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domenica 5 settembre 2010
schifare Schifani non è reato
Certo che vedere Fassino difendere Schifani dai fischi e dalle contestazioni, è una scena da vomito; il PD, invitando Schifani, ha segnato un autogol clamoroso, non capendo l'umore dei propri elettori e dei cittadini italiani tutti, i quali sono ormai molto bene informati sui trascorsi legati alla mafia del Presidente del Senato, grazie al Fatto Quotidiano e alla rete.
Fassino non rappresenta nessuno dei suoi elettori, e nemmeno Bersani che ha espresso rammarico per la contestazione; il PD è un partito che esiste solo nei salotti e nei tg e giornali allineati, appena si deve confrontare con la gente comune vengono fuori tutti i limiti di una politica miope, e i dirigenti chiamano squadristi i propri cittadini, e si nascondono dietro i servizi d'ordine e i gorilla della security, tutto ciò perchè non hanno argomenti per rispondere.
Moretti aveva ragione da vendere: "con questi dirigenti non vinceremo mai", ed era il 2003 ....... ora è il 2010 e i dirigenti sono sempre gli stessi.
W Di Pietro che ha avuto il coraggio di stare dalla parte giusta.
giovedì 29 aprile 2010
io sto con il Fatto Quotidiano
Schifani ha chiesto un risarcimento di 720.000 € al Fatto per le inchieste su di lui, è in pericolo la libertà di stampa.
esprimo al Fatto incoraggiamento e solidarietà per il vile attacco di Schifani, volevo sottolineare che queste intimidazioni sono possibili in questo paese soprattutto grazie ad una grande massa di personaggi che non hanno mai il coraggio di prendere una posizione.
Berlusconi, Cicchitto e company sono molto espliciti, attaccano a testa bassa facendo nomi e cognomi, sono privi di vergogna.
Ma in questa vicenda bisogna ricordare il signor Fabio Fazio, che è capace di intervistare persone di rottura come Saviano, mentre tempo fa ebbe il coraggio di dissociarsi da Travaglio mentre raccontava della Sicula Broker, e il giorno dopo si scusò per le gravi affermazioni del nostro Marco.
Di gente come Fazio ne è piena l'Italia, in TV, nei giornali, ovunque ..... gente tiepida, che sta un pò di là .... ma anche un pò di qua; che protesta, ma sempre e solo fino ad un certo punto; sono questi che danno la possibilità al regime di crescere e ai cannibali della Costituzione di farne scempio.
ps: questo mio pensiero è stato pubblicato dal "Fatto Quotidiano" nel numero del 1° maggio .......... onoratissimo.
esprimo al Fatto incoraggiamento e solidarietà per il vile attacco di Schifani, volevo sottolineare che queste intimidazioni sono possibili in questo paese soprattutto grazie ad una grande massa di personaggi che non hanno mai il coraggio di prendere una posizione.
Berlusconi, Cicchitto e company sono molto espliciti, attaccano a testa bassa facendo nomi e cognomi, sono privi di vergogna.
Ma in questa vicenda bisogna ricordare il signor Fabio Fazio, che è capace di intervistare persone di rottura come Saviano, mentre tempo fa ebbe il coraggio di dissociarsi da Travaglio mentre raccontava della Sicula Broker, e il giorno dopo si scusò per le gravi affermazioni del nostro Marco.
Di gente come Fazio ne è piena l'Italia, in TV, nei giornali, ovunque ..... gente tiepida, che sta un pò di là .... ma anche un pò di qua; che protesta, ma sempre e solo fino ad un certo punto; sono questi che danno la possibilità al regime di crescere e ai cannibali della Costituzione di farne scempio.
ps: questo mio pensiero è stato pubblicato dal "Fatto Quotidiano" nel numero del 1° maggio .......... onoratissimo.
domenica 6 dicembre 2009
SALVATORE BORSELLINO AL NO-B-DAY, 5 dicembre 2009
L'intervento più intenso, toccante e duro è stato senz'altro quello di Salvatore Borsellino, che non ha usato mezzi termini chiamando in causa Berlusconi, Schifani e Dell'Utri; accusandoli di essere quella parte di Stato che ha avuto rapporti con coloro che uccisero suo fratello Paolo, il video gela il sangue per le parole piene di coraggio che questo grande uomo riesce ad urlare ad una piazza di oltre un milione di persone ...... parole che uno come Bersani (che ha dichiarato giusto il non aver partecipato alla manifestazione) non osa neanche pensarle, figuriamoci a dirle in faccia a Berlusconi.
ECCO IL TESTO DELL'INTERVENTO:
“Mi sento veramente ubriaco nel sentirmi in questa Italia in cui il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità ci sommerge mentre qui in questa piazza mi trovo con questo profumo di libertà.
In questa piazza sento lo stesso profumo di libertà che quest’anno ho percepito in via d’Amelio, quando ho chiamato a raccolta il popolo delle agende rosse a impedire che il luogo di quella strage venisse profanato. Noi 17 anni fa abbiamo rifiutato i funerali di Stato perché sapevamo che mio fratello non era stato ucciso solo dalla mafia ma era stato ucciso anche da pezzi dello Stato .
L’anno scorso è venuto a deporre la sua corona di fiori il presidente del senato Renato Schifani. Quello stesso Schifani che oggi non vuole parlare dei suoi rapporti societari con dei mafiosi.
La seconda carica dello Stato si ammanta della sua posizione autorevole “per dire che è vilipendio alle istituzioni chiedergli conto di ciò che ha fatto”. Credo che il vero vilipendio alle istituzioni sia che persone come Schifani possano occupare le istituzioni. Questo è vero vilipendio: che persone come Berlusconi possano occupare poltrone come quella del capo del governo.
Io una cosa voglio chiedere a Berlusconi: perché quando si iniziò a parlare del fatto che c’erano dei giudici che a Palermo, a Caltanissetta, a Firenze stavano indagando sulle stragi disse che c’erano delle procure che stavano complottando contro di lui, quando ancora non c’era nessun avviso di garanzia e non si parlava di Berlusconi. Eppure disse che ci sono procure che complottano contro di noi. Io penso che invece sia un’ammissione di colpa.
Oggi sul capo del governo stanno venendo fuori cose che, fino a oggi, Berlusconi è riuscito a nascondere circostanze che stanno venendo fuori grazie ai collaboratori di giustizia che ci stanno parlando di quest’uomo e di come è arrivato al potere affermando la verità su come è nato il suo partito.
Ed è per questo che siamo qui oggi, per dire che la mafia deve essere cacciata dallo Stato.
Berlusconi deve esercitare il suo diritto a farsi processare davanti a quei giudici che lui dice di essere dei deviati mentali.
Se non farà questo passo per far dissipare i dubbi su di lui come possiamo accettare un presidente del consiglio che ha trattato con la criminalità organizzata e il cui partito è stato messo in piedi con i capitali della criminalità organizzata? Come possiamo accettare un presidente del consiglio che viene sottoposto al ricatto della criminalità organizzata? Noi non dobbiamo permettere che questo succeda. Non dobbiamo permettere che sia la criminalità organizzata a cacciarlo da quel posto. Perché è questo che, secondo alcuni pentiti, sta succedendo. Dobbiamo essere noi a cacciare Berlusconi dal posto in cui si trova! Pare che la criminalità organizzata lo voglia togliere da quel posto perché non ha rispettato i patti. Sta succedendo quello che è successo a Lima. Adesso forse la mafia ritenendo che non abbia rispettato i patti lo vuole far cadere. Ma io dico: che cosa Berlusconi avrebbe dovuto fare più di questo se tutte le leggi che sono state fatte sono delle cambiali che sono state pagate alla criminalità organizzata?
Grazie a questo Presidente del Consiglio cosa ne è delle leggi sui collaboratori di giustizia?Lo scudo fiscale che cos’è se non un riciclaggio di Stato? Tutte queste leggi sono delle cambiali che (Berlusconi, ndr) sta pagando a chi lo ha messo in quel posto".
Salvatore Borsellino ha ricordato poi la gravità della legge sui beni confiscati messi all’asta che verranno ricomprati attraverso quei capitali mafiosi che rientreranno in Italia attraverso lo scudo fiscale.
“Non viviamo più in un Paese sorretto dalla Costituzione Democratica ma in un Paese in cui i principi sono retti dal manifesto di rinascita democratica della P2. Oggi al potere c’è la massoneria e la criminalità organizzata.
Berlusconi dice che le indagini in cui i giudici complottano contro di lui sono vecchie storie. Ma sono vecchie storie un giudice che mentre suonava il campanello della madre è stato fatto a pezzi? Sono vecchie storie i pezzi di Emanuela Loi che sono stati mandati dentro una bara a Cagliari con tanto di fattura di trasporto? E’ lo stesso Stato che paga i voli di escort e prostitute. “Quei ragazzi sono eroi e non Vittorio Mangano!”
Poi, riferendosi direttamente al capo del Governo, ha detto:
“Quelli sono i tuoi eroi! I nostri eroi hanno un altro nome, si chiamano: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina. Sono i ragazzi che facevano la scorta a Paolo. Ragazzi che come tanti altri si erano messi in fila dietro la sua porta per chiedergli di fare la sua scorta. Erano servitori dello Stato che si mettevano in fila per andare a morire. Andate dai vostri eroi! Andate sulla tomba di Vittorio Mangano a mettere le vostre corone. Le mie agende rosse non vi faranno mettere più piede in via d’Amelio!
Oggi in mezzo a queste agende rosse ci sono mille Emanuela Loi, mille Walter Cusina… E sono questi i ragazzi con cui noi faremo la scorta a quei giudici che finalmente stanno cercando di togliere il velo su queste stragi.
Faremo la scorta a Sergio Lari, faremo la scorta ad Antonio Ingroia, a Nino Di Matto…. Questi giudici non ce li potranno uccidere! Perché queste persone noi le onoriamo e di loro abbiamo fiducia. Che Berlusconi vada via dall’Italia. Vogliamo che in questo Paese si ritorni a sentire il fresco profumo di libertà che oggi sento in questa piazza”.
Fonte: Antimafiaduemila.com
ECCO IL TESTO DELL'INTERVENTO:
“Mi sento veramente ubriaco nel sentirmi in questa Italia in cui il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità ci sommerge mentre qui in questa piazza mi trovo con questo profumo di libertà.
In questa piazza sento lo stesso profumo di libertà che quest’anno ho percepito in via d’Amelio, quando ho chiamato a raccolta il popolo delle agende rosse a impedire che il luogo di quella strage venisse profanato. Noi 17 anni fa abbiamo rifiutato i funerali di Stato perché sapevamo che mio fratello non era stato ucciso solo dalla mafia ma era stato ucciso anche da pezzi dello Stato .
L’anno scorso è venuto a deporre la sua corona di fiori il presidente del senato Renato Schifani. Quello stesso Schifani che oggi non vuole parlare dei suoi rapporti societari con dei mafiosi.
La seconda carica dello Stato si ammanta della sua posizione autorevole “per dire che è vilipendio alle istituzioni chiedergli conto di ciò che ha fatto”. Credo che il vero vilipendio alle istituzioni sia che persone come Schifani possano occupare le istituzioni. Questo è vero vilipendio: che persone come Berlusconi possano occupare poltrone come quella del capo del governo.
Io una cosa voglio chiedere a Berlusconi: perché quando si iniziò a parlare del fatto che c’erano dei giudici che a Palermo, a Caltanissetta, a Firenze stavano indagando sulle stragi disse che c’erano delle procure che stavano complottando contro di lui, quando ancora non c’era nessun avviso di garanzia e non si parlava di Berlusconi. Eppure disse che ci sono procure che complottano contro di noi. Io penso che invece sia un’ammissione di colpa.
Oggi sul capo del governo stanno venendo fuori cose che, fino a oggi, Berlusconi è riuscito a nascondere circostanze che stanno venendo fuori grazie ai collaboratori di giustizia che ci stanno parlando di quest’uomo e di come è arrivato al potere affermando la verità su come è nato il suo partito.
Ed è per questo che siamo qui oggi, per dire che la mafia deve essere cacciata dallo Stato.
Berlusconi deve esercitare il suo diritto a farsi processare davanti a quei giudici che lui dice di essere dei deviati mentali.
Se non farà questo passo per far dissipare i dubbi su di lui come possiamo accettare un presidente del consiglio che ha trattato con la criminalità organizzata e il cui partito è stato messo in piedi con i capitali della criminalità organizzata? Come possiamo accettare un presidente del consiglio che viene sottoposto al ricatto della criminalità organizzata? Noi non dobbiamo permettere che questo succeda. Non dobbiamo permettere che sia la criminalità organizzata a cacciarlo da quel posto. Perché è questo che, secondo alcuni pentiti, sta succedendo. Dobbiamo essere noi a cacciare Berlusconi dal posto in cui si trova! Pare che la criminalità organizzata lo voglia togliere da quel posto perché non ha rispettato i patti. Sta succedendo quello che è successo a Lima. Adesso forse la mafia ritenendo che non abbia rispettato i patti lo vuole far cadere. Ma io dico: che cosa Berlusconi avrebbe dovuto fare più di questo se tutte le leggi che sono state fatte sono delle cambiali che sono state pagate alla criminalità organizzata?
Grazie a questo Presidente del Consiglio cosa ne è delle leggi sui collaboratori di giustizia?Lo scudo fiscale che cos’è se non un riciclaggio di Stato? Tutte queste leggi sono delle cambiali che (Berlusconi, ndr) sta pagando a chi lo ha messo in quel posto".
Salvatore Borsellino ha ricordato poi la gravità della legge sui beni confiscati messi all’asta che verranno ricomprati attraverso quei capitali mafiosi che rientreranno in Italia attraverso lo scudo fiscale.
“Non viviamo più in un Paese sorretto dalla Costituzione Democratica ma in un Paese in cui i principi sono retti dal manifesto di rinascita democratica della P2. Oggi al potere c’è la massoneria e la criminalità organizzata.
Berlusconi dice che le indagini in cui i giudici complottano contro di lui sono vecchie storie. Ma sono vecchie storie un giudice che mentre suonava il campanello della madre è stato fatto a pezzi? Sono vecchie storie i pezzi di Emanuela Loi che sono stati mandati dentro una bara a Cagliari con tanto di fattura di trasporto? E’ lo stesso Stato che paga i voli di escort e prostitute. “Quei ragazzi sono eroi e non Vittorio Mangano!”
Poi, riferendosi direttamente al capo del Governo, ha detto:
“Quelli sono i tuoi eroi! I nostri eroi hanno un altro nome, si chiamano: Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cusina. Sono i ragazzi che facevano la scorta a Paolo. Ragazzi che come tanti altri si erano messi in fila dietro la sua porta per chiedergli di fare la sua scorta. Erano servitori dello Stato che si mettevano in fila per andare a morire. Andate dai vostri eroi! Andate sulla tomba di Vittorio Mangano a mettere le vostre corone. Le mie agende rosse non vi faranno mettere più piede in via d’Amelio!
Oggi in mezzo a queste agende rosse ci sono mille Emanuela Loi, mille Walter Cusina… E sono questi i ragazzi con cui noi faremo la scorta a quei giudici che finalmente stanno cercando di togliere il velo su queste stragi.
Faremo la scorta a Sergio Lari, faremo la scorta ad Antonio Ingroia, a Nino Di Matto…. Questi giudici non ce li potranno uccidere! Perché queste persone noi le onoriamo e di loro abbiamo fiducia. Che Berlusconi vada via dall’Italia. Vogliamo che in questo Paese si ritorni a sentire il fresco profumo di libertà che oggi sento in questa piazza”.
Fonte: Antimafiaduemila.com
domenica 29 novembre 2009
SCHIFANI ...... baciamo le mani
Visto le notizie che "Il Fatto Quotidiano" ha pubblicato nell'ultima settimana, riguardanti il passato poco limpido di Schifani, in quanto legale di certi tipetti in odore di mafia, mi sembra opportuno rivedere questo video di Qui Lecco Libera, dove il Pres. del Senato era stato invitato alla festa democratica del PD (e già questo la dice lunga sulla concretezza dell'opposizione), da notare l'impossibilità di avvicinarsi al politico per strada, avvolto da una squadraccia di gorilla ..... ma ha davvero tanta paura delle innocue domande di un cittadino?
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