Uscirà il 7 maggio 2010 il film documentario di Sabina Guzzanti sul terremoto dell'Aquila.
Il titolo è Draquila-l'Italia che trema.
Sicuramente sarà un evento, sicuramente Sabina userà la sua satira impareggiabile e tagliente per entrare nelle nostre coscienze e per informare più di quanto abbiano potuto fare mille telegiornali asserviti a Berlusconi.
La puntata di Presa Diretta di ieri sera è stata finalmente la più realistica e dettagliata inchiesta di tutti questi mesi da parte di tutti i media. Si sono capite bene alcune cose:
il progetto C.A.S.E. è costato tantissimo, ed è stato deciso tagliando fuori le popolazioni e le amministrazioni locali.
i moduli abitativi , che al giorno d'oggi non sono più dei container ma sono molto più funzionali, sarebbero costati meno della metà, lasciando l'altra metà di soldi per cominciare la ricostruzione vera che è ferma ancora oggi, e una volta che gli occupanti fossero rientrati nelle loro case i moduli sarebbero stati smontati e riutilizzati, mentre le C.A.S.E. rimarranno lì in eterno a testimoniare lo scempio di questo governo.
molte delle case del centro si potevano aggiustare con interventi veloci e di spesa abbastanza limitata, per cui molta gente sarebbe già dentro casa sua.
molti sono ancora negli alberghi a "vegetare" , si è data priorità alle newtown di Berlusconi, e dalle inchieste sulla gestione Bertolaso abbiamo capito bene il perchè.
la gente è stata sparsa ed allontanata dal centro, rendendo la loro resistenza sempre più debole.
il governo se n'è fregato di aiutare la ripresa del lavoro dei terremotati, costringendoli ad allontanarsi e ad arrangiarsi, e nessuno degli impresari e artigiani locali risulta avere avuto la possibilità di lavorare nei progetti della protezione civile, e sappiamo bene perchè.
Chi volesse rivedere l'intera puntata eccola qui: clicca
Dico solo una cosa : pensavo che Belpietro fosse il massimo esponente del "giornalismo aziendale servo di Berlusconi" ma dopo la performance di Porro mi sto ricredendo. Porro è un provocatore da 4 soldi e mi fa schifo, se volete mandargli un saluto ecco la mail: nicola.porro@ilgiornale.it