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venerdì 26 novembre 2010

REPORT, puntata del 28 novembre 2010

Girano le pale (video)Nel 2020 l'Italia dovrà avere il 17% dei propri consumi elettrici da fonte rinnovabile e questo perché dobbiamo abbassare le emissioni che alterano il clima. Lo prevede il Protocollo di Kyoto ma soprattutto gli accordi vincolanti decisi dai Paesi europei. Per questo l'Italia da anni sta finanziando lo sviluppo dell'energia pulita e non abbiamo badato a spese. I nostri sono gli incentivi più alti del mondo: nel 2010 raggiungono quota 3 miliardi e 200 milioni. E possiamo considerarci un «laboratorio», visto che le possibili forme di incentivazione le abbiamo sperimentate tutte, dal feed-in premium del fotovoltaico al Certificato Verde dell'eolico. E la corsa continua grazie anche al fatto che non abbiamo ancora un piano energetico nazionale. Terna, la società semipubblica responsabile della trasmissione di energia sulla rete, ha ricevuto un numero impressionante di richieste di allacciamento per nuovi impianti rinnovabili: ci sono 120 mila Mw pronti ad essere autorizzati quando in Italia il picco di potenza richiesta è meno della metà.Insomma anche se siamo partiti in ritardo rispetto agli altri Paesi abbiamo bruciato le tappe: nel fotovoltaico l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, per potenza installata. E nell'eolico pur avendo un territorio limitato e ricoperto dai vincoli, siamo diventati i sesti produttori al mondo. Ci guadagnano le multinazionali ma anche le piccole società di sviluppatori. Siamo stati in Calabria, la Regione che più di ogni altra negli ultimi anni ha aumentato la sua potenza eolica. E ci siamo chiesti se è veramente questa l'industria del vento che dovevamo sviluppare visto che stiamo investendo risorse miliardarie e che le stiamo pagando con la nostra bolletta, che è la più cara del continente.

Con Gomorra di Roberto Saviano il clan dei Casalesi e la camorra dell'Agro Aversano sono diventati fenomeni mediatici di massimo rilievo. Ma Saviano non è l'unico che ha deciso di raccontare questa realtà e di pagarne le conseguenze. Nella redazione casertana del Il Mattino, dal lontano 1985, c'è una giornalista che la storia dei Casalesi la segue giorno dopo giorno e oggi è costretta a vivere sotto scorta, Rosaria Capacchione...(video)

Report torna a occuparsi di Cai, la nuova Alitalia (vedi il video). Dopo 2 anni di volo non sembra ancora una società in espansione: i conti sono in rosso anche se nel 2011 i manager prevedono il pareggio. Tra i soci c'è Carlo Toto che ha conferito l'Airone, con la rotta Roma Milano e 30 aerei, mentre gli altri 70 che aveva ordinato all'Airbus se li è tenuti e li noleggia a Cai, guadagnandoci. Poi c'è ancora da fare i conti con i 3 mld di debiti della vecchia Alitalia scaricati sulle spalle dello Stato. A recuperare qualche euro dovrebbe pensarci il commissario Fantozzi ma quanto ha incassato fino a oggi e a chi sta vendendo quello che è rimasto nella bad company? Poi ci sono gli azionisti e obbligazionisti che riavranno circa il 70% dei soldi investiti grazie alla conversione dei vecchi titoli Alitalia in titoli di Stato. Ma anche per quest'operazione, che graverà sulle spalle dei contribuenti, non tutto fila per il verso giusto e c'è chi ricorre in tribunale. Tutto questo mentre la Procura di Roma indaga sulle responsabilità dei manager nel dissesto Alitalia e ha depositato le prime richieste di rinvio a giudizio sulla presunte irregolarità che avrebbero accompagnato le trattative della vendita della nostra vecchia compagnia di bandiera. Negli atti dei magistrati che ipotizzano il reato di aggiotaggio, spuntano i nomi della cordata Singapore Airlines e di quella dell' ex presidente della corte costituzionale e della Rai, Antonio Baldassarre.

mercoledì 14 gennaio 2009

AIR FRANCE DOMINA IL CIELO EUROPEO, e in Italia vola solo la disinformazione


Riporto due articoli molto eloquenti sul caso ex-alitalia di Barbacetto e di Grillo:


Il gioco dell’oca di Silvio di Gianni Barbacetto
"Se in questo Paese esistesse una stampa libera (e se l'opposizione non fosse impegnata a difendere gli inquisiti, a registrare colloqui imbarazzanti e a discutere se è meglio Grand Hotel, Luxuria o Fagioli), Berlusconi e il suo governo sarebbero inchiodati ai pessimi risultati con cui s'affacciano all'anno nuovo. La crisi economica avanza, la cassa integrazione cresce del 500 per cento (!), la corruzione (bipartisan) imperversa. A dispetto della propaganda, le città non sono affatto più sicure, gli stupri e le aggressioni continuano, gli sbarchi di clandestini sono aumentati.
La vicenda Alitalia, poi, è finita nel modo più ridicolo (o drammatico, dipende dall'umore e dai punti di vista). Alitalia sarà di Air France. Dopo un lungo, faticoso e costosissimo gioco dell'oca, è tornata alla casella di partenza. Ad Air France, come era stato deciso dal governo Prodi e smontato da Berlusconi per poterci fare la campagna elettorale in nome dell'italianità della compagnia di bandiera. Solo che allora Alitalia sarebbe stata comprata (e pagata) da Air France, adesso a pagare siamo noi. Il gioco dell'oca ci è costato 3 miliardi di euro, che pagheremo in tasse, e 5 mila esuberi in più. Un bel risultato, non c'è che dire, una bella cifra per finanziare la campagna tricolore di Berlusconi (e di Tremonti: «Mi commuovo quando all'estero vedo i colori italiani sulla fusoliera dei nostri aerei»). L'italianità svanirà al primo aumento di capitale, in compenso dovremo sborsare 3 miliardi per salvare non Alitalia, che ormai è ridotta all'osso, ma l'Air One di Carlo Toto che stava precipitando a causa dei debiti. E per fare un favore alla Banca Intesa di Corrado Passera, che aveva prestato i soldi a Toto. Complimenti, bel risultato, a spese dei cittadini. Se in questo Paese esistessero una stampa libera e un'opposizione..." (da www.societacivile.it/blog/)

L'Alitalia è francese. Air France ha il 25% del capitale, primo azionista, unico con competenze nel settore, prossimo azionista di maggioranza (accetto scommesse). Berlusconi avrà la Legion d'Onore. Panetta, l'amministratore delegato di Air France, ha risparmiato qualche miliardo di euro rispetto all'offerta fatta a Prodi e ha 10.000 dipendenti licenziati in meno sul gobbo. E nessun concorrente sulla tratta Milano-Roma con la fusione di Alitalia con Air One.Chi paga il conto? Les italiens cocus. (da Beppegrillo.it)
E mentre oggi il tg5 ci ha raccontato che la CAI è partita senza problemi, a dimostrazione che l'unica cosa che vola alta in Italia è la disinformazione di massa, ecco cosa riporta invece l'agenzia ANSA :
Disagi e voli cancellati: partenza nel caos per la nuova compagnia. Assemblee e cortei negli scali.
- CANCELLAZIONI E RITARDI A MILANO. Undici voli cancellati a Linate ed una quindicina di voli in ritardo a Malpensa (con una sola partenza cancellata per motivi tecnici) per assemblee dei dipendenti della Sea che si sono tenute questa mattina tra le sette e le dieci negli aeroporti lombardi. La situazione sta ora tornando regolare.
- PROTESTE ANCHE A FIUMICINO. A Fiumicino corteo del sindacato di base SdL e proteste degli autisti di una cooperativa che fino a ieri ha gestito il trasferimento di piloti ed assistenti di volo da casa al posto di lavoro. Mentre cassintegrati e precari, come già ieri, hanno inscenato il "funerale" della compagnia, con bara e lumini.
- L'ALLEATO FRANCESE. "Air France domina i cieli europei", scrive oggi in prima pagina Le Figaro. Anche se l'accordo di alleanza con la nuova Alitalia poggia su "uno stretto rispetto dell'italianità", ricorda il presidente del gruppo franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, che dall'investimento si aspetta si aspetta "una forte redditività". (da ansa.it)

domenica 2 novembre 2008

ALITALIA, i soldi tolti all'istruzione serviranno per il debito che la "cordata" lascerà a noi cittadini

Alitalia nel caos più totale, trattativa incasinata, regole del libero mercato bypassate grazie al Governo (Air France a suo tempo avrebbe pagato bene accollandosi tutti i debiti e con la previsione di meno esuberi), la banca che deve stimare il valore di acquisto ha al suo interno soggetti presenti anche nella cordata che compra, l'obbligo di non vendere prima di 5 anni tanto sbandierato che non era presente sull'accordo e norma salva manager scoperti appena in tempo (grazie alla Gabanelli), debiti che rimarranno a noi grazie alla divisione in goodcompany e badcompany, e ora l'UE vuole che il prestito ponte di 300 milioni di euro sia messo a carico della badcompany (cioè a noi) così è perso per sempre, infatti trattavasi di prestito e in quanto tale andava restituito allo stato, ma a quanto pare gli imprenditori della CAI non si accolleranno nemmeno quello, e nel frattempo Bossi tira la giacchetta del Cavaliere invitandolo a scendere in campo in prima persona a fianco della CAI ......... a detto bene Travaglio ad Annozero:"ormai la parola conflitto di interessi è una parolaccia da non dire più".

-riporto qui sotto un'agenzia adnKronos:
Sulla vertenza Alitalia ''è ricominciata una campagna mediatica vergognosa che sta distorcendo la realtà ed è tesa a screditare i lavoratori e quei sindacati che hanno deciso di non sottoscrivere la stesura dei contratti''. E' quanto affermano Anpac, Unione piloti, Avia, Anpav e Sdl intercategoriale dopo il no al 'lodo Letta' sui contratti Alitalia. Le sigle che non hanno sottoscritto, spiegano i dindacati, ''non sono rappresentative soltanto di piloti e assistenti di volo come qualcuno vuol far credere, ma sono fortemente presenti anche tra il personale di terra''. Inoltre è ''assolutamente falso che il no sia motivato da pretese riguardanti i permessi/distacchi sindacali ed è bene chiarire che proprio Cgil, Cisl, Uil e Ugl 'godono' di un trattamento speciale in termini di diritti sindacali. Rispetto a questa strumentalizzazione diffidiamo chiunque a continuare con tali calunnie, passibili di denuncia per diffamazione''. Le motivazioni, spiegano i sindacati, ''sono invece tutte concentrate sul numero enorme di esuberi previsti, sulle condizioni di stesura contrattuale che penalizzano i lavoratori oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, sulla condizione dei precari, sulle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori che dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali si troveranno senza lavoro e senza pensione: questa condizione riguarda tutti i lavoratori coinvolti nel progetto Cai, personale di terra, piloti, comandanti ed assistenti di volo''.