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venerdì 29 aprile 2011

la lettera di Celentano sui referendum (il Fatto Quoridiano, 29 aprile 2011)

Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani. Gli unici che, fino a prova contraria, hanno saputo distinguersi da tutti gli altri popoli IMBECILLI per aver avuto, già 24 anni fa, la saggia intuizione di dire NO alla bevanda radioattiva che, in nome di quel “benessere” tanto sbandierato da Berlusconi, ti uccide in cambio di un voto contro la VITA.

Ma oggi purtroppo il pericolo radioattivo, e quindi di morte lenta e dolorosa, è di gran lunga maggiore di quanto è avvenuto in quegli anni. Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita. La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”.

Non so come si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’immane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pubblica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliariello, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

E a tal proposito voglio dire due parole non a Berlusconi, ormai in preda a uno stato confusionale, ma a ciò che è rimasto della sua COSCIENZA che, per meglio identificarla a chi legge la chiamerò con lo stesso nome del presidente del Consiglio, ma al femminile, poiché mi piace immaginare che la voce della coscienza abbia piuttosto i modi dolci e gentili di una bella figura femminile che non quelli rudi e maschili.

Cara Silvia, il fatto che tu sia inascoltata non significa che tu debba calare le braghe, scusa volevo dire la gonna, non so come sei vestita, non ha importanza; ma al governo c’è qualcuno di cui forse tu hai smarrito la fisionomia e che sta sbagliando tutto. Se tu lo molli si perde definitivamente e chi ci va di mezzo poi è la povera gente che lo ha votato. È il momento invece di alzare la voce e fargli capire come stanno le cose. Devi dirgli che gli italiani non sono così cretini… anche le formiche lo hanno capito che questa mossa di soprassedere sul nucleare non solo è una truffa ai danni di chi vuole VIVERE, ma serve soprattutto a tener fede a quel CONTRATTO di MORTE che Berlusconi ha firmato con Sarkozy per la costruzione di quattro nuove centrali NUCLEARI. Devi dirgli che non si può far gestire l’ACQUA ai privati. L’ACQUA è un bene comune, di tutti. Come si può pensare che, se io ho sete, devo pagare per bere? E poi devi dirgli che all’estero tutte le sue strategie risultano assai sospette, ridicole e soprattutto non chiare.

Cara Silvia, a tutti capita di dire qualche bugia, ma a fin di bene. Forse anche a te sarà capitato, o no?… Scusa dimenticavo, tu non puoi dire bugie… neanche a fin di bene… Il compito che ti è stato affidato, fin dai più remoti albori del mondo, è quello di dirci sempre la verità anche se noi continueremo a rifiutarla. Scusa, me l’ero scordato, per un attimo anch’io mi sono fatto prendere dalle puerili voglie di grandezza del mondo esterno…. Ora capisco perché fin dalla nascita il presidente del Consiglio ti ha ripudiata. Le bugie che lui dice infatti sono SPAVENTOSE e senza un minimo di pudore.
Vuol farci credere che lui davvero pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Vuol cambiare la Costituzione a furia di barzellette che non fanno ridere, ce l’ha coi magistrati che vogliono processarlo.

Le accuse su di lui non si contano ormai: magari è davvero innocente, però non lo sapremo mai. Lui continua a non presentarsi ai processi e non si accorge che i suoi elettori cominciano a farsi delle domande, a chiedersi se è giusto essere governati da un BUGIARDO. Certo, è difficile pensare che non lo sia, anche se il dubbio traspare lontanamente e subito svanisce di fronte all’ARROGANZA di tacere ciò che tutti si aspettavano da lui. Ossia, l’unica BUGIA che il Cavaliere avrebbe dovuto dire e che volutamente non ha detto per non condannare il malsano gesto di Lassini e i suoi TRISTI manifesti. Anzi ha fatto esattamente il contrario. Ha telefonato all’ATTACCHINO e gli ha espresso il suo pieno sostegno, naturalmente seguito a ruota dalla coppia Daniela Santanchè e Giorgio Straguadagno i quali, anche loro, gli hanno assicurato il voto nonostante il giusto aut aut del sindaco Moratti. Un gesto, quello della coppia “Daniela-Straguadagno”, da cui è chiaro il riferimento a possibili frizioni tra la Moratti e l’incantatore di serpenti. Lui è inafferrabile per i giudici che, a malapena, il massimo che hanno ottenuto è stato quello di portarlo fuori dal tribunale e non “DENTRO”, dove purtroppo non è possibile stabilire se i suoi comportamenti sono giusti o sbagliati.

Però, anche senza un tribunale, noi lo possiamo intuire dalle sue azioni. Come parla, come ride, come racconta le barzellette e soprattutto capire il motivo per cui le racconta. Capire cosa c’è dietro quella barzelletta raccontata con aria apparentemente ingenua e, cosa importante, dove è diretto l’amo che aggancerà la sua prossima vittima.

E la sua prossima vittima purtroppo sono ancora gli italiani. Da qualche parte ho letto che due signor “NESSUNO” TELECOMANDATI, come giustamente dice il cristallino Di Pietro, hanno presentato due emendamenti al regolamento della Rai in campagna elettorale, affinché tutto sia compiuto sul colossale SCIPPO perpetrato ai danni del referendum sul nucleare, nel caso la Cassazione vada contro la richiesta del governo, e si pronunci invece a favore della sua validità. Il primo emendamento consiste nel togliere alle tribune elettorali il 30% di spazio e darlo al “comitato per il non voto”, in modo da ridurre gli spazi promozionali per il Sì contro le CENTRALI ATOMICHE a un terzo. Il secondo vuole completare l’opera di devastazione facendo cominciare la campagna referendaria solo dopo le amministrative, anche qui per ridurre i tempi di dibattito che rimarrebbero di soli 12 giorni.

Come vedete non si tratta più di DESTRA o SINISTRA per capire che un uomo come Berlusconi non solo non può governare l’Italia, ma nessun paese. Al massimo lui e i suoi falsi trombettieri, come li chiama Travaglio, possono andar bene per una piccola TRIBU’, dove tutti quanti, raccolti intorno al capo, si nutrono a vicenda della loro stessa FALSITA’.

Cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 Giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il LEGITTIMO IMPEDIMENTO. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi. E, se per caso le sedi elettorali fossero chiuse, il vostro voto lasciatelo pure per terra scritto su un piccolo foglietto già preparato a casa, in modo che l’indomani tutti i marciapiedi d’Italia siano invasi da quaranta milioni di bigliettini.

Contro il NUCLEARE
Contro la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA
Contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO

da Il Fatto Quotidiano del 29 Aprile 2011

sabato 9 aprile 2011

Report, puntata del 10 aprile 2011

La puntata si intitola “IL PRODOTTO SEI TU” di Stefania Rimini.
- Il video integrale dell'inchiesta è on line sul sito www.report.rai.it -
“Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie? Condividere è facile anche su Youtube, dove gli Italiani cliccano i video un miliardo di volte al mese e può succedere che qualcuno condivide la roba tua anche se non te lo saresti mai aspettato. Come si fa a difendersi? E come si evitano le trappole che i criminali allestiscono per derubare gli utenti di Facebook quando cliccano il tasto “mi piace”? Circa 17 milioni di Italiani usano Facebook ogni giorno per comunicare con i loro amici , ma in certi casi ti ritrovi buttato fuori. C’è libertà di espressione su Facebook o hanno fatto accordi con il Ministero dell’Interno per monitorare quello che dicono gli utenti? Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni sta preparando un sistema per oscurare parti di siti italiani o per sbarrare totalmente l’accesso ai siti esteri sospettati di violare il diritto d’autore. Migliaia di siti potrebbero diventare inaccessibili come oggi capita a thePiratebay, ma c’è anche il sistema per aggirare la censura italiana. Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?
Andrà inoltre in onda:
A TUTTO BIOGAS
Di Michele Buono e Piero Riccardi
Nella scorsa inchiesta ci siamo occupati degli allevatori della pianura padana che per produrre un maiale di qualità vanno in perdita, mentre quelli che producono prosciutti “Dop” lavorano anche cosce estere, pagate la metà, e commercializzate come prosciutti nostrani o di montagna. Ma c’è un’altra minaccia per gli allevatori e il resto dell’agricoltura italiana: le bioenergie, che vanno di moda e intorno alle quali girano un mucchio di soldi pubblici.
Per la rubrica “C’E’ CHI DICE NO”
IL FATTO QUOTIDIANO E LETTERA 43
Di Luca Chianca
Il mondo dell'editoria è in crisi da tempo: nei primi 45 giorni di quest’anno le vendite in edicola sono calate del 5%. Sono in molti a pensare che aprire un giornale equivale ad un investimento a perdere. Eppure c'è chi credendo nelle proprie potenzialità, ha deciso di mettere in gioco la propria professione e dimostrare che in Italia è ancora possibile invertire questa tendenza. Siamo entrati nelle redazioni del Il Fatto Quotidiano e di Lettera 43 per capire come hanno fatto…

domenica 20 marzo 2011

Gino Strada: la guerra è stupida e violenta

“La guerra è stupida e violenta. Ed è sempre una scelta, mai una necessità: rischia di diventarlo quando non si fa nulla per anni, anzi per decenni”. Gino Strada, fondatore di Emergency (che tra l’altro proprio in questi giorni sta lanciando il suo mensile E, in edicola dal 6 aprile), mentre arriva il via libera della comunità internazionale all’attacco contro la Libia e cominciano i primi bombardamenti, ribadisce il suo “no” deciso alla guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, citando la Costituzione italiana.

Che cosa pensa dell’intervento militare in Libia?
Questo è quello che succede quando ci si trova davanti a situazioni lasciate incancrenire. L’unica cosa che auspico è che si arrivi in fretta a un cessate il fuoco. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu è molto ambigua nella formulazione: vanno adottate “tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione civile”. Vuol dire tutto e niente.

Dunque, lei è contrario?
Assolutamente. Il mio punto di vista è sempre contro l’uso della forza, che non porta da nessuna parte.

Ma allora bisogna stare a guardare mentre Gheddafi bombarda la sua popolazione?
Sono un chirurgo. Non faccio il politico, il diplomatico, il capo di Stato. Non so in che modo si è cercato di convincere Gheddafi a cessare il fuoco. E poi le notizie che arrivano sono confuse e contraddittorie.

Però, alcuni punti sembrano chiari: che Gheddafi è un dittatore, contro il quale c’è stata una rivolta popolare e che sta massacrando i civili, per esempio…
Che Gheddafi sia un dittatore è molto chiaro. Che stia massacrando i civili è chiaro, ma impreciso: lo fa da anni, se non da decenni. E noi, come Italia, abbiamo contribuito, per esempio col rifornimento di armi. Se il principio è che bisogna intervenire dovunque non c’è democrazia, mi aspetto che qualcuno cominci i preparativi per bombardare il Bahrein. Che facciamo, potenzialmente bombardiamo tutto il pianeta? Sia chiaro, non ho nessuna simpatia per Gheddafi, ma non credo che l’uso della violenza attenui la violenza. Quanti dittatori ci sono in Africa? Bisogna bombardarli tutti? E poi: con questo ragionamento, la Spagna potrebbe decidere di bombardare la Sicilia perché c’è la mafia.

Questo conflitto però viene percepito come intervento umanitario, più di quanto non sia accaduto, per esempio, con quelli in Afghanistan e in Iraq. Lei non crede che questo caso sia diverso da quelli?
Ogni situazione è diversa dall’altra. I cervelli più alti del pianeta hanno una visione della politica che esclude la guerra. Voglio rifarmi a ciò che scrivono Einstein e Russell, non a ciò che dicono i Borghezio e i Calderoli. Sarkozy non mi sembra un grande genio dell’umanità. E dietro ci sono sempre interessi economici.

Ma qual è la soluzione?
A questo punto è molto difficile capire cosa si può fare. Si affrontano le questioni quando divengono insolubili. A questo punto che si può fare? Niente, trovarsi sotto le bombe. Non è possibile che si ragioni sempre in termini di “quanti aerei, quante truppe, quante bombe”. Invece, magari avremmo potuto smettere di fare affari con Gheddafi.

Che cosa pensa della posizione italiana?
Vorrei conoscerla. Frattini un paio di giorni fa ha detto che “il Colonnello non può essere cacciato”. Cosa vuol dire: che non si deve o non si può? Noi non abbiamo nessuna politica estera, come d’altra parte è stato ai tempi dell’Afghanistan e dell’Iraq.

Salta agli occhi come questa guerra stia scoppiando senza una vera partecipazione emozionale. E senza nessuna mobilitazione pacifista. Per protestare contro l’intervento in Afghanistan ci furono manifestazioni oceaniche in tutto il mondo.
A Roma eravamo tre milioni.

E adesso dove sono quei tre milioni?
Non è un dettaglio il fatto che le forze politiche che allora promuovevano le mobilitazioni, in Parlamento poi hanno votato per la continuazione della guerra. E, infatti, la sinistra radicale ha perso 3 milioni di voti.

Ma al di là della politica, l’opinione pubblica tace.
Questa guerra è arrivata inaspettata: se andrà avanti sicuramente ci sarà una mobilitazione per chiedere che si fermi il massacro.

Inaspettata o no, il silenzio del movimento pacifista colpisce.
Il movimento pacifista esiste e porta avanti le sue battaglie, da quella per la solidarietà, alla lotta contro la privatizzazione dell’acqua, al no agli esperimenti nucleari. E certamente si farà sentire per chiedere la fine del massacro.

Dunque, secondo lei non c’è un addormentamento delle coscienze?
Certo che c’è, e non potrebbe essere il contrario. Abbiamo un governo guidato da uno sporcaccione, e nessuno dice niente. Ha distrutto la giustizia, e nessuno dice niente. Sono anni che facciamo respingimenti e si incita all’odio e al razzismo. Non sono cose che passano come gocce d’acqua.

giovedì 17 marzo 2011

cosa succede se si è esposti alle radiazioni?


Nausea, perdita dei capelli, emorragie, e poi, a lungo termine, tumori alla tiroide e leucemie, la morte. Sono questi i possibili effetti dell’esposizione alle radiazioni. L’unità di misura è il sievert, che è un valore notevole, tanto che in genere si usa il suo sottomultiplo millisievert (mSv).Per dare un’idea della scala di valori, ciascuno di noi ogni anno assorbe, per via della radioattività naturale, in media 2,4 millisievert.

Una radiografia ordinaria comporta per il paziente un assorbimento di 1 millisievert, una Tac oscilla tra i 3 e i 4 mSvt, una Pet o una scintigrafia dai 10 ai 20 mSv. In radioterapia, ovviamente, le dosi salgono molto, in base al tumore che si intende distruggere, e possono superare i 40 mSv. I radiologi hanno come punto fermo la soglia di 6 mSv tollerabili senza conseguenze da un organismo sano.

In Giappone, nei pressi della centrale di Fukushima, si è raggiunta la quota di 400 mSv in un’ora di esposizione. Quali sono i possibili danni? Secondo le tabelle dell’Oms, se si viene esposti a un sievert (1.000 mSv) nell’arco di un’ora si incorre in alterazioni temporanee dell’emoglobina; quando si sale a 2-5 sievert si hanno perdita dei capelli, nausea, emorragie. Con 4 sievert assorbiti in una settimana si ha la morte nel 50% dei casi, con 6 è morte certa e immediata.Questo solo nel breve periodo. Nel lungo, come si è visto con drammatica precisione negli anni successivi a Chernobyl, anche dopo 20 e più anni, si rischiano tumori (soprattutto tiroidei), linfomi e leucemie. Le aree del corpo considerate più radio-sensibili sono quelle le cui cellule si moltiplicano molto rapidamente: la pelle, il midollo osseo e le ghiandole sessuali. Mentre reni, fegato, muscoli e sistema nervoso sono ritenuti radio resistenti, poiché le cellule che compongono questi tessuti si riproducono con minore facilità. I rischi più immediati, dunque, sono rappresentati da infiammazioni che coinvolgono la pelle e la bocca, da emorragie sottocutanee e perdita di capelli.Il tasso di mortalità è particolarmente elevato nell’arco di 45 giorni dal momento in cui si viene a contatto con le radiazioni. Contro la contaminazione, le uniche misure con una qualche efficacia sono il chiudersi in casa evitando il più possibile il contatto con l’aria esterna e l’assunzione di iodio, finalizzata a colpire le cellule ormai compromesse evitando che la contaminazione si diffonda nell’organismo. Fondamentale anche l’igiene personale, soprattutto il lavarsi accuratamente le mani. Nei casi più gravi, i piani di intervento di tutti i paesi del mondo prevedono l’evacuazione nel raggio di almeno 5 chilometri dal luogo dell’incidente nucleare.

giovedì 11 novembre 2010

Travaglio critica Saviano, ma bisogna precisare

Travaglio , in un suo editoriale, ha criticato la trasmissione "vieni via con me" per la scelta di parlare delle delegittimazioni subite da Falcone prima che morisse, invece di puntare l'obiettivo sui collusi con la mafia che oggi sono ancora dentro le istituzioni e soprattutto nella maggioranza.
Il TGla7 ne ha parlato come se Marco criticasse direttamente Saviano (con commento corollario di Facci), invece leggendo bene il pezzo, la maggior critica è verso le scelte degli autori; comunque devo ammettere che il monologo di Saviano mi aveva affascinato parecchio, ma le cose che ha scritto Travaglio sono al solito verissime, e mi hanno fornito una seconda lettura più approfondita; al chè mi sono convinto che ci voleva un pò più di coraggio; e al video della trasmissione di Santoro/Costanzo con Falcone criticato dall'avv. Galasso, mi sembrava più interessante far vedere un giovanissimo Cuffaro che dalla platea inveiva contro il giudice (immagino fosse la stessa trasmissione), video molto noto al popolo della rete ma meno al pubblico televisivo.

venerdì 8 ottobre 2010

intercettazioni audio Porro, Arpisella e Crippa

Il sito del Fatto Quotidiano ha pubblicato gli audio originali delle intercettazioni audio Porro-Arpisella che sono oggetto dell'inchiesta contro Il Giornale per il dossieraggio sulla Marcegaglia, dopo averli sentiti dico che tutto sembrano fuorchè scherzi e cazzeggiamenti come hanno detto Porro e Sallusti.

prima intercettazione
seconda intercettazione

martedì 21 settembre 2010

Ain: col nucleare l'energia costerà di più

L'AIN (Associazione italiana nucleare) ha pubblicato una stima sul costo che potrebbe avere l'energia prodotta con le centrali nucleari, compreso fra 8 e 12 centesimi di euro al Kwh; da notare che è molto più alta del prezzo al quale è venduta nella Borsa elettrica italiana nel 2010, che è sempre stato sotto i 7 centesimi!
Pare che questa notizia sia presto fatta sparire dal sito ufficiale, se no renderebbe vano lo sforzo del governo per far accettare ai cittadini italiani la costruzione di una centrale nucleare vicino a casa propria.(fonte Il Fatto Quotidiano)

Allora il nucleare fa male, costa di più, e arricchisce solo gli imprenditori ....... a noi cittadini non serve a un cazzo!

giovedì 29 aprile 2010

io sto con il Fatto Quotidiano

Schifani ha chiesto un risarcimento di 720.000 € al Fatto per le inchieste su di lui, è in pericolo la libertà di stampa.

esprimo al Fatto incoraggiamento e solidarietà per il vile attacco di Schifani, volevo sottolineare che queste intimidazioni sono possibili in questo paese soprattutto grazie ad una grande massa di personaggi che non hanno mai il coraggio di prendere una posizione.
Berlusconi, Cicchitto e company sono molto espliciti, attaccano a testa bassa facendo nomi e cognomi, sono privi di vergogna.
Ma in questa vicenda bisogna ricordare il signor Fabio Fazio, che è capace di intervistare persone di rottura come Saviano, mentre tempo fa ebbe il coraggio di dissociarsi da Travaglio mentre raccontava della Sicula Broker, e il giorno dopo si scusò per le gravi affermazioni del nostro Marco.
Di gente come Fazio ne è piena l'Italia, in TV, nei giornali, ovunque ..... gente tiepida, che sta un pò di là .... ma anche un pò di qua; che protesta, ma sempre e solo fino ad un certo punto; sono questi che danno la possibilità al regime di crescere e ai cannibali della Costituzione di farne scempio.

ps: questo mio pensiero è stato pubblicato dal "Fatto Quotidiano" nel numero del 1° maggio .......... onoratissimo.

mercoledì 17 marzo 2010

LA BORROMEO INTERVISTA MINZOLINI

Come sembra indifeso il Minzolini di fronte al fuoco a raffica di domande della cazzutissima Beatrice Borromeo, il direttorissimo si inceppa e s'impappina, è patetico come il suo telegiornale (suo ... speriamo ancora per poco)

martedì 9 marzo 2010

articolo del Fatto sul "Presidio della memoria" del 6 marzo 2010

-Ecco l'articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano che aprla del Presidio della Memoria del 6 marzo 2010:

"L’Aquila accoglie il dolore d’Italia"
NEL CAPOLUOGO LA MANIFESTAZIONE PER RICORDARE LE VITTIME DI STRAGI E CALAMITÀ
di Giampiero Calapà (Fatto Quotidiano del 7 marzo 2010)

Nel silenzio del centro storico fantasma, a L'Aquila ieri l'urlo di rabbia ha risuonato più forte: "Le istituzioni li hanno già dimenticati. 6 aprile, 3:32, chi ha ucciso i nostri figli?". Striscioni, scritte bianche su sfondo nero, hanno aperto il corteo di oltre mille e cinquecento persone: le foto delle vittime del sisma abruzzese e quelle di altre recenti tragedie d'Italia, come la strage di Viareggio, hanno sfilato insieme ai loro cari; un pezzo di Paese accomunato nel dolore, ma che non rinuncia a indignarsi.
Undici mesi dopo quel sisma, L'Aquila diventa la capitale morale di chi chiede giustizia e verità, di chi non si rassegna all'oblio, di chi non accetta una legge, quella sul cosiddetto processo breve, che spazzerebbe via la possibilità di accertare le responsabilità di troppi disastri. Così i familiari delle vittime del 29 giugno scorso nella cittadina Toscana, quando un’esplosione maledetta alla stazione, si è portata via 32 persone. Sono loro i primi ad arrivare, un centinaio, su due pullman. L'incontro con gli aquilani in piazza è caloroso, si guardano in faccia Daniela e Luigia e subito si capiscono. La prima ha perso la figlia a Viareggio, la seconda il 6 aprile ha rischiato la vita, tirata fuori dalle macerie da Vicky, il suo husky dodicenne. Luigia, dopo 65 anni vissuti nel centro storico de L'Aquila, adesso abita nelle casette di legno per gli sfollati. Non si lamenta, "c'è a chi è andata peggio, ma la situazione non è quella bella e patinata che vi hanno raccontato in televisione". I problemi sono tanti per chi era abituato, come lei, da sempre, a vivere la sua città. "Di farci pagare subito le tasse non si sono scordati", interviene un altro aquilano. “Però si sono ricordati subito - aggiunge un viareggino - di sistemare i loro guai con il decreto interpretativo, alla seggiola non rinunciano". Prende la parola la signora Anna, suo marito ha 72 anni e un'invalidità lo costringe sulla carrozzella. Nella casetta prefabbricata di legno le porte interne sono troppo piccole, "così è costretto a strisciare a terra per andare a letto".
Al tramonto le fiaccole si accendono, nel frattempo piazza della Fontana luminosa si è riempita e il corteo può partire. Sono arrivati anche i genitori dei 27 bambini morti con la loro insegnante per il crollo dell'edificio scolastico, a San Giuliano di Puglia nel 2002. Ci sono anche i comitati di familiari, compagni di lavoro e amici dei lavoratori della ThyssenKrupp, 5 dicembre 2007, sette morti bianche. Dalla Sicilia, invece, ecco i parenti delle vittime di Giampilieri, era lo scorso ottobre e un nubifragio sconvolgeva e spaccava la terra di gran parte della provincia di Messina. Ci sono addirittura le madri di Plaza de Mayo. Poi c'è il "popolo delle agende rosse", il movimento fondato da Salvatore Borsellino per chiedere la verità sulle stragi e sulla fine di suo fratello Paolo. Non ha potuto partecipare, bloccato a casa da motivi di salute. Ha mandato comunque un messaggio per sottolineare l'importanza della presenza a L'Aquila "dei partigiani della Nuova Resistenza, perché l'Abruzzo ha bisogno di giustizia e verità". Solo un giorno prima il procuratore capo de L'Aquila Alfredo Rossini si è detto convinto "della presenza di infiltrazioni mafiose in città". Oggi pomeriggio ancora mobilitazione, con la seconda domenica di "rivolta delle carriole" nella zona rossa del centro storico.

giovedì 11 febbraio 2010

PASTICCIO IDV, la mia mail pubblicata sul Fatto

Tonino Di Pietro e il suo abile uso della rete sta scoprendo anche il ritorno di fiamma, e ciè l'ondata di mail, commenti e post contro la sua scelta di appoggiare De Luca, se non ci ascolta rischia il tracollo elettorale.

Ecco la mia mail che il "Fatto Quotidiano" ha pubblicato sul numero di oggi 11 febbraio 2010:

Tonino ha snobbato
Luigi e Sonia

Luigi De Magistris e Sonia Alfano, europarlamentari dell'Idv, hanno preso le distanze dalla decisione di Di Pietro di appoggiare De Luca. Moltissimi elettori sono d'accordo con loro, lo si evince dall'ondata di commenti sul Web di dissenso sulla sciagurata scelta. Il grosso errore di Tonino è stato ascoltare i cosiddetti "militanti" del congresso e snobbare coloro che invece hanno un grosso bagaglio di preferenze come Sonia e Luigi, e che pertanto incarnano davvero la volontà degli elettori. Io personalmente seguirò Luigi e Sonia, sia che restino, così come se un domani dovessero staccarsi per un'altra esperienza.
Massimo Paglino

sabato 9 gennaio 2010

MIA MAIL PUBBLICATA SUL "FATTO"

pubblico di seguito la mia mail che il "fatto quotidiano" ha pubblicato in data di oggi:

Ad Annozero va in onda
la politica che imbarazza


L’altroieri mi è dispiaciuto di
non essere stato un elettore leghista;
sì, perché ad Annozero
una precaria della scuola è stata
compatita da Castelli che la invitava
a non lamentarsi, dicendole
che lei pensava che tutto le
era dovuto, che basta aver voglia
di fare, che lui da giovane si alzava
alle 4 del mattino. Tutto ciò
mentre la ragazza cercava di
portare alla luce un problema
grave e reale. É stato davvero un
comportamento talmente vergognoso,
quello del politico leghista,
che se fossi un suo elettore
mi sarei tolto la soddisfazione
di prendere la decisione di
non votarlo più.

Massimo Paglino

venerdì 4 dicembre 2009

DELL'UTRI CONTRO ANTONELLA MASCALI


Dell'Utri perde il contegno per le domande della giornalista del Fatto.

LA MIA MAIL PUBBLICATA SUL "FATTO"


Ecco la mia mail che è stata pubblicata sul numero di venerdì 4 dicembre 2009:

La crisi che ci colpisce
Nella zona industriale di Ascoli stanno chiudendo molte aziende, e per questo, nonostante io abbia un contratto a tempo indeterminato da ormai 15 anni, non mi sento molto al sicuro, essendo la fabbrica dove lavoro prossima alla vendita se va bene,
al fallimento se va male; a 30 anni avevo già casa con mutuo e una figlia, ora ne ho 39 e molta incertezza. Ma c’è chi sta ancora peggio, cioè di tutti quei ragazzi che ho visto passare in questi anni come interinali: molti hanno lavorato qui per diverso tempo, i più “fortunati” sono stati
assorbiti nell’organico dopo un lunghissimo purgatorio, ma sono una piccola parte. La maggior parte sono state presenze passeggere, sempre in bilico, senza diritti e senza voce in capitolo; ognuno ha avuto miriadi di contratti mese per mese, rinnovati con un sms, e intendiamoci bene che non si parla mica di ragazzini, molti di loro hanno ben oltre i trent’anni e poche prospettive di costruirsi una famiglia, di comprarsi una casa e di fare un figlio. Spesso li guardo e i loro occhi rispecchiano il vuoto che hanno dentro, rassegnazione infinita, non hanno futuro, gli è stato tolto da leggi bipartisan di classi politiche corrotte che hanno precarizzato il lavoro senza pietà negli ultimi anni. Proprio ieri l’amico Silvio, che lavora qui da 3 o 4 anni circa, ci ha salutato dandoci gli auguri di Natale sperando nell’anno nuovo.
Così non si può proprio andare avanti.

Massimo Paglino

domenica 29 novembre 2009

SCHIFANI ...... baciamo le mani

Visto le notizie che "Il Fatto Quotidiano" ha pubblicato nell'ultima settimana, riguardanti il passato poco limpido di Schifani, in quanto legale di certi tipetti in odore di mafia, mi sembra opportuno rivedere questo video di Qui Lecco Libera, dove il Pres. del Senato era stato invitato alla festa democratica del PD (e già questo la dice lunga sulla concretezza dell'opposizione), da notare l'impossibilità di avvicinarsi al politico per strada, avvolto da una squadraccia di gorilla ..... ma ha davvero tanta paura delle innocue domande di un cittadino?


martedì 24 novembre 2009

LA MIA MAIL AL "FATTO"


Ecco la mail che ho mandato al Fatto Quotidiano che è stata pubblicata sul numero di giovedì 19 novembre 2009 nella rubrica "mail box" di Furio Colombo
"Da quando leggo il Fatto non mi accontento più
Già da tempo mi informavo in rete tramite Travaglio, Grillo, Sabina Guzzanti, tanto per rendere l’idea; cioè avevo già chiaro il concetto dell’informazione manipolata in tv e sui giornali.
Ma da quando sono vostro abbonato mi sono reso conto che giorno per giorno la mia formazione culturale si è ulteriormente estremizzata sui fatti reali di contro alle bugie che viaggiano in tv. Il risultato è che ormai a fatica riesco a parlare con la gente, con i colleghi di lavoro e con gli amici senza dover discutere animatamente; si perché mi rendo conto che ho a che fare con persone che loro malgrado formano la loro opinione guardando programmi spazzatura come “Mattino 5” o come i vari contenitori domenicali su Raiuno e Canale5 pieni di grida e insulti gratuiti verso tutto e tutti. Tutto ciò è sconsolante, mi sento un extraterrestre. Ho persino litigato con mia moglie perché non metta più Studio Aperto in mia presenza, esagero? Comunque non mollo, e non mollate neanche voi . "
Massimo Paglino

lunedì 16 novembre 2009

DANIELE AMANTI, aiutiamo la ricerca




I ricavi della vendita di questo libro scritto da Cinzia Lacalamita serviranno per aiutare la causa di Daniele Amanti.
Daniele è nato il 29 gennaio 2007.

A soli sei mesi valori alti di CPK nel sangue hanno fatto sospettare una grave miopatia.
La conferma poco dopo il compimento del suo primo anno di età.
TOTALE ASSENZA DI SEGNALE PER LA PROTEINA DISTROFINA NEL TESSUTO MUSCOLARE
causata da una mutazione genetica ancora ingnota.
Diagnosi: DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE.

Aiuta Daniele a finanziare un programma di ricerca che individui un approccio terapeutico per tutte le mutazioni meno comuni.

La somma necessaria per il progetto è di circa € 250.000,00.

il sito di Daniele
l'articolo del Fatto Quotidiano

Per sostenere l'iniziativa fai una donazione.

Conto Corrente Postale n. 94255007
Intestato a Parent Project Onlus - causale: Fondo Daniele Amanti
Conto Corrente Bancario - Banca di Credito Cooperativo di Roma
IBAN: IT38V0832703219000000005775
Intestato a Parent Project Onlus - Causale: Fondo Daniele Amanti

Per le donazioni con carta di credito vai sul sito di Daniele amanti e troverai il link


ps: è vergognoso che questo governo tolga fondi alla ricerca e all'istruzione mettendo a rischio il nostro futuro e quello dei nostri figli.

giovedì 15 ottobre 2009

IL FATTO QUOTIDIANO e i disservizi di Poste Italiane


Il fenomeno che accomuna gli abbonati al Fatto in versione postale è che ogni tanto vai ad aprire la cassetta della posta e non ci trovi un benemerito "cazzo".
E' già la seconda volta che mi succede nel giro di dieci giorni; la prima volta, dopo aver fatto tutti i reclami e dopo aver contattato chi di dovere, mi è arrivata la copia verso le ore 15 portata apposta da un postino; oggi non è arrivata per niente e sono incazzato come una iena.
Al numero telefonico del servizio abbonamenti del Fatto mi hanno confermato che è un problema delle Poste che stanno incontrando tutti gli abbonati; ripeto: è responsabilità delle Poste, al "Fatto" mi hanno detto anche che ci sono stati incontri coi vertici delle Poste per segnalare il grave problema, mi hanno detto anche che hanno seguito il percorso di copie "civetta" e il problema si ripresenta con una regolarità molto sospetta, al chè fra gli abbonati circola l'ipotesi di un vero e proprio boicottaggio contro il giornale più libero e scomodo che c'è.
Invito tutti coloro che incappino in questo problema a inoltrare reclamo ufficiale per aiutare la redazione del Fatto (che sta facendo il diavolo a quattro) a risolvere questo problema.

Ecco le istruzioni:
-mandare una mail al servizio abbonamenti: abbonamenti@ilfattoquotidiano.it e segnalarlo anche telefonicamente al numero: 02.66506795
-compilare il form di reclamo on-line oppure via posta seguendo le istruzioni del sito delle poste

Ma la cosa più importante di tutte è fare reclamo telefonico:
  • numero verde: 803.160 gratis da rete fissa
  • numero da rete mobile: 199.100.160

Io per fare la mia segnalazione da cellulare ho speso 4,65€ ( per la seconda volta) e la cosa mi rompe i coglioni non poco, ma invito tutti a farlo perchè la somma delle segnalazioni ufficiali può spingere sulla risoluzione del problema.

Le nostre "bene amate" poste devono capire che noi lettori del Fatto Quotidiano non siamo gente che si lascia togliere un diritto così facilmente e che gli romperemo i coglioni a morte affinchè la nostra copia del giornale arrivi puntuale tutti i giorni.

In culo a Silvio !!!!!

aggiornamento:

  • telefonando al n° 02-66506795 è possibile volturare il proprio abbonamento postale commutandolo in coupon coi quali si può ritirare il quotidiano nelle edicole, occorre però verificare che arrivi nella propria città, meglio andare nelle edicole di persona a chiedere perchè l'elenco sul sito spesso non è aggiornato.

giovedì 3 settembre 2009

23 SETTEMBRE 2009: parte il "Fatto Quotidiano"

L'attesa è quasi finita, il 23 settembre nascerà "Il Fatto Quotidiano", l'unico quotidiano libero, che non avrà finanziamenti pubblici e perciò non dovrà rendere conto a nessuno, tranne che ai suoi lettori e compratori, giornale diretto da Padellaro con Travaglio come punta di diamante.