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giovedì 17 marzo 2011

cosa succede se si è esposti alle radiazioni?


Nausea, perdita dei capelli, emorragie, e poi, a lungo termine, tumori alla tiroide e leucemie, la morte. Sono questi i possibili effetti dell’esposizione alle radiazioni. L’unità di misura è il sievert, che è un valore notevole, tanto che in genere si usa il suo sottomultiplo millisievert (mSv).Per dare un’idea della scala di valori, ciascuno di noi ogni anno assorbe, per via della radioattività naturale, in media 2,4 millisievert.

Una radiografia ordinaria comporta per il paziente un assorbimento di 1 millisievert, una Tac oscilla tra i 3 e i 4 mSvt, una Pet o una scintigrafia dai 10 ai 20 mSv. In radioterapia, ovviamente, le dosi salgono molto, in base al tumore che si intende distruggere, e possono superare i 40 mSv. I radiologi hanno come punto fermo la soglia di 6 mSv tollerabili senza conseguenze da un organismo sano.

In Giappone, nei pressi della centrale di Fukushima, si è raggiunta la quota di 400 mSv in un’ora di esposizione. Quali sono i possibili danni? Secondo le tabelle dell’Oms, se si viene esposti a un sievert (1.000 mSv) nell’arco di un’ora si incorre in alterazioni temporanee dell’emoglobina; quando si sale a 2-5 sievert si hanno perdita dei capelli, nausea, emorragie. Con 4 sievert assorbiti in una settimana si ha la morte nel 50% dei casi, con 6 è morte certa e immediata.Questo solo nel breve periodo. Nel lungo, come si è visto con drammatica precisione negli anni successivi a Chernobyl, anche dopo 20 e più anni, si rischiano tumori (soprattutto tiroidei), linfomi e leucemie. Le aree del corpo considerate più radio-sensibili sono quelle le cui cellule si moltiplicano molto rapidamente: la pelle, il midollo osseo e le ghiandole sessuali. Mentre reni, fegato, muscoli e sistema nervoso sono ritenuti radio resistenti, poiché le cellule che compongono questi tessuti si riproducono con minore facilità. I rischi più immediati, dunque, sono rappresentati da infiammazioni che coinvolgono la pelle e la bocca, da emorragie sottocutanee e perdita di capelli.Il tasso di mortalità è particolarmente elevato nell’arco di 45 giorni dal momento in cui si viene a contatto con le radiazioni. Contro la contaminazione, le uniche misure con una qualche efficacia sono il chiudersi in casa evitando il più possibile il contatto con l’aria esterna e l’assunzione di iodio, finalizzata a colpire le cellule ormai compromesse evitando che la contaminazione si diffonda nell’organismo. Fondamentale anche l’igiene personale, soprattutto il lavarsi accuratamente le mani. Nei casi più gravi, i piani di intervento di tutti i paesi del mondo prevedono l’evacuazione nel raggio di almeno 5 chilometri dal luogo dell’incidente nucleare.

mercoledì 16 marzo 2011

ma dove le vogliono fare le centrali nucleari?

I nuclearisti del governo, con l'arte del paraculismo, hanno introdotto il ritorno al nucleare ma non ci hanno detto ancora dove le vorrebbero impiantare queste benedette centrali. Infatti anche le regioni a guida centrodestra non si sbilanciano, esempio lampante è Zaia che dice si al nucleare ma mai in Veneto; la ragione è chiara, nessuno le vuole vicino a casa sua, allora si rendono conto che stanno facendo una scelta contro il volere del popolo.
Comunque ecco la mappa che è apparsa sul Fatto Quotidiano del 15 marzo 2011, dove ci sono i siti più probabili (Scarlino, Monfalcone, Chioggia, S.Benedetto del Tronto, Mola di Bari, Scanzano Jonico, Garigliano, Palma di Montechiaro, Oristano; oltre ai siti dismessi: Trino Vercellese, Caorso, Montalto di Castro, Borgo Sabotino), dategli un'occhiata e poi prendete il calendario al mese di giugno e scrivete sul giorno 12 "andare a votare referendum": SI.

Crozza, copertina Ballarò del 15 marzo 2011


Crozza, nel suo intervento "non facciamolo il nucleare in Italia" , ha anche sollevato un tema molto serio, in Italia "non sappiamo fare una discarica e facciamo 6 centrali nucleari? Piero il plutonio dove va ... nel secco o nell'umido?"

martedì 15 marzo 2011

Grillo lancia l'iniziativa "spegni il nucleare"

(pubblico da Beppegrillo.it)

Il giorno 11 marzo 2011 il mondo è cambiato. Nulla sarà più come prima. Siamo entrati nel post nucleare. Una nuova era in cui non ci sarà più spazio per i deliri dell'energia dell'atomo. Il Giappone si è immolato per noi, certo non volontariamente, ma è ciò che è successo. Se l'incubo nucleare che ci accompagna dal dopoguerra, da Chernobyl a Three Mile Island, cesserà (e cesserà) lo dovremo al sacrificio di milioni di persone in fuga dalla nube di Fukushima. Un esodo biblico. Neppure immaginabile. Il Giappone rischia di diventare l'isola che non c'è, un luogo dove non si entra e non si esce. Una trappola nucleare. Se persino la portaerei Reagan ha abbandonato la sua missione umanitaria, quali flotte accorreranno in soccorso delle popolazioni del l'Est del Giappone? Le merci giapponesi contaminate non potranno più uscire dal Paese.
Le nubi non si fermano. Forse arriveranno fino in Europa se il vento soffierà verso Ovest. Il senso di quello che è successo è troppo grande, troppo profondo per poterlo afferrare, ma qualcosa si può intuire. Le persone hanno capito immediatamente che il nucleare è finito per sempre. Alcuni capi di Stato hanno già preso posizione contro le centrali, sanno che continuare sarebbe la loro fine politica. Succede in Germania, in Svizzera, perfino in Australia che possiede il 28% dell'uranio mondiale. L'Italia, in questo scenario, recita la parte del giapponese sperduto in un'isola del Pacifico che continua a combattere dopo dieci anni dalla fine della guerra. Personaggi che finiranno presto nel dimenticatoio del ridicolo con le loro affermazioni nucleariste. La Prestigiacomo è l'unico ministro dell'Ambiente nel mondo che vuole nuove centrali nucleari. Lei, Testa, Veronesi, Berlusconi, Cicchitto, Scaroni, Maroni, Casini, Fini, Frattini e i pennivendoli fusi del nocciolino nucleare sono come i fascisti che giravano in divisa da federale dopo il 25 aprile. Le loro dichiarazioni sono da conservare per il futuro, i loro volti, i video, le argomentazioni sono la testimonianza di un preciso momento, l'ultimo. Domani, tra qualche giorno o qualche mese, non potranno più permettersi di sparare stronzate. L'unico motivo per cui si vuole il nucleare è il debito pubblico di 500 miliardi di euro in mano alla Francia. L'EDF è il mandante, Berlusconi e la Confindustria gli esecutori interessati.
Questa classe politica sarà spazzata via dal referendum del 12 e 13 giugno. Da questa settimana partirà un'iniziativa che durerà fino al referendum: "Spegni il nucleare". Voglio coinvolgere milioni di italiani, non ci sono alibi. Con il quorum Maroni ci potrà fare il bunga bunga solitario. Il 29 aprile ci sarà l'assemblea dell'ENEL delle centrali nucleari, io ci sarò, il blog ci sarà con la diretta streaming. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

lunedì 14 marzo 2011

referendum contro il nucleare: scegli la vita



Se il super tecnologico e rispettoso delle regole Giappone è non è riuscito a gestire le sue centrali nucleari dopo un sisma più forte del normale, cosa vi fa pensare che in Italia, che è la patria delle deroghe ad ogni legge e regolamento, si possa avere garantita sicurezza e trasparenza da chi dovrebbe costruire questi mega impianti anche in casa nostra?

il 12 giugno andate a votare SI al referendum per abolire il ritorno al nucleare già deciso da Berlusconi contro la nostra volontà.

Ecco alcuni link per informarsi sui referendum:
http://www.acquabenecomune.org
http://www.referendumacqua.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011
http://www.fermiamoilnucleare.it
http://www.sireferendum2011.it/
http://www.greenpeace.org