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venerdì 12 novembre 2010

indagine Commissione Europea sul fumo nei giovani



MILANO - Gli anni cruciali sono tra 13 e 15. È l’età dello scatto. L’età delle sigarette. La curva dei fumatori si innalza all’improvviso salendo dal 4% (percentuale riscontrata sotto i 13 anni) fino al 19%. È in questa fase che, secondo gli esperti, andrebbero concentrati gli sforzi per svolgere interventi di dissuasione attraverso le scuole: «Le Regioni fanno già molto ma purtroppo non riescono a raggiungere tutte le classi con le campagne di prevenzione», dice Daniela Galeone, che da sempre si occupa di lotta al tabagismo al Ministero della Salute. I dati su giovani e fumo sono stati citati dal ministro Ferruccio Fazio. Lo spunto è il bilancio di "Help, per una vita senza tabacco", iniziativa della Commissione Europea, durata tre anni e rilanciata per il triennio 2009-2011. Colpiscono i numeri italiani, per la prima volta completi perché riguardano tutte le Regioni. Sono stati raccolti con questionari a 73mila ragazzi di terza media e primi due anni di superiori. I dati preliminari stanno per essere pubblicati sul sito http://www.salute.gov.it/, lo studio completo arriverà più avanti.


DONNE PIÙ PERSEVERANTI - Secondo Fazio per avere successo nelle attività di contrasto al fumo è fondamentale il contributo dei giovani che a loro volta potrebbero fare da sponda: «Bisogna convincerli con la persuasione, senza ossessionarli». La ricerca italiana fa parte di un’indagine internazionale promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A 11 anni l’abitudine al fumo è ancora molto lontana. Ammettono di consumare una sigaretta a settimana l’1% dei maschi e lo 0,2% delle femmine. A 13 anni la percentuale aumenta: 4,14% dei maschi, 3,68% delle compagne. Poi il salto, unito a un secondo fenomeno non meno rilevante: tra 13 e 15 anni i maschi diventano il 19,08% e le donne il 18,42%. È l’età del sorpasso. Poi nella fase adulta gli uomini continuano a mantenere la prevalenza ma le donne, pur essendo in minoranza, sono le più perseveranti e difficilmente smettono. Quale può essere il contributo dei diretti interessati alle campagne di prevenzione? Gli esperti ritengono che sarebbe molto importante informarli dei trabocchetti messi in campo dai produttori di tabacco per conquistare il mercato dei più piccoli attraverso pubblicità occulta. La ricerca è stata elaborata dall’università di Torino e ha riguardato altre abitudini degli adolescenti. L’iniziativa Help ha coinvolto 26 Paesi: 26mila spot televisivi, 504 milioni di contatti di navigatori tra 15 e 34 anni nel sito web aperto dalla Commissione nel 2005.




Cominciamo dando ai nostri figli il buon esempio !!!

lunedì 28 gennaio 2008

PRESERVATIVO, non vergognatevi di dirlo ad altavoce

Una tra le cose più imbarazzanti per un ragazzo alle prime armi (ma anche per molti adulti) è entrare in una farmacia e dire: "prendo questi preservativi .......... quant'è?" , meno male che ci sono i distributori automatici.
Io più volte mi ci sono trovato e alla fine dicevo a me stesso che facevo una cosa giusta e andavo tranquillo, anche se c'erano sempre gli sguardi allibiti di qualche signora che stava lì vicino, ma evidentemente il problema era il loro.
Parlando con la gente però ho constatato che sono ancora in molti a fare senza, oppure li usano le prime volte poi magari dopo un mese o due che si frequentano con una nuova partner non li mettono più.
Non va bene per niente, le malattie virali ci sono ancora, e non esiste solo l'AIDS ma ci sono varie patologie anche meno gravi (infezioni, herpes, micosi varie) che non vanno sottovalutate in quanto procurano molti e fastidiosi problemi sia a livello personale sia per la vita sessuale di coppia.


Non da meno è la funzione primaria del preservativo, cioè fungere da anticoncezionale, in quanto è bene fare i figli con la maggiore consapevolezza possibile, e se capitano ..... che siano i benvenuti a questo mondo, però meglio mettere il "cappuccio" che abortire.


Una grossa critica la devo fare alla Chiesa e al Vaticano che, chiusi nella loro ottusità, si intestardiscono a predicare l'astinenza prima del matrimonio, dicendo che è peccato avere rapporti liberi e usare gli anticoncezionali, non rendendosi conto che l'atto sessuale fa parte della crescita di un giovane e prima o poi ne sentirà l'esigenza e lo farà senz'altro, ed è un bene che i giovani imparino ad amarsi nel modo giusto, sperimentando in sieme le loro sessualità proteggendosi il più possibile;

se la Chiesa volesse bene ai nostri figli che cominci a scendere dal suo piedistallo e si renda conto che per i giovani lo stimolo sessuale è un fiume in piena .... non si può arginare con le loro parole che sanno di muffa ma bisogna insegnargli il modo giusto di farlo scorrere senza provocare danni.

Un applauso quindi alla campagna televisiva sulla prevenzione dell'AIDS promossa dal Ministero della Salute con Ambra Angiolini come testimonial.