichiarato Silvio Berlusconi, rifiutando tutte le accuse di sua moglie e affermando che è stata fuorviata e
manipolata dall’opposizione di sinistra.
Diversi eventi che vanno direttamente ad intaccare la popolarità del capo del governo italiano. Secondo l’istituto IPR, il Cavaliere perde 3 punti a metà maggio e scivola al 53% di opinioni favorevoli, mentre il numero di coloro che gli accordano “poca o nessuna fiducia” passa dal 42% al 46%.

“Ho l’appoggio del 74,8% degli elettori”

Silvio Berlusconi, fedele alla ricetta che gli è spesso riuscita, porta tutto il dibattito politico attorno a se stesso piuttosto che incentrarlo sui risultati del suo governo. Comparendo ogni giorno alla televisione, denuncia senza sosta “gli attacchi personali menzogneri e calunniosi” dei quali si ritiene vittima.
Con lo stesso spirito, per le elezioni europee del 6 e 7 giugno, ha deciso di mettersi a capo delle liste del suo partito il Popolo della Libertà (PDL) in tutte le circoscrizioni elettoriali. “Ho il supporto del 74,8% degli elettori”, ha affermato martedì Silvio Berlusconi citando gli ultimi sondaggi che ha fatto realizzare lui stesso.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi de nouveau accusé de corruption" di Nouvelobs.com]


David Mills, avvocato di Silvio Berlusconi, ha testimoniato il falso

[The Australian]

Silvio Berlusconi si sta trovando ad affrontare richieste di dimissioni dopo la sentenza secondo la quale un avvocato avrebbe dato falsa testimonianza in due processi per corruzione per proteggere il Presidente del Consiglio e il suo impero d’affari.

Berlusconi, 72 anni, ieri ha annunciato che apparirà davanti al Parlamento per chiarire la sua posizione, sebbene non abbia stabilito una data precisa. La rivelazione secondo la quale l’avvocato fiscalista inglese David Mills avrebbe tentato di proteggere il Presidente del Consiglio da accuse di corruzione ha aumentato la pressione su Berlusconi, che già si trovava ad affrontare richieste continue di spiegazioni sul suo rapporto con una diciottenne aspirante modella.

A febbraio i giudici hanno comminato a Mills, l’ex-marito di Tessa Jowell, Ministro inglese per le Olimpiadi, 4 anni e mezzo di prigione. Mills nega di aver commesso il crimine e sta preparando l’appello per ribaltare il verdetto.

Nelle loro 400 pagine di motivazioni diffuse ieri, i giudici affermano di aver riconosciuto Mills colpevole perché le prove dimostrano che egli aveva dato falsa testimonianza in due processi nel 1997 e nel 1998 per proteggere Berlusconi e la sua azienda Fininvest dalle accuse relative all’acquisto dei diritti di pellicole cinematografiche statunitensi nonché “per proteggere gli interessi economici di Berlusconi”. Continuano dichiarando che Mills avrebbe accettato una bustarella di 600.000$ per fare “da falso testimone” e “per garantire a Silvio Berlusconi e al suo gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, di conservare i loro enormi profitti”.

I giudici hanno scritto: “Il metodo artificiale, opaco e sofisticato con cui il denaro è stato trasferito nello stesso conto di Mills indica l’illegalità dell’intera operazione”.

Berlusconi era co-imputato insieme a Mills, ma il processo contro di lui è stato sospeso in seguito alla sua promulgazione di una legge parlamentare dello scorso luglio che gli concede l’immunità dai procedimenti giudiziari, insieme alle altre tre maggiori cariche dello Stato. La Corte Costituzionale italiana deve ancora decidere se la legge sia legittima e dovrebbe iniziare le udienze a luglio.

Federico Cecconi, l’avvocato italiano di Mills, non ha voluto rilasciare alcun commento. Massimo Donadi, del partito di opposizione di centro-sinistra Italia dei Valori, ha affermato che Berlusconi dovrebbe abrogare l’immunità oppure dimettersi. Ha detto inoltre che se l’Italia fosse un “paese normale”, Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi sotto la pressione dell’opposizione, della stampa e dell’opinione pubblica.

Antonello Soro, del Partito Democratico, il principale partito d’opposizione, ha affermato che il caso Mills getta una pesante ombra di sospetto sul Presidente del Consiglio. Ha invitato Berlusconi a ritirare l’immunità e a presentarsi davanti ai magistrati secondo l’iter normale per provare la sua innocenza.

Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, il partito di centro-destra al governo, ha dichiarato che Nicoletta Gandus, il giudice che ha presieduto al processo, aveva un atteggiamento pregiudiziale contro Berlusconi.

La seconda moglie di Berlusconi, Veronica Lario, ha chiesto il divorzio dopo che il Presidente del Consiglio ha partecipato al diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, un’aspirante modella ed attrice di Napoli, che lo chiama Papi.

A febbraio, la corte di Milano ha anche ordinato a Mills di pagare danni pari a 250.000€, per aver danneggiato la reputazione della carica del Presidente del Consiglio italiano.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi lawyer David Mills lied in testimony" di Richard Owen]


venerdì 22 maggio 2009

DONADI vs GHEDINI a Porta a Porta

Donadi cerca di spiegare la verità sul caso Mills-Berlusconi, Ghedini gli parla sopra per tutto il tempo senza che Vespa intervenga (come dovrebbe fare un buon moderatore), facendo una confusione totale, sovrapponendosi con la sua vocina infida e petulante e riuscendo a non fare capire nulla agli italiani; per fortuna nel video sotto è stato sottotitolato ciò che ha detto il rappresentante dell'Idv che è la verità.

giovedì 21 maggio 2009

STAMPA ESTERA SULLA SENTENZA BERLUSCONI-MILLS

Silvio Berlusconi corruppe un avvocato inglese, affermano i giudici italiani

[The Guardian]

* I giudici spiegano chiaramente l’origine del pagamento a Mills.
* Il Presidente del Consiglio respinge le accuse, secondo lui “scandalose”.

Silvio Berlusconi è finito sotto il fuoco dei leader dell’opposizione in Italia dopo che un tribunale ha dichiarato che Berlusconi corruppe il suo avvocato, David Mills, così da poter evitare l’arresto per le accuse di corruzione e mantenere gli “enormi profitti derivanti dalla conclusione di operazioni societarie e finanziarie illecite”.

I giudici hanno depositato le motivazioni della loro decisione, presa a febbraio, di condannare Mills, marito del ministro britannico per le olimpiadi, Tessa Jowell, a quattro anni e mezzo di prigione per aver accettato la mazzetta.

Mills è stato infatti ritenuto colpevole di aver accettato una mazzetta di $600,000 (£387,000) in un caso in cui era stato imputato insieme al suo ex cliente, accusato di aver pagato la somma.

Ma poiché Berlusconi si è dotato di immunità giudiziaria dopo essere tornato al potere l’anno scorso, la corte non ha potuto raggiungere alcun verdetto nei suoi confronti.

La sentenza di oggi rende evidente ciò che fino a tre mesi fa era solo implicito: il denaro pagato a Mills proveniva dal miliardario Presidente del Consiglio italiano.

In una tacita ammissione della serietà della situzione, Berlusconi ha annunciato che avrebbe rilasciato una dichiarazione di fronte al Parlamento; ma senza fissare alcuna data. “E’ una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà come, ne sono convinto, si proverà in appello”, ha dichiarato, aggiungendo che si sarebbe presentato di fronte al Parlamento “non appena ne avrebbe avuto tempo” per “dire almeno ciò che ormai da qualche tempo penso di certi giudici”.

Il leader del più grande gruppo di opposizione, il Partito Democratico, Dario Franceschini, ha dichiarato: “Dovrebbe venire a dire ‘rinuncio ai privilegi [derivanti dalla legge sull’immunità] e mi sottopongo al processo come qualsiasi altro cittadino’ “.

Il leader del più piccolo partito, l’Italia dei Valori, ha dichiarato che l’unica opzione per Berlusconi sarebbe quella di “rassegnare immediatamente le dimissioni, perché se il Presidente del Consiglio non ha il coraggio di lasciarsi processare, renderà legittimo nella coscienza degli italiani ritenere che sia colpevole”.

Ma Mario Valducci, un anziano membro del partito del primo ministro, il Popolo delle Libertà, ha dichiarato: “E’ tempo che la magistratura torni ad essere credibile”.

“Episodi come questi causano solo difficoltà e confusione nei cittadini, oltre a confermare quanto sia stato necessario approvare la legge sull’immunità”.

Mills progettò per Berlusconi e la Finivest, l’azienda al centro del suo impero commerciale, una rete di società offshore. I pubblici ministeri negli anni ‘90 addussero che questa rete veniva usata, tra l’altro, per versare finanziamenti illeciti al partito dell’allora primo ministro italiano, Bettino Craxi. Affermarono inoltre che Berlusconi corruppe membri della Guardia di Finanza per ottenere un trattamento favorevole nelle questioni fiscali del suo gruppo.

In entrambi i processi, Mills era un testimone chiave per l’accusa. Ma, come hanno affermato ieri i giudici, egli operò come “falso testimone, consentendo a Silvio Berlusconi e alla Fininvest di ottenere l’impunità”.

I giudici hanno ritenuto fondata l’asserzione dell’accusa secondo la quale nel 1997, quando si trovava all’opposizione, il magnate della TV e dell’edilizia si accordò con Mills per essere ricompensato in cambio della sua testimonianza.

In un’affermazione poi ritrattata, l’avvocato inglese avallò la versione degli eventi che egli aveva dato al suo commercialista londinese – ovvero che egli aveva “tenuto Mr B fuori da un mare di guai in cui si sarebbe trovato se avessi detto tutto quello che sapevo”.

I giudici hanno affermato che parte del pagamento mirava a compensare Mills per il modo indiretto in cui il denaro fu posto in suo possesso, “tutte le operazioni di riciclaggio che avrebbe dovuto effettuare per nascondere, mascherare, trasformare e intascare la somma illegalmente pagatagli”.Il modo in cui guidò il denaro lungo una catena di società e trust offshore in un periodo di tre anni ha rappresentato “una delle sue più raffinate e criminali attività di riciclaggio”, hanno affermato i giudici.

Mills, che ha vigorosamente proclamato la sua innocenza, non è finito in prigione perché secondo la legge italiana potrà rimanere libero finché non saranno esaurite tutte le istanze d’appello. Il crimine per il quale è stato condannato, in ogni caso, ci si aspetta vada in prescrizione il prossimo anno.

[Articolo originale "Silvio Berlusconi bribed British lawyer, say Italian judges" di John Hooper]

martedì 19 maggio 2009

PROCESSO BERLUSCONI-MILLS, ecco le motivazioni della sentenza (gli articoli della stampa nazionale)


Mills di questi giorni
di Marco Travaglio

Per il Tribunale di Milano l'avvocato David Mills, ex consulente della Fininvest di Berlusconi, è stato corrotto con 600 mila dollari provenienti dalla Fininvest di Berlusconi per testimoniare il falso in due processi a carico di Berlusconi. Notizia davvero sorprendente, visto che Mills aveva confessato tutto al suo commercialista («ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo») e alla Procura di Milano. Mistero fitto sull'identità di Mr.B, cioè del corruttore. Il sito del Corriere, attanagliato da dubbi atroci, titola: «I giudici di Milano: Mills fu corrotto». Da chi, non è dato sapere. Voci di corridoio parlano di un nano bitumato, che poi era l'altro imputato nel processo, ma è riuscito a svignarsela appena in tempo con una legge incostituzionale, dunque firmata in meno di 24 ore dal Quirinale nell'indifferenza della cosiddetta opposizione. Ora Mills dichiara: «Mi è stato raccomandato di non fare commenti». Da chi, è un mistero. Purtroppo l'ignoto raccomandatore s'è scordato di tappare la bocca anche ai suoi portavoce, che han commentato la sentenza come il condannato fosse lui: «Condanna politica e a orologeria». Anche la Rai s'è regolata come se il corruttore fosse il padrone, cioè il premier: infatti non ha inviato nemmeno una videocamera amatoriale a riprendere la lettura della sentenza. Uomini di poca fede: non hanno capito che Berlusconi non c'entra, che Mills s'è corrotto da solo. Infatti, subito dopo la sentenza, non s'è dimesso il presidente del Consiglio. S'è dimesso il capo dell'opposizione.








Lo si legge nelle motivazioni della sentenza.L'avvocato inglese, condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari, agì "da falso testimone per consentire al premier l'impunità dalle accuse, ma anche per proprio interesse economico". L'opposizione: premier rinunci a Lodo Alfano (Ansa)





Documento: ecco la sentenza
L'avvocato inglese condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari: "Falso testimone - si legge nelle motivazioni - per consentire a lui e alla Fininvest l'impunità, o almeno, il mantenimento dei profitti". Il premier: "Riferirò alle Camere" (Repubblica)
SCHEDA Fra ricorsi e Lodo Alfano di GIOVANNI GAGLIARDI
COMMENTO Il Cavaliere impunito di MASSIMO GIANNINI



Depositate le motivazioni della sentenza di condanna del legale inglese
«Mentì per salvarlo». Il Pd attacca: il Cavaliere salvato dal lodo Alfano (La Stampa)