martedì 27 ottobre 2009

LIBERA, Napolitano non mi convince

La grande manifestazione Contromafie di Don Ciotti ha visto la straordinaria partecipazione di Napolitano, che ha invitato a fare squadra e ha rivolto un incoraggiamento ai familiari delle vittime di mafia. Io voglio sottolineare che è stata importante la sua presenza, ma devo ricordare che la lotta alla mafia si basa soprattutto sulla denuncia, sul coraggio di parlare, anche quando la verità tocca dei pezzi di Stato, o forse facciamo finta di niente su quello che sta uscendo fuori dalle ultime rivelazioni di Ciancimino sulla trattativa Stato-Cosa Nostra, che ha risvegliato la memoria di Martelli e Violante tanto per dirne un paio che avrebbero dovuto parlare e denunciare 17 anni fa !
Ma dove volevo arrivare? al fatto che poche settimane fa Sonia Alfano, europarlamentare dell'Idv e figlia di una vittima della mafia, si mobilitava con forza per denunciare la situazione dell'Italia dove l'informazione è semilibera e dove il Presidente del Consiglio ha avuto frequentazioni con mafiosi (Mangano, noto boss ora deceduto, soggiornò 2 anni ad Arcore anni fa), e uno è parlamentare Pdl con una condanna di 1° grado sulla testa a 9 anni per associazione mafiosa, un certo Dell'Utri, che guarda caso risulta il referente di Cosa Nostra della trattativa di cui si parla molto in questi giorni, e che guarda caso è anche il creatore di Forza Italia.
E cosa disse pubblicamente il Presidente della Repubblica Napolitano dopo le denunce di Sonia Alfano? Disse che non si doveva fare da cassa di risonanza in Europa dei problemi interni del nostro paese, in altre parole invitava gli europarlamentari dell'Idv a stare zitti che i panni sporchi si lavano in casa, sapendo bene che in casa nostra non si può lavare un bel niente.
Allora io non mi riconosco in un Presidente che si contraddice, e che nelle manifestazioni predica bene, ma dopo bacchetta chi si attiva sul serio. Forse lui e altri politici credono che tutti gli italiani non abbiano più memoria ma non è così. Ciò di cui parlo è nel video sotto, riguardante la manifestazione delle agende rosse di qualche settimana fa.
W Sonia Alfano.

lunedì 26 ottobre 2009

MARCO TRAVAGLIO, passaparola del 26 ottobre 2009

RISPARMIARE SULLA CORRENTE SPEGNENDO GLI STAND-BY, da Report del 25 ottobre 2009

illuminante servizio di Report su quanto ci costano gli stand-by degli elettrodomestici, ho provato subito ed è vero, sono dei consumi inutili che, seppur minimali, bisogna considerare il fatto che sono continui nel tempo, 24 ore su 24, quindi i costi salgono in maniera esponenziale, il servizio parla di possibili risparmi fino a 20€ ogni bolletta (indicativo, dipende da utente a utente).

-Post di aggiornamento (1 novembre 2010)


giovedì 22 ottobre 2009

ANNOZERO, puntata del 22 ottobre 2009

Finalmente Travaglio si lascia andare a un pò di sana collera e zittisce Lupi come meglio non si potrebbe, frase emblematica sullo scudo: "questa è una Legge che favorisce le mafie e io continuo a ripeterlo perchè è vero!"



lunedì 19 ottobre 2009

DANIELE LUTTAZZI, La guerra civile fredda (Feltrinelli)

-Riporto pari pari dal Blog ufficiale di Luttazzi:

Dal 4 novembre in vendita La guerra civile fredda, il mio nuovo libro. Compratelo! E' stato stampato in tutta fretta nella speranza che lo leggiate mentre siete ancora su questo pianeta.

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dalla scheda di presentazione:

Daniele Luttazzi
La guerra civile fredda

Dopo aver introdotto nel dibattito pubblico il concetto di golpe al rallentatore, con cui illustrava, nel 2002, le analogie fra il piano piduista di Gelli e il programma berlusconiano, Daniele Luttazzi aggiorna spregiudicatamente il quadro con l’esame satirico della tappa successiva: la guerra civile fredda.

La “guerra civile fredda” è l’esito del progetto organico, reazionario, fatto di disuguaglianze e gerarchie, che è in atto da un ventennio nel Paese. Ne sono conseguiti, fra l’altro, un aumento del 553% della cassa integrazione, una manovra economica che beffa i ceti medi e un piano federalista che porterà alla divisione fra regioni di serie A (magari da annettere alla Carinzia) e di serie B.

Se risulta paradossale, allora, l’appoggio che col loro voto i cittadini italiani stanno dando alle politiche classiste che da anni li danneggiano, una spiegazione tuttavia c’è.

Che Berlusconi e la Lega continuino a vincere le elezioni; An si fonda col PdL; Di Pietro cresca nei sondaggi; il PD resti inconcludente; Prodi abbia battuto Berlusconi per ben due volte; la Chiesa attragga fedeli da duemila anni; e Grillo riempia i palazzetti e le piazze coi suoi Meet up; lo si deve innanzitutto al potere di una straordinaria tecnica di persuasione: la narrazione emotiva.

Circa trent’anni fa, le strategie del marketing politico USA hanno raggiunto un nuovo livello di consapevolezza con la scoperta, da parte dei think-tank di destra, che l’elettorato non vota in modo razionale, ma in base a suggestioni emotive. Il programma elettorale diventa secondario, se non sai come raccontarlo. Vinci le elezioni (è questo il grande trucco) se lo sai raccontare come una storia: una storia che crei con l’elettore un legame emotivo.

Nella nuova realtà politica, tutta emotiva, la popolarità sostituisce la legittimazione; la vittoria la credibilità; e i sondaggi l’ideologia. Una volta agganciato emotivamente, l’elettore sospende la propria capacità critica e finisce per votare anche chi, a conti fatti, non gli converrebbe.

In questo libro, stimolante e divertentissimo, la satira feroce di Daniele Luttazzi esplora in lungo e in largo i 5 elementi fondamentali della narrazione emotiva con un profluvio di casi tratti dalla cronaca più recente, mostrando come l’analisi narratologica riesca non solo a spiegare certi fatti, ma anche, soprattutto, a prevederli.

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p.s. per chi si è allarmato ("Cos'è, un saggio politico?") non cogliendo la parodia (troppa tv ottunde): vi sbudellerete dalle risate.

(E' un saggio politico.)