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sabato 7 marzo 2009

LUIGI DE MAGISTRIS, intervistato a raitre il 5 marzo 2009

Quando parla questo grande uomo ascoltiamolo bene in religioso silenzio, perchè parla di diritti calpestati, di giustizia soffocata, di poteri forti che stanno al di sopra della Legge .................. è un autentico eroe dei nostri giorni

lunedì 2 marzo 2009

GIOACCHINO GENCHI, intervista dal blog di Grillo

Gioacchino Genchi dal Blog di Grillo annuncia importantissime rivelazioni sulle verità della storia italiana dalle stragi del '92 ad oggi, dopo essere stato ingiustamente attaccato da tutti coloro che, secondo le sue parole, sono proprio coloro coinvolti nelle ultime indagini dove collaborava con De Magistris prima che ne fosse ingiustamente espropriato.

venerdì 12 dicembre 2008

CARLO VULPIO, altra vittima della censura


Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera, reo di fare troppo bene il suo lavoro, non seguirà più il caso De Magistris (grazie alla segnalazione del blog di Travaglio)...... chiunque diffonde la verità viene allontanato alla stregua di un lebbroso, del resto il controllo dell'informazione che si sta avverando era uno dei punti cardine del piano della P2 della quale Berlusconi faceva parte ...... perciò stiamo molto preoccupati; ecco uno stralcio del suo articolo:

"Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io. E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori. http://www.carlovulpio.it/Lists/Roba%20Nostra/DispForm.aspx?ID=12 Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico. Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito. Con una telefonata, il mio direttore, Paolo Mieli, ha dichiarato concluso il mio viaggio fra Catanzaro e Salerno, Potenza e San Marino, Roma e Lamezia Terme. Un viaggio cominciato il 27 febbraio 2007, quando scoppiò “Toghe Lucane” (la terza inchiesta di de Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”). Un viaggio che mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia. ................"

venerdì 5 dicembre 2008

DE MAGISTRIS, gli italiani sono con te

De Magistris torna all'attacco, grida giustizia, non abbassa la testa, è stato umiliato dalle stesse istituzioni che lui serviva guidato dai suoi nobili principi, ideali di giustizia che vengono prima di tutto, che devono stare al di sopra di ogni potere politico.
La procura di Salerno ora lo sostiene, dalla Calabria si oppongono, e in questo stallo arriva il Quirinale a braccetto con Alfano chiedendo l'aquisizione di tutte le carte, non si capisce perchè la politica debba ergersi a controllo e a moderazione della Magistratura, sembra tanto un ulteriore tentativo di insabbiare tutto.

Si lasci la procura di Salerno libera di indagare, si ridia l'inchiesta Why Not a De Magistris, gli hanno tolto le carte di mano perchè era arrivato a qualcosa di grosso, di scomodo, era arrivato a toccare gli interessi della politica, ora noi italiani abbiamo il diritto di sapere, vogliamo che i magistrati onesti e integri come lui vengano rispettati e lasciati liberi di lavorare.


Con infinita stima sosteniamo De Magistris e la Forleo.