martedì 3 marzo 2009
BEPPINO ENGLARO, intervento telefonico da Piazza Farnese, 21 febbraio 2009
Io dico che la vicenda era solo di competenza della famiglia di Eluana, forte di una sentenza della Corte di Cassazione, a tal proposito pubblico l'intervento del padre di Beppino da Piazza Farnese il 21 febbraio 2009 nella manifestazione organizzata da Micromega "si alla vita, no alla tortura di Stato":
Sentite condoglianze alla famiglia.
PIERO RICCA vs RAFFAELE FITTO, l'arte del non rispondere ai cittadini
Bologna, 12 dicembre 2008 - In occasione del congresso delle Acli a Bologna, Piero Ricca e il suo team vanno a fare qualche domanda a Raffaele Fitto, ministro degli affari regionali, su riforme costituzionali a colpi di maggioranza, giustizia e regole democratiche. Toccano anche il tema della falsa guerra tra procure.
Il giovane promettente ministro Fitto lascia democraticamente parlare gli interlocutori, ma è da notare la sua molto educata maniera nel non rispondere alle domande e nel girare attorno alla verità, una specie di "Sgarbi senza parolacce":
lunedì 2 marzo 2009
INCONTRARE TAVAGLIO E NON SOLO, date di marzo 2009

3mar2009 L'informazione senza filtri. Marco Travaglio a Grugliasco
Grugliasco (TO) - ore 18
3mar2009 Vi racconto perché la giustizia non funziona - Bruno Tinti presenta "La questione immorale"
Torino, Palazzo Nuovo - ore 18
4mar2009 Intervista a Tito Boeri - "Un nuovo contratto per tutti"
Radio Padania - ore 10.30
4mar2009 Marco Travaglio e Gianni Vattimo incontrano gli studenti sul tema "Etica e politica"
Verona - ore 17.20
4mar2009 Bruno Tinti presenta "La questione immorale"
Firenze, Melbookstore via de' Cerretani - ore 18
4mar2009 Marco Travaglio in "Promemoria" - Quindici anni di storia d'Italia
Levico Terme (TN) - Palalevico - ore 21
5mar2009 Bruno Tinti presenta "La questione immorale" con Piercamillo Davigo
Firenze, Polo Scienze Sociali Novoli - Università di Firenze - ore 10
5mar2009 Giorgio Meletti presenta "La paga dei padroni"
C/o Sassari, Libreria Internazionale Koinè - ore 18
6mar2009 Incontro con Marco Travaglio su etica e politica
Savona - ore 17.30
6mar2009 Giorgio Meletti presenta "La paga dei padroni"
C/o Biblioteca comunale di Sarroch (CA) - ore 18.30
6mar2009 Marco Travaglio in "Promemoria" - Quindici anni di storia d'Italia
Genova, c/o Teatro Politeama Genovese - ore 21
6mar2009 Daniele Biacchesi presenta "Fausto e Iaio, trent'anni dopo"
Osnago (LC) - ore 21
6mar2009 Bruno Tinti presenta "La questione immorale"
Reggio Emilia, Scuola di Etica e Politica "Giacomo Ulivi" - ore 21
7mar2009 Giuseppe Lo Bianco presenta "Profondo nero"
Catanzaro, Liceo Scientifico Enrico Fermi - ore 10
7mar2009 Nando Dalla Chiesa e Margherita Rubino intervistano Marco Travaglio
Genova, c/o Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice - ore 17.30
7mar2009 "Democrazia e Università" - Davide Carlucci e Antonio Castaldo presentano "Un paese di baroni"
Jesi, Palazzo della Signoria - ore 18
MARCO TRAVAGLIO, passaparola del 2 marzo 2009
dal blog di Grillo
EL PAIS, articolo sulle ronde di Berlusconi
Ronde cittadine
Pubblicato mercoledì 25 febbraio 2009 in Spagna
[El Pais]
-L’ultima idea di Berlusconi per combattere l’insicurezza criminalizza l’immigrazione
Nei sistemi rappresentativi la tentazione di governare sul filo dei sondaggi d’opinione è crescente. Risulta ancora più attraente quando, come succede a Silvio Berlusconi, si cavalca l’onda del successo popolare. Può diventare una tentazione irresistibile se, come in Italia, si manca di un’opposizione articolata, o addirittura di una qualsiasi opposizione degna di tal nome. Il premier italiano non si caratterizza per il rispetto delle istituzioni, ma dopo la spaccatura del centro-sinistra e le dimissioni di Walter Veltroni, Berlusconi ed i suoi alleati si sentono finalmente d’avere man libera.
Uno dei temi forti del Governo di destra italiano è l’insicurezza nelle città, reale o percepita. Per combatterla ha portato i militari nelle strade di varie città. Ed è proprio a questa inquietudine che risponde l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, con procedura d’urgenza, di un decreto che rende più dure le misure contro la violenza sessuale e l’immigrazione illegale. L’origine del decreto non sta nell’aumento dei delitti a sfondo sessuale compiuti in Italia, che in un anno sono diminuiti di circa un 10%, bensì nel susseguirsi di vari episodi di stupro attribuiti ad immigrati, episodi che hanno emozionato l’opinione pubblica e sono sfociati nell’assalto e nel tentativo di linciaggio di alcuni di questi immigrati, soprattutto rumeni.
Le misure del Governo che, vista la maggioranza assoluta di Berlusconi, termineranno il loro iter parlamentare senza sorprese, innalzano la pena per violenza sessuale ed aumentano il periodo di reclusione degli immigrati nei centri d’identificazione. Ma la più controversa è quella che permette la formazione, su richiesta dei sindaci, di “ronde” formate da cittadini disarmati e volontari, coordinate da delegati del Governo, che avranno come missione quella di avvisare la polizia in caso di necessità.
Le ronde sono un vecchio cavallo di battaglia della xenofoba e rinvigorita Lega Nord, parte della coalizione al potere. Varie associazioni della Polizia hanno denunciato il rischio di vigilantismo insito in questa misura, il cui peggior rischio risulta essere, nonostante tutto, l’implicita criminalizzazione dell’immigrato. L’uso interessato del binomio delinquenza-immigrazione è, oltre che potenzialmente esplosivo, incompatibile con un Stato democratico. Ma la serenità e il rigore non sono il punto forte di un Berlusconi che ha fatto del trasporto emotivo - vedi il caso Eluana - uno dei suoi marchi di Governo.
[Articolo originale]
Leggi anche:
La chiamata alle ronde cittadine in nome della sicurezza
Italia: a causa dell’aumento dei delitti sessuali, propongono la castrazione chirurgica per gli abusatori
Donne forti alle redini di una cittadina decisamente mafiosa
Editoriale - Il manganello di Berlusconi
Ministro chiede la castrazione per gli stupratori
GIOACCHINO GENCHI, intervista dal blog di Grillo
domenica 1 marzo 2009
ALFA E BETA, Simone Falanca
Alfa e Beta è la storia dell’inchiesta aperta dalla procura di Caltanissetta a carico di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, accusati di «reato di concorso in strage per finalità terroristica e di eversione dell'ordine democratico», in pratica di essere i “mandanti esterni” delle stragi di mafia del terribile biennio ’92-’93. Alfa e Beta è la storia di una archiviazione che invece di chiarire ogni dubbio non fa che aumentare le incertezze, le inquietudini: «Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato – scrive il gip Tona – la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell’Utri]. Ciò di per sé legittima l’ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell’Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell’organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori». Ma «la friabilità del quadro indiziario impone l’archiviazione». Anche a Firenze era stata aperta e poi archiviata per scadenza dei termini d’indagine una inchiesta su Berlusconi e Dell’Utri come «mandanti occulti», e il il giudice fiorentino Soresina nell’atto d’archviazione affermò come indiscutibilmente sia esistita «una obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione [Forza Italia]: articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90». Tant’è che nel corso delle indagini «l’ipotesi iniziale [di un coinvolgimento di Berlusconi e dell’Utri nelle stragi] ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità». Il libro Falanca oltre a riportare integralmente il decreto di archiviazione traccia un affresco del contesto storico-politico della stagione delle stragi, ricostruisce uno spaccato credibile e coerente della transizione tra “prima” e “seconda Repubblica”. L’autore, mettendo in fila le dichiarazioni dei “pentiti”, le sentenze, e diverse inchieste giornalistiche, dimostra come dietro quella criptica dialettica al tritolo tra ristretti gruppi d’interesse (di cui conosciamo solo gli autori materiali) non ci sia stata solo una inconfessabile trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato. Le stragi rientravano in una strategia più vasta che prevedeva la destabilizzazione del paese per favorire la nascita di una nuova forza politica che sostituisse la Democrazia Cristiana, partito di governo per 40 anni, letteralmente implosa dopo le indagini sulla corruzione di Mani Pulite. Ed è così che emerge inconfondibilmente il ruolo che hanno giocato i Servizi Segreti italiani ed esteri, la massoneria, i settori deviati dello Stato, eredi di quello Stato parallelo che 20 anni prima avevano insanguinato l’Italia con la strategia della tensione. Alfa e Beta è la storia di una verità che fatica ad emergere, nonostante il grande lavoro degli inquirenti e le recenti scoperte che vanno proprio in direzione del piano di destabilizzazione più vasto. Alfa e Beta è, infine, una storia che ci riguarda tutti, un pezzo della storia italiana che stiamo scoprendo solo ora, nonostante le archiviazioni.