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giovedì 17 marzo 2011

i TFR del Fondo Tesoreria vengono usati a nostra insaputa

Sfogliando il Fatto di oggi (17 marzo 2011), ho trovato un articolo di Salvatore Cannavò che parla di un indagine della Corte dei Conti sull'uso dei tfr versati al fondo tesoreria che sono stati prelevati dal Ministero del Tesoro per farci un pò di tutto (ammortamento mutui enti locali,gratutità libri testo, lavoratori socialmente utili comune Napoli), tranne quello a cui erano destinati dalla Legge del 2007 (interventi infrastrutturali e investimenti pubblici).
In pratica pare che il Tesoro abbia prelevato fin'ora circa 15 miliardi di euro e lo farà anche in futuro.
Ora io faccio un ragionamento per assurdo, se domani tutti i lavoratori che non hanno fatto i fondi integrativi, cioè che versano il tfr nel fondo tesoreria, si licenziassero, non ci sarebbero i soldi delle liquidazioni perchè il governo li ha prelevati senza dire nulla.
Nel 2007 chi ha aderito ai fondi integrativi (me compreso, che ho aderito al fondo gommaplastica) sembrava aver fatto la scelta più azzardata, ma dopo questa notizia possiamo dire che anche chi ha scelto il fondo tesoreria non ha il controllo della propria liquidazione, che viene usata e gestita da Tremonti.
Con il fondo integrativo, nonostante tutto, hai il solo problema di farti versare i soldi dal datore di lavoro, e spesso nelle piccole realtà non lo fa, ma è comunque garantito dall'INPS in caso di controversie; sono sempre rotture di coglioni, ma puoi seguire online i contributi e i rendimenti; invece il tfr versato al fondo tesoreria non è verificabile così facilmente, sulla busta paga hai il dato cumulativo, ma i soldi, materialmente parlando, provate un pò a vedere se riuscite a trovare dove stanno, dove si trova sto fondo tesoreria? come si fa a vedere la propria posizione di accumulo? provate a cercare anche all'INPS, ma sarà difficile avere risposte chiare, e ora abbiamo capito il perchè: perchè tutti i soldi dei tfr vengono abbondantemente usati a vostra insaputa.
In buona sostanza: o di qua o di la ce l'abbiamo sempre nel culo noi operai !

venerdì 12 novembre 2010

indagine Commissione Europea sul fumo nei giovani



MILANO - Gli anni cruciali sono tra 13 e 15. È l’età dello scatto. L’età delle sigarette. La curva dei fumatori si innalza all’improvviso salendo dal 4% (percentuale riscontrata sotto i 13 anni) fino al 19%. È in questa fase che, secondo gli esperti, andrebbero concentrati gli sforzi per svolgere interventi di dissuasione attraverso le scuole: «Le Regioni fanno già molto ma purtroppo non riescono a raggiungere tutte le classi con le campagne di prevenzione», dice Daniela Galeone, che da sempre si occupa di lotta al tabagismo al Ministero della Salute. I dati su giovani e fumo sono stati citati dal ministro Ferruccio Fazio. Lo spunto è il bilancio di "Help, per una vita senza tabacco", iniziativa della Commissione Europea, durata tre anni e rilanciata per il triennio 2009-2011. Colpiscono i numeri italiani, per la prima volta completi perché riguardano tutte le Regioni. Sono stati raccolti con questionari a 73mila ragazzi di terza media e primi due anni di superiori. I dati preliminari stanno per essere pubblicati sul sito http://www.salute.gov.it/, lo studio completo arriverà più avanti.


DONNE PIÙ PERSEVERANTI - Secondo Fazio per avere successo nelle attività di contrasto al fumo è fondamentale il contributo dei giovani che a loro volta potrebbero fare da sponda: «Bisogna convincerli con la persuasione, senza ossessionarli». La ricerca italiana fa parte di un’indagine internazionale promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. A 11 anni l’abitudine al fumo è ancora molto lontana. Ammettono di consumare una sigaretta a settimana l’1% dei maschi e lo 0,2% delle femmine. A 13 anni la percentuale aumenta: 4,14% dei maschi, 3,68% delle compagne. Poi il salto, unito a un secondo fenomeno non meno rilevante: tra 13 e 15 anni i maschi diventano il 19,08% e le donne il 18,42%. È l’età del sorpasso. Poi nella fase adulta gli uomini continuano a mantenere la prevalenza ma le donne, pur essendo in minoranza, sono le più perseveranti e difficilmente smettono. Quale può essere il contributo dei diretti interessati alle campagne di prevenzione? Gli esperti ritengono che sarebbe molto importante informarli dei trabocchetti messi in campo dai produttori di tabacco per conquistare il mercato dei più piccoli attraverso pubblicità occulta. La ricerca è stata elaborata dall’università di Torino e ha riguardato altre abitudini degli adolescenti. L’iniziativa Help ha coinvolto 26 Paesi: 26mila spot televisivi, 504 milioni di contatti di navigatori tra 15 e 34 anni nel sito web aperto dalla Commissione nel 2005.




Cominciamo dando ai nostri figli il buon esempio !!!