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venerdì 10 dicembre 2010

Report, puntata del 12 dicembre 2010

Un’automobile che viaggia. A bordo c’è solo il tachimetro che segna la velocità, e basta. Niente spie del carburante, dell’olio, nessun indicatore per segnalare una gomma bucata, un guasto del motore, uno sportello chiuso male. I passeggeri a bordo sono soddisfatti quando la velocità aumenta ma nessuno saprà mai che il viaggio finirà perché il carburante sarà esaurito o il motore si sarà fuso senza più olio. La nostra società viaggia allo stesso modo. Il Pil, il prodotto interno lordo, è l’unico indicatore che gli stati utilizzano per la contabilità nazionale. La ricchezza delle nazioni si misura calcolando solo tutte le attività dove c’è scambio di danaro. Tutto il resto non esiste: condivisione di saperi, volontariato, autoproduzione di beni. Se le persone si organizzano e condividono le proprie automobili, coltivano orti, fanno il pane a casa, o utilizzano software liberi per far funzionare i computer che altre persone hanno sviluppato e messo gratuitamente a disposizione, il Pil tutto questo e altro ancora non lo vede. Non fa niente che si sia prodotto benessere sociale, queste persone hanno consumato di meno e tanto basta per il calcolo del Pil. Queste famiglie vivono bene ma per il Pil non sono dei buoni consumatori e se l’indicatore non vede crescita delle merci e passaggi di danaro segnala che si sta diventando più poveri. Che l’attività economica intacchi beni comuni come la qualità dell’aria, delle acque, il territorio, le fonti energetiche non rinnovabili, la salute delle persone, la coesione sociale, non importa perché si misura solo ciò che cresce senza calcolare il magazzino che si esaurisce. E ciò che si esaurisce è il capitale umano e naturale sacrificato in nome dell’economia.

Aggiornamento, con testimonianze inedite, delle ville che il primo ministro Berlusconi possiede ad Antigua, in una delle baie più belle dei Caraibi. La domanda che abbiamo posto direttamente al Premier è: chi sono i reali proprietari della Flat Point, la società a cui il Presidente del Consiglio ha versato ben 22 milioni di euro per l’acquisto delle residenze?

Poi si parla della sede della Fondazione San Raffaele, ex Fondazione Silvana Paolini. È in una palazzina di proprietà degli Ifo, il polo oncologico pubblico di Roma, che nel 2000 gli Angelucci ottennero in affitto per 99 anni, a un euro l’anno. Alla fine del 2009, quando realizzammo l’inchiesta La Convenzione, la palazzina era piena di gente. Nessuno però era stato in grado di dirci quali fossero le attività dei dipendenti e della Fondazione.

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leggi anche: Tremonti usa la clava dell'Agcom per colpire Report

sabato 4 dicembre 2010

Report, puntata del 5 dicembre 2010

Una Croce Rossa in rosso, non è un gioco di parole, ma lo stato del bilancio di un ente pubblico che è sotto di cinquanta milioni. Un ente pubblico che da sempre viene soccorso dai contribuenti che riversano nelle sue casse tanti soldi, fino a 160 milioni di euro annui senza mai sapere come questi soldi vengono spesi. La pubblicazione dell’ultimo bilancio visionato dalla corte dei conti risale infatti al 2004.
Sono 150.000 i volontari che dedicano gran parte del proprio tempo libero alla raccolta di fondi per la croce rossa e 5.000 i dipendenti che lavorano tra sprechi e clientele.
E’ una delle contraddizioni della Croce Rossa italiana, il cui Commissario viene nominato dal Governo, in violazione dei principi di indipendenza e neutralità che regolano gli enti omologhi negli altri paesi occidentali.
L’inchiesta di Report, firmata da Sabrina Giannini, svela con testimonianze e documenti inediti come viene gestito l’immenso patrimonio immobiliare in possesso della Croce Rossa e denuncia anche i numerosi casi di assenteismo.

“FUORI RUOLO
Di Bernardo Iovene
Fino a 10 anni fa, prestare servizio da fuori ruolo come capo gabinetto di un ministro o in un ufficio legislativo di un ministero comportava un’indennità aggiuntiva allo stipendio, irrisoria, con la riforma Bassanini gli stipendi dei dirigenti dello stato sono balzati a prezzi di mercato e i dipendenti pubblici o magistrati prestati a questi incarichi si sono ritrovati con indennità che spesso superano lo stipendio, conservando il trattamento economico fondamentale.

Per la rubrica “C’E’ CHI DICE NO
FRANCESCA CORSO
Di Edoardo Di Lorenzo
Francesca Corso è l’ex-assessore ai diritti e alle tutele della provincia di Milano. Ora che è pensionata ha realizzato un progetto rivoluzionario: ha fondato un istituto di detenzione veramente particolare ed unico in Italia…

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lunedì 29 novembre 2010

Vieni via con me, puntata del 29 novembre 2010

All'interno del monologo di Saviano, Lilli Centofanti legge l'elenco delle cause e delle gravi colpe che hanno provocato il crollo della Casa dello Studente che le hanno portato via il fratello Davide insieme ai suoi amici.





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venerdì 27 febbraio 2009

REPORT, la Gabanelli torna il 15 marzo 2009


le inchieste di Report ripartono domenica 15 marzo.
L'appuntamento e' in prima serata alle ore 21.30, la domenica.

RIVEDI LA PUNTATA DEL 15 MARZO 2009

La serie affrontera' tematiche di grande attualita', dall'utilizzo illecito dei soldi pubblici alla violazione delle regole.Una delle puntate sara' dedicata alle norme che regolano la tv, dal far west dell'etere al primo decreto Craxi, le leggi Mammi', Maccanico e Gasparri. Un piano frequenze mai applicato e una concessione ad una tv, Europa 7, mai assegnata. Un monopolio pubblico e privato che rischia di riprodursi malgrado l'imminente arrivo del digitale.A seguire: dentro le casse vuote di Catania, dove il Pdl e l'Mpa di Lombardo fanno il pieno di voti. Guidato per otto anni da Umberto Scapagnini, medico di fiducia del premier, il comune, giunto sull'orlo del fallimento, e' stato salvato da un'apposita delibera del Cipe. Quindi le misure per affrontare la poverta', per esempio la Social Card e il Bonus Famiglia appena varati dal governo. Cercheremo di capire quanti hanno accesso a questi strumenti, a quali condizioni, in un contesto di crisi in cui non e' piu' permesso sbagliare i conti. Report tornera' a studiare modelli alternativi di vita. La popolazione delle citta' ha superato quella delle campagne, i cittadini sono la specie piu' numerosa: qualsiasi strategia economica, sociale, ambientale, energetica deve passare dalla citta'. In Italia la citta' si sviluppa mangiando territorio con quello che c'e' dentro. Che fare?Il programma si occupera' poi d'istruzione. Si crede che nelle scuole non ci siano soldi, ma non e' sempre cosi'. All'interno del cuci e scuci normativo si annidano centri di spreco che non sono mai stati toccati. L'autonomia scolastica ha reso ogni scuola un regno a se', dove i controlli ministeriali non arrivano a scalfire incompetenza, irregolarita' e truffa.Analisi della convenienza nucleare. Negli Usa Obama taglia gli incentivi all'atomo e punta su efficienza energetica e rinnovabili. In Germania una legge stabilisce che non si costruiscano piu' centrali. L'industria comunque e' sempre in piedi e preme da tutte le parti. Sono passati trent'anni dall'abolizione dei manicomi e da una legge che doveva restituire diritti civili e dignita' alle persone affette da malattie mentali, prevenire e curare i loro disturbi. La riforma si fondava sulla frase ''la liberta' e' terapeutica''. Ai nobili principi sono seguiti i fatti? L'ultima Finanziaria ? con cui il Governo prevede tre anni di tagli alla spesa sanitaria ? sara' l'occasione per verificare se la riduzione della spesa deve per forza passare dall'aumento del ticket e alla riduzione dei posti letto. Quindi la Repubblica di San Marino. 60 km quadrati, 30 mila abitanti per 13 banche e 58 finanziarie. La Banca d'Italia ha imposto ai nostri istituti di credito di trattare le banche sanmarinesi come tutte quelle inserite nella black list. Sorge la domanda: ma a che serve San Marino? Report tornera' a occuparsi di alimentazione. Un americano mangia 120 chili di carne all'anno e in Italia, dove macelliamo 500 milioni di polli, 85. Tra non molto saremo in 10 miliardi sulla terra, le raccomandazioni mediche sono di diminuire il consumo di carne, eppure la produzione aumenta. il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti. Infine una puntata internazionale: dalla Patagonia alla Nigeria, gli Stati svendono le loro risorse alle multinazionali occidentali e cinesi. In cambio di cosa? In chiusura di ogni puntata, le tradizionali ''good news'', esempi di buona condotta che permettono al Paese di continuare a stare in piedi. E poi una nuova rubrica: l'Emendamento. Ovvero: fatta la legge trovato l'inganno.


Buona Visione! (La Redazione di Report.)

domenica 2 novembre 2008

ALITALIA, i soldi tolti all'istruzione serviranno per il debito che la "cordata" lascerà a noi cittadini

Alitalia nel caos più totale, trattativa incasinata, regole del libero mercato bypassate grazie al Governo (Air France a suo tempo avrebbe pagato bene accollandosi tutti i debiti e con la previsione di meno esuberi), la banca che deve stimare il valore di acquisto ha al suo interno soggetti presenti anche nella cordata che compra, l'obbligo di non vendere prima di 5 anni tanto sbandierato che non era presente sull'accordo e norma salva manager scoperti appena in tempo (grazie alla Gabanelli), debiti che rimarranno a noi grazie alla divisione in goodcompany e badcompany, e ora l'UE vuole che il prestito ponte di 300 milioni di euro sia messo a carico della badcompany (cioè a noi) così è perso per sempre, infatti trattavasi di prestito e in quanto tale andava restituito allo stato, ma a quanto pare gli imprenditori della CAI non si accolleranno nemmeno quello, e nel frattempo Bossi tira la giacchetta del Cavaliere invitandolo a scendere in campo in prima persona a fianco della CAI ......... a detto bene Travaglio ad Annozero:"ormai la parola conflitto di interessi è una parolaccia da non dire più".

-riporto qui sotto un'agenzia adnKronos:
Sulla vertenza Alitalia ''è ricominciata una campagna mediatica vergognosa che sta distorcendo la realtà ed è tesa a screditare i lavoratori e quei sindacati che hanno deciso di non sottoscrivere la stesura dei contratti''. E' quanto affermano Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl intercategoriale dopo il no al 'lodo Letta' sui contratti Alitalia. Le sigle che non hanno sottoscritto, spiegano i dindacati, ''non sono rappresentative soltanto di piloti e assistenti di volo come qualcuno vuol far credere, ma sono fortemente presenti anche tra il personale di terra''. Inoltre è ''assolutamente falso che il no sia motivato da pretese riguardanti i permessi/distacchi sindacali ed è bene chiarire che proprio Cgil, Cisl, Uil e Ugl 'godono' di un trattamento speciale in termini di diritti sindacali. Rispetto a questa strumentalizzazione diffidiamo chiunque a continuare con tali calunnie, passibili di denuncia per diffamazione''. Le motivazioni, spiegano i sindacati, ''sono invece tutte concentrate sul numero enorme di esuberi previsti, sulle condizioni di stesura contrattuale che penalizzano i lavoratori oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, sulla condizione dei precari, sulle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali si troveranno senza lavoro e senza pensione: questa condizione riguarda tutti i lavoratori coinvolti nel progetto Cai, personale di terra, piloti, comandanti ed assistenti di volo''.