Per tutti i sostenitori della politica pulita, che trovavano nell'Idv il partito di riferimento, che dopo il congresso si sono sentiti traditi dalla scelta di Di Pietro di appoggiare la candidatura in Campania di De Luca (due rinvii a giudizio), aderiscano al gruppo facebook "Di Pietro ripensaci, noi diciamo no a De Luca". Noi siamo d'accordo con De Magistris e Sonia Alfano che hanno preso le distanze da questa sciagurata decisione che va contro il principio di legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
iscriviti al gruppo
e poi c'è anche una petizione online per il ritiro dell'appoggio IDV alla candidatura De Luca
http://www.petitiononline.com/nodeluca/petition.html
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mercoledì 10 febbraio 2010
lunedì 28 settembre 2009
MANIFESTAZIONE DELLE AGENDE ROSSE, Roma 26 settembre 2009
giovedì 26 marzo 2009
SEGNALI DI DEMOCRAZIA

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De Magistris e Borsellino a Fano (17 marzo 09): guarda il video
Articoli dall'estero:
Gli eredi di Mussolini nel partito di Berlusconi
Fini liquida il postfascismo italiano e si unisce a Berlusconi
Partito italiano di estrema destra offre 1500€ ai genitori che useranno il nome di Mussolini per i propri figli
Io sono fascista, dice la stella del Milan Christian Abbiati
Lo spirito di Benito Mussolini rivive tra le paure di una marcia al potere della destra
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Appello - sottoscrivi la lettera al Capo della Polizia Antonio Manganelli
Roberto Saviano, rivedi la puntata di "che tempo che fa" su rai tre il 25 marzo 2009:
Video: L'intero speciale di Che tempo che fa con Roberto Saviano
Video: il monologo di Roberto Saviano a Che tempo che fa
Video: L'intervista di Fabio Fazio a Roberto Saviano a Che tempo che fa
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Video: il monologo di Roberto Saviano a Che tempo che fa
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lunedì 2 marzo 2009
MARCO TRAVAGLIO, passaparola del 2 marzo 2009
Marco Travaglio ci aggiorna sulle pendenze penali della Mastella family e ci chiarisce il caso Rizzoli: la depenalizzazione di un reato non è l'assoluzione.
dal blog di Grillo
dal blog di Grillo
venerdì 23 gennaio 2009
LETTERA DI GABRIELLA NUZZI, pm di Salerno trasferita per aver difeso la giustizia
( aggiornamento: intervista del 27- 10 -2010)Questa è la lettera che Gabriella Nuzzi - pubblico ministero a Salerno, trasferita dal suo ufficio dal Csm su richiesta del ministro Alfano per aver osato indagare sul malaffare giudiziario di Catanzaro che aveva già espulso come un corpo estraneo Luigi De Magistris - ha inviato al presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, annunciandogli le sue dimissioni dal sindacato delle toghe, che si è schierato dalla parte del ministro e del Csm. E' un documento che parla da sè, per la sua dolente onestà intellettuale e per la sua drammatica rappresentatività della notte che avvolge la nostra democrazia. (da voglioscendere.it)
Alla Associazione Nazionale Magistrati - Roma
- "Signor Presidente, Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato. Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti. Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità. Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito. Il popolo saprà che è giusto così. E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato. L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso. Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”. Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare. Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento. Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante. Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati? Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?E quali i virus? E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare. Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte. E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli. Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione. Non gli orticelli privati.Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti. So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.Io preferisco rappresentarmi da sola".
Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato
E io applaudo ...... e temo per il futuro.
giovedì 22 gennaio 2009
MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DI LUIGI APICELLA, 28 gennaio 2009- Piazza Farnese ore 9:00, Roma
(ASCA) - Roma, 19 gen - Sospeso dallo stipendio e dalle funzioni. E' questa la punizione con cui la sezione disciplinare del Csm ha deciso di sanzionare il comportamento del procuratore di Salerno, Luigi Apicella, nella vicenda dello scontro fra procure sul caso De Magistris. Trasferiti di ruolo e funzione i pm Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e il pg di Catanzaro Enzo Iannelli. ''Assolti'' Alfredo Garbati, Domenico De Lorenzo e Salvatore Curcio. ""Con questa decisione il CSM ha scritto una delle pagine più nere della recente storia della giustizia italiana" Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio insieme al comitato promotore della manifestazione formato da diversi esponenti della società civile saranno a Roma in Piazza Farnese, il 28 gennaio alle ore 9, per manifestare contro l'inaccettabile epilogo del caso "De Magistris".
Non è più ora di stare a guardare e di delegare ad altri ciò che è un nostro dovere; scendere in piazza e manifestare.
Vi preghiamo di comunicare la vostra adesione all'indirizzo mailto:info@familiarivittimedimafia.com .
Diffondete la notizia della protesta tra comitati, associazioni e liberi cittadini e di aggregare quante più persone possibili.
da http://www.familiarivittimedimafia.com/
da http://www.familiarivittimedimafia.com/
Alla manifestazione a sostegno del procuratore di Salerno Luigi Apicella saranno presenti anche Grillo, Travaglio e Vulpio.
venerdì 12 dicembre 2008
CARLO VULPIO, altra vittima della censura

Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera, reo di fare troppo bene il suo lavoro, non seguirà più il caso De Magistris (grazie alla segnalazione del blog di Travaglio)...... chiunque diffonde la verità viene allontanato alla stregua di un lebbroso, del resto il controllo dell'informazione che si sta avverando era uno dei punti cardine del piano della P2 della quale Berlusconi faceva parte ...... perciò stiamo molto preoccupati; ecco uno stralcio del suo articolo:
"Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io. E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori. http://www.carlovulpio.it/Lists/Roba%20Nostra/DispForm.aspx?ID=12 Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico. Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito. Con una telefonata, il mio direttore, Paolo Mieli, ha dichiarato concluso il mio viaggio fra Catanzaro e Salerno, Potenza e San Marino, Roma e Lamezia Terme. Un viaggio cominciato il 27 febbraio 2007, quando scoppiò “Toghe Lucane” (la terza inchiesta di de Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”). Un viaggio che mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia. ................"
leggi tutto l'articolo: http://www.carlovulpio.it/Lists/PRIMO%20PIANO/DispForm.aspx?ID=4
venerdì 5 dicembre 2008
DE MAGISTRIS, gli italiani sono con te
De Magistris torna all'attacco, grida giustizia, non abbassa la testa, è stato umiliato dalle stesse istituzioni che lui serviva guidato dai suoi nobili principi, ideali di giustizia che vengono prima di tutto, che devono stare al di sopra di ogni potere politico.La procura di Salerno ora lo sostiene, dalla Calabria si oppongono, e in questo stallo arriva il Quirinale a braccetto con Alfano chiedendo l'aquisizione di tutte le carte, non si capisce perchè la politica debba ergersi a controllo e a moderazione della Magistratura, sembra tanto un ulteriore tentativo di insabbiare tutto.
Si lasci la procura di Salerno libera di indagare, si ridia l'inchiesta Why Not a De Magistris, gli hanno tolto le carte di mano perchè era arrivato a qualcosa di grosso, di scomodo, era arrivato a toccare gli interessi della politica, ora noi italiani abbiamo il diritto di sapere, vogliamo che i magistrati onesti e integri come lui vengano rispettati e lasciati liberi di lavorare.
Con infinita stima sosteniamo De Magistris e la Forleo.
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