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martedì 11 ottobre 2011

impressionante crollo a L'Aquila durante una demolizione

Dal sito 6aprile.it riporto questo video agghiacciante di una demolizione di un edificio di via XX settembre lesionato dal terremoto de L'Aquila; il video risulta del 12-07-2011 e sembrano non esserci stati feriti; ma si porta all'attenzione il fatto che la demolizione doveva essere fatta con cautela un pò per volta e ad un certo punto tutto è venuto giù come fosse di carta ..... poteva essere una tragedia ..... impressionante.


mercoledì 6 aprile 2011

"non chiamarmi terremoto", un film della tragedia dal punto di vista di una dodicenne



non chiamarmi Terremoto (sito ufficiale)

È un mediometraggio che utilizza la tecnica narrativa della fiction, che unisce un interesse e un punto di vista emotivo ed esperienziale con le informazioni scientifiche necessarie a capire come comportarsi prima, durante e dopo un terremoto per ridurne gli effetti rispettando le norme sismiche con un occhio di riguardo all’efficienza energetica.

Marta, 12 anni, vive a L’Aquila, dove tutti la conoscono con il soprannome “Terremoto”. Dopo la notte del 6 aprile 2009 nessuno riesce a chiamarla più così. Il terremoto l’ha trasformata e non solo nel nome.

Un anno dopo l’evento, Marta e la sua classe si dedicano all’allestimento di una mostra sul terremoto in occasione del primo anniversario del sisma che ha colpito la sua città.Attraverso una serie di esperienze e di incontri, la protagonista si trasforma da ragazzina in giovane adulta diventando sempre più consapevole. Non si rassegna al fatalismo e non si fa guidare neppure dalla paura. Impara invece a riconoscere le strutture antisismiche e i rischi connessi a un territorio dove il terremoto, prima o poi, torna sempre. E capisce come comportarsi quando la terra trema.

un racconto basato su una storia vera

La protagonista della fiction, la sua famiglia, i vigili del fuoco e i cittadini che compaiono nel film hanno tutti vissuto il terremoto di L’Aquila del 6 aprile 2009. Hanno scelto di prestarsi gratuitamente alla realizzazione di questo filmato con il desiderio di dare il loro contributo per diffondere la conoscenza su come si possano ridurre i danni prodotti dai terremoti.

mercoledì 23 marzo 2011

manifesti a L'Aquila: Berluscò non te fa revedè


Il 6 aprile comincia il processo Ruby, e pare che Berlusconi voglia usare questa ricorrenza (2 anni dal terremoto abruzzese) come legittimo impedimento e recarsi a L'Aquila invece che al tribunale di Milano; che cosa ne pensano gli aquilani mi sembra chiaro, visto che da ieri sono apparsi in tutta la città manifesti molto eloquenti: "Berluscò non te fa revedè - 6.4.2011 niente sciacalli".

lunedì 29 novembre 2010

Vieni via con me, puntata del 29 novembre 2010

All'interno del monologo di Saviano, Lilli Centofanti legge l'elenco delle cause e delle gravi colpe che hanno provocato il crollo della Casa dello Studente che le hanno portato via il fratello Davide insieme ai suoi amici.





altri contributi video qui

venerdì 12 novembre 2010

mai più Berlusconi: bugie sul terremoto

Ora che il governo Berlusconi è caduto, bisogna fare di tutto perchè non ritorni mai più un prevaricatore come lui; per questo bisogna avere buona memoria e non scordare tutte le ferite che ha inferto al nostro paese.
Uso del terremoto per accrescere il proprio consenso e per favorire le cricche raccontando miracoli inesistenti sulla ricostruzione, lo dicono gli aquilani mentre vengono manganellati.

lunedì 1 novembre 2010

Manifestazione Nazionale a L'Aquila, 20 novembre 2010


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L’Aquila chiama Italia
perché la ricostruzione dopo 18 mesi di promesse è FERMA.

L’Aquila chiama Italia
perché aumentano solo disoccupazione e cassa integrazione.

L’Aquila chiama Italia
perché chiede una legge organica sulla ricostruzione: fondi certi, restituire le tasse come è stato fatto per altre emergenze,

l’Aquila chiama Italia
perché già oggi stiamo ripagando i mutui sulle nostre case ancora distrutte.

L’Aquila chiama Italia
Perché ogni problema non può essere affrontato come un’emergenza da commissari straordinari

L’Aquila chiama Italia
Perché nel nostro Paese si investano risorse pubbliche sulla prevenzione e messa in sicurezza del territorio per evitare altre tragedie.

L’Aquila chiama Italia
Perché alcune persone non possano più ridere sulle nostre tragedie pensando ai loro profitti

L’Aquila chiama Italia
perché la crisi economica e le politiche scellerate costringono i nostri giovani ad abbandonare il loro territorio

L’Aquila chiama Italia
Perché prevalga la solidarietà contro un federalismo egoista che non vuole trovare risorse necessarie per la ricostruzione

L’Aquila chiama Italia
Perché la nostra Città è un Bene Comune di Tutto il Paese

L’Aquila chiama Italia
Perché i cittadini possano finalmente partecipare alla scelte che riguardano la loro vita.

L’Aquila chiama Italia
Perché tutto il Paese ha la responsabilità storica di non far morire una delle maggiori città d’arte

L’Aquila chiama Italia
Perché ci stanno TOGLIENDO IL FUTURO.

Gli aquilani vivono amplificati, nell’epicentro della crisi, gli stessi problemi che assillano tutti i cittadini italiani

da qui lanciamo un appello a tutti quelli che ci sono stati vicini:

ai vigili del fuoco, alla base del volontariato della protezione civile, ai sindaci e rettori della regione, agli studenti delle università, a tutti quelli che nel nostro paese lottano in difesa dei propri territori, i lavoratori, gli insegnanti, i precari che ogni giorno si battono per i propri diritti, a tutte le forze sindacali e sociali, agli imprenditori, al “popolo delle partite iva”, al mondo dell’associazionismo e del volontariato, a chi crede che le cose possano e debbano cambiare con la partecipazione attiva dei cittadini.

Non è un problema locale, per la crisi economica non si possono sacrificare inostri diritti. Figuriamoci un intero territorio.

VI ASPETTIAMO TRA LE NOSTRE MACERIE UNITI SOTTO LA BANDIERA NEROVEDERDE SENZA SIMBOLI DI PARTITO.

L’AQUILA, SABATO 20 NOVEMBRE 2010 – ORE 14.00

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

martedì 6 aprile 2010

DRAQUILA - L'ITALIA CHE TREMA , il film di Sabina Guzzanti



Uscirà il 7 maggio 2010 il film documentario di Sabina Guzzanti sul terremoto dell'Aquila.
Il titolo è Draquila-l'Italia che trema.

Sicuramente sarà un evento, sicuramente Sabina userà la sua satira impareggiabile e tagliente per entrare nelle nostre coscienze e per informare più di quanto abbiano potuto fare mille telegiornali asserviti a Berlusconi.


Per vedere il trailer clicca qui

domenica 14 marzo 2010

CARRIOLE A L'AQUILA, a Bertolaso non piacciono



Certo che a Bertolaso danno fastidio le carriole, lui avrebbe appaltato la rimozione delle macere a qualche impresa per milioni di euro, invece gli aquilani domenica dopo domenica, gli stanno dimostrando che basta innanzi tutto la volontà, e poi il coinvolgimento della popolazione e delle piccole imprese del posto, fin'ora ignorate.

martedì 9 marzo 2010

articolo del Fatto sul "Presidio della memoria" del 6 marzo 2010

-Ecco l'articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano che aprla del Presidio della Memoria del 6 marzo 2010:

"L’Aquila accoglie il dolore d’Italia"
NEL CAPOLUOGO LA MANIFESTAZIONE PER RICORDARE LE VITTIME DI STRAGI E CALAMITÀ
di Giampiero Calapà (Fatto Quotidiano del 7 marzo 2010)

Nel silenzio del centro storico fantasma, a L'Aquila ieri l'urlo di rabbia ha risuonato più forte: "Le istituzioni li hanno già dimenticati. 6 aprile, 3:32, chi ha ucciso i nostri figli?". Striscioni, scritte bianche su sfondo nero, hanno aperto il corteo di oltre mille e cinquecento persone: le foto delle vittime del sisma abruzzese e quelle di altre recenti tragedie d'Italia, come la strage di Viareggio, hanno sfilato insieme ai loro cari; un pezzo di Paese accomunato nel dolore, ma che non rinuncia a indignarsi.
Undici mesi dopo quel sisma, L'Aquila diventa la capitale morale di chi chiede giustizia e verità, di chi non si rassegna all'oblio, di chi non accetta una legge, quella sul cosiddetto processo breve, che spazzerebbe via la possibilità di accertare le responsabilità di troppi disastri. Così i familiari delle vittime del 29 giugno scorso nella cittadina Toscana, quando un’esplosione maledetta alla stazione, si è portata via 32 persone. Sono loro i primi ad arrivare, un centinaio, su due pullman. L'incontro con gli aquilani in piazza è caloroso, si guardano in faccia Daniela e Luigia e subito si capiscono. La prima ha perso la figlia a Viareggio, la seconda il 6 aprile ha rischiato la vita, tirata fuori dalle macerie da Vicky, il suo husky dodicenne. Luigia, dopo 65 anni vissuti nel centro storico de L'Aquila, adesso abita nelle casette di legno per gli sfollati. Non si lamenta, "c'è a chi è andata peggio, ma la situazione non è quella bella e patinata che vi hanno raccontato in televisione". I problemi sono tanti per chi era abituato, come lei, da sempre, a vivere la sua città. "Di farci pagare subito le tasse non si sono scordati", interviene un altro aquilano. “Però si sono ricordati subito - aggiunge un viareggino - di sistemare i loro guai con il decreto interpretativo, alla seggiola non rinunciano". Prende la parola la signora Anna, suo marito ha 72 anni e un'invalidità lo costringe sulla carrozzella. Nella casetta prefabbricata di legno le porte interne sono troppo piccole, "così è costretto a strisciare a terra per andare a letto".
Al tramonto le fiaccole si accendono, nel frattempo piazza della Fontana luminosa si è riempita e il corteo può partire. Sono arrivati anche i genitori dei 27 bambini morti con la loro insegnante per il crollo dell'edificio scolastico, a San Giuliano di Puglia nel 2002. Ci sono anche i comitati di familiari, compagni di lavoro e amici dei lavoratori della ThyssenKrupp, 5 dicembre 2007, sette morti bianche. Dalla Sicilia, invece, ecco i parenti delle vittime di Giampilieri, era lo scorso ottobre e un nubifragio sconvolgeva e spaccava la terra di gran parte della provincia di Messina. Ci sono addirittura le madri di Plaza de Mayo. Poi c'è il "popolo delle agende rosse", il movimento fondato da Salvatore Borsellino per chiedere la verità sulle stragi e sulla fine di suo fratello Paolo. Non ha potuto partecipare, bloccato a casa da motivi di salute. Ha mandato comunque un messaggio per sottolineare l'importanza della presenza a L'Aquila "dei partigiani della Nuova Resistenza, perché l'Abruzzo ha bisogno di giustizia e verità". Solo un giorno prima il procuratore capo de L'Aquila Alfredo Rossini si è detto convinto "della presenza di infiltrazioni mafiose in città". Oggi pomeriggio ancora mobilitazione, con la seconda domenica di "rivolta delle carriole" nella zona rossa del centro storico.

lunedì 22 febbraio 2010

Le C.A.S.E. di S.I.L.V.I.O.



La puntata di Presa Diretta di ieri sera è stata finalmente la più realistica e dettagliata inchiesta di tutti questi mesi da parte di tutti i media.
Si sono capite bene alcune cose:
  1. il progetto C.A.S.E. è costato tantissimo, ed è stato deciso tagliando fuori le popolazioni e le amministrazioni locali.
  2. i moduli abitativi , che al giorno d'oggi non sono più dei container ma sono molto più funzionali, sarebbero costati meno della metà, lasciando l'altra metà di soldi per cominciare la ricostruzione vera che è ferma ancora oggi, e una volta che gli occupanti fossero rientrati nelle loro case i moduli sarebbero stati smontati e riutilizzati, mentre le C.A.S.E. rimarranno lì in eterno a testimoniare lo scempio di questo governo.
  3. molte delle case del centro si potevano aggiustare con interventi veloci e di spesa abbastanza limitata, per cui molta gente sarebbe già dentro casa sua.
  4. molti sono ancora negli alberghi a "vegetare" , si è data priorità alle newtown di Berlusconi, e dalle inchieste sulla gestione Bertolaso abbiamo capito bene il perchè.
  5. la gente è stata sparsa ed allontanata dal centro, rendendo la loro resistenza sempre più debole.
  6. il governo se n'è fregato di aiutare la ripresa del lavoro dei terremotati, costringendoli ad allontanarsi e ad arrangiarsi, e nessuno degli impresari e artigiani locali risulta avere avuto la possibilità di lavorare nei progetti della protezione civile, e sappiamo bene perchè.

Chi volesse rivedere l'intera puntata eccola qui: clicca

sabato 20 febbraio 2010

PRESIDIO DELLA MEMORIA, 6 marzo 2010 - L'Aquila


Emozione e commozione. io, Pippo, Donatella e Angela siamo stati vicino agli aquilani in questa grande commemorazione.
La cosa che più ci ha colpito è il grido forte di richiesta di giustizia, ma ancora prima gli interventi hanno sottolineato che in Italia queste tragedie si lasciano accadere per poi correre a raccogliere i morti, ma non si fa nulla per intervenire prima, anche per favorire gli sciacalli speculatori.
Mentre arrivavamo, prima di entrare nel centro, ci hanno colpito molto le c.a.s.e. di Silvio, che a prima vista sono una sorta di casermette, sono tante, sono dappertutto, un'inchiesta di raitre (presa diretta) ci ha svelato che sono costate l'ira di Dio, più del doppio di altre soluzioni possibili, ma come tutti sappiamo con Bertolaso non si è badato a spese, e soprattutto nessuno ha coinvolto i diretti interessati nelle scelte, i milioni di euro sono passati sopra le teste degli aquilani e dei loro morti.
C'erano anche i familiari delle vittime di Viareggio, del rogo della Thissen, e il papà che ha perso una bimba di 6 anni nel terremoto di S. Giuliano che, mentre raccontava di aver perso sua figlia sotto la scuola crollata, mi veniva una stretta alla gola, avendo io stesso una figlia che va alle elementari non oso nemmeno pensare cosa si possa provare nel perdere la propria creatura.

Per contatti ed informazioni vai al gruppo facebook









lunedì 7 dicembre 2009

ENZA BLUNDO AL NO-B-DAY, 5 dicembre 2009

Enza Blundo (www.cittadinixcittadini.blogspot.com) è l'Aquilana che è salita sul palco di Piazza S.Giovanni per denunciare le menzogne mediatiche del Governo Berlusconi sulla ricostruzione e per sottolineare la militarizzazione dei siti terremotati ( video amatoriale: http://www.facebook.com/video/video.php?v=1210444114585) , mentre nel video sotto che è stato proiettato al nobday si possono vedere chiaramente dei militari che presidiano l'ingresso ai campi impedendo le riprese video.
Io mi chiedo: "che cos'è esattamente che noi non dobbiamo vedere o sapere? I cittadini terremotati meritano la massima trasparenza invece a quanto pare vengono praticamente ghettizzati certi della censura di mediaset e della rai, ed il controllo e il filtro dell'informazione è sintomo primario di ogni dittatura .... di ogni abuso di potere."

mercoledì 8 luglio 2009

THE GUARDIAN, l'articolo che parla dell'espulsione dell'Italia dal G8

Crescono le voci sull’espulsione dell’Italia dai G8 mentre i piani del vertice sprofondano nel caos
Articolo pubblicato lunedì 6 luglio 2009 in Gran Bretagna.
[The Guardian]

Mentre gli Stati Uniti cercano di essere propositivi riguardo al vertice, l’Italia viene criticata per la mancanza di organizzazione e per aver disatteso gli impegni per gli aiuti ai paesi poveri.

Stando a quanto sostengono alti funzionari di Paesi occidentali, i preparativi per il G8 che si terrà nella città de l’Aquila mercoledì prossimo sono stati talmente caotici da far crescere le pressioni degli altri Stati membri per espellere l’Italia dal gruppo. Nelle ultime settimane precedenti al vertice, in mancanza di iniziative significative per definire l’ordine del giorno, gli Stati Uniti sono subentrati organizzando i cosiddetti sherpa calls (teleconferenze tra alti funzionari) in un estremo tentativo di dare un senso al vertice.

“L’organizzazione di sherpa calls da parte di un altro Paese è senza precedenti. È una sorta di ‘opzione nucleare’”, ha affermato un alto funzionario di uno stato membro dei G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non ci sono stati né programmi né piani”. “Il G8 è un club e i membri del club hanno precisi doveri, che l’Italia ha disatteso”, ha dichiarato un funzionario europeo coinvolto nell’organizzazione.

Voci di corridoio sembrano ventilare l’ipotesi di un’espulsione dell’Italia dal G8 o da qualsiasi altro gruppo che dovesse succedergli. Aleggia tra le capitali europee il nome della Spagna, che potrebbe sostituire l’Italia, un paese con un reddito pro-capite più elevato ed una maggiore percentuale del PIL destinata agli aiuti.

Ieri il Ministro degli Esteri italiano non ha replicato a chi chiedeva di commentare tali critiche. “I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall’inizio alla fine” ha affermato Richard Gowan, analista presso il Centro per la Cooperazione Iinternazionale della New York University. “Gli italiani sin da gennaio andavano dicendo di non avere una visione chiara del vertice e che avrebbero volentieri accettato istruzioni dagli americani, qualora l’amministrazione Obama avesse avuto qualsiasi idea”.

Gli incontri guidati dagli Stati Uniti sono sfociati in un accordo su un’iniziativa relativa alla sicurezza alimentare alcuni giorni prima del vertice de L’Aquila, la cui portata deve essere ancora negoziata. Gordon Brown ha dichiarato che il Regno Unito contribuirà con 1.1 miliardi di sterline al progetto, finalizzato all’aiuto degli agricoltori nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i funzionari che hanno visionato il resto della dichiarazione congiunta affermano che vi sono pochi elementi di novità. I critici sostengono che il governo Berlusconi ha compensato questa mancanza di sostanza allungando la lista degli invitati. Secondo alcune stime i Capi di Stato e di Governo che arriveranno a L’Aquila andranno dai 39 ai 44.

“Si tratta di una burla gigantesca”, ha sentenziato Gowan. “Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore da fare è quella di spalmare l’ordine del giorno in modo così sottile da nascondere il fatto di non averne alcuno”.

Silvio Berlusconi è stato pesantemente criticato per aver disatteso le promesse sugli aiuti allo sviluppo fatte quattro anni fa, stanziandone solo il 3%, e per aver pianificato tagli per oltre il 50% del budget riservato agli aiuti per l’estero.

Nel frattempo, le pagine dei giornali si sono riempite di notizie sulle feste di Berlusconi con giovani donne, seguite da lodi alla saggezza per aver deciso di organizzare il vertice in una regione sconvolta dalle scosse di assestamento tre mesi dopo un terremoto devastante, come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione locale.

Le pesanti critiche rivolte all’Italia giungono in un momento in cui il futuro del G8 come forum destinato a fronteggiare i problemi del mondo è fortemente messo in discussione. All’inizio dell’anno il G20, che include anche le economie emergenti, era stato identificato come un possibile sostituto. Tuttavia durante il G20 di Londra, che si è tenuto ad aprile, il vertice è apparso come uno strumento troppo ingombrante per i funzionari statunitensi.

Il possibile sostituto per il G8 sembra essere con ogni probabilità tra i 13-16 paesi forti (inclusi quelli emergenti come la Cina, l’India, il Brasile, il Messico e il Sud Africa) che attualmente partecipano agli incontri come gli “outreach five” (“i cinque emergenti”). Ma qualsiasi transizione sarebbe dolorosa poiché i Paesi farebbero a gara per la poltrona.

L’espulsione dell’Italia è vista come possibile, ma l’entrata della Spagna al suo posto sembra alquanto improbabile. Gli Stati Uniti e le economie emergenti già considerano il gruppo esistente come troppo euro-centrico e preferirebbero una rappresentanza UE unificata. Molto improbabile, dato che nessuno Stato europeo vuole cedere il posto.

[Articolo originale " Calls grow within G8 to expel Italy as summit plans descend into chaos " di Julian Borger]
traduzione: italiadallestero.info

leggi anche: Berlusconi si gioca il futuro (El Pais 05-07-09)

lunedì 6 aprile 2009

MARCO TRAVAGLIO, passaparola del 6 aprile 2009


ecco il link del sito di cui parla Marco:

http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html

TERREMOTO

Stanotte l'ho sentito anch'io, abito a Castel di Lama (AP), ore 3 e mezza circa, mi sveglio di soprassalto, tutto ballava, rumore di vetri e mobili che sbattono, il rombo dei muri che ti gela il sangue, sono saltato dal letto con un unico pensiero: mia figlia che dorme nella sua cameretta ..... in due secondi ero da lei, il tempo di prenderla in braccio e di mettermi sotto un architrave del corridoio e tutto era già finito, lei aveva il batticuore e il fiatone per lo spavento; tutto a posto non c'è niente di rotto, ma il pensiero va al terremoto del colfiorito, l'intensità che ho sentito era la stessa, ho subito pensato che da qualche parte fosse successa la catastrofe, probabilmente a L'Aquila che da giorni era attraversata da uno sciame sismico continuo; poi il televideo acceso ed ecco dopo una mezzoretta le prime agenzie e la triste conferma che L'Aquila era in ginocchio.
Il mio cordolio alle vittime.


Qualcuno l'allarme l'aveva lanciato:http://www.beppegrillo.it/2009/04/il_terremoto_an.html