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martedì 25 ottobre 2011

è giusto alzare l'età pensionabile?

Berlusconi vorrebbe farci andare in pensione più tardi, con la scusa che ce lo chiede l'Europa, ma lasciando perdere per un attimo il nostro "pagliaccio di Stato", è giusto che noi andiamo in pensione all'età in cui ci va un tedesco o un francese?
In teoria si, ma ......
-quando io, che faccio l'operaio, per tutta la mia vita lavorativa percepirò uno stipendio alto come quello di un operaio tedesco;
-quando le mie condizioni di lavoro saranno paragonabili a quelle di un tedesco per tutto l'arco della mia vita lavorativa;
-quando avrò servizi pubblici e sanitari efficienti come quelli di un tedesco;
-quando mia figlia avrà scuole all'altezza di quelle dei bambini tedeschi;
-quando, se dovessi perdere il lavoro avrò sempre la giusta assistenza dallo Stato come un tedesco, mentre qui in Italia chi ha gli ammortizzatori sociali si salva e chi non ce li ha può andare a fanculo a morire di fame ......
.... quando tutte queste condizioni dovessero essere realizzate (e la cosa pare davvero impossibile) allora anch'io accetterò di buon grado la stessa età pensionabile che c'è in Germania, altrimenti no.

domenica 27 marzo 2011

e le scorie? l'Italia ne è piena


Ma ci rendiamo conto che l'Italia è ancora piena di scorie del vecchio nucleare di vent'anni fa? e il governo vorrebbe ricominciare, ma di queste scorie radioattive non parla mai .... governo paraculo. di seguito l'articolo a riguardo del Fatto:

-Centrali sì, centrali no? Il vero problema è la monnezza nucleare che rimane, di cui non ci si occupa e che preoccupa. Dunque quando si parla di nucleare bisogna ricordare che le questioni che si aprono vanno poi anche chiuse. A lanciare l’allarme è il responsabile di Greenpeace Italia Pippo Onufrio.

Semplificando: esistono due categorie di scorie radioattive. Una, in termini quantitativi, rappresenta il 90 per cento con un tasso di radioattività del 10 per cento. Secondo le linee guida dell’agenzia atomica di Vienna andrebbe costruito un deposito di superficie vincolato per tre secoli (se fosse stato costruito al tempo dell’ Unità d’Italia saremmo a metà dell’opera). Mentre l’altra (denominata categoria tre) in termini di volume è solo il 5 per cento ma contiene il 90 per cento della radioattività. Per queste ultime, ad oggi, non esiste ancora alcuna soluzione. In Italia poi si complicano, perché come spiega Onufrio, “buona parte dei rifiuti si trova all’interno di impianti posizionati vicino all’acqua e dunque con un ancora maggiore pericolo di contaminazione con l’ambiente esterno. In questa situazione totalmente fuori controllo come si può anche solo tentare di rilanciare il nucleare?”. Ci sono però altri pericoli. Un esempio? “ Gli ottanta bidoni di scorie liquide, altamente pericolose, conservate a Saluggia e che pare non interessino a nessuno di quelli impegnati a promuovere il nucleare e contemporaneamente affossare la promozione di fonti rinnovabili”.

Riassumendo: cosa c’è di nucleare in Italia oltre ai quattro reattori dimessi (Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Latina)?

Ecco la situazione – aggiornata al 21 agosto 2009 – ricostruita attraverso Greenpeace.

Caorso. Il reattore nucleare, originariamente destinato alla produzione di energia elettrica, venne arrestato nel 1988. Da allora rimangono stoccati 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (pari a 187 tonnellate).

Latina. Il reattore nucleare modello Gcr venne fermato nel 1986 contiene circa 900 mc di scorie radioattive.

Garigliano (Caserta). Il reattore nucleare del Garigliano destinato alla produzione di energia elettrica venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura, ad oggi contiene circa 2.200 mc di scorie radioattive.

Saluggia (Vercelli). Il centro nucleare di Saluggia, per ritrattamento del materiale radioattivo, venne fermato nel 1983. Oggi è utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi. Si parla di 1.600 mc di scorie radioattive e 53 elementi di combustibile irraggiato (2 tonnellate). È gestito da Fiat-Avio.

Da non dimenticare poi anche i depositi per la raccolta di materiale a bassa radioattività e sorgenti radioattive dimesse come Compoverde (Milano), “Controlsonic” (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito “Crad”, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito “Gammatom” altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e “Protex”: impianto-deposito contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattività. Nel deposito nucleare “Sorin” gli mc sono sempre 1.000 stessa quantità è stoccata al centro “Cemerad” in funzione.

Ispra. Gli impianti del centro nucleare Ccr-Ispra comprendono: il reattore nucleare di ricerca “Ispra 1” ed “Essor”, attualmente in fase di disattivazione. Assieme ad altri sistemi, complessivamente, stiamo parlando all’incirca di 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.

Legnaro (Padova). Impianto destinato alla ricerca universitaria, contiene poche decine di mc di rifiuti radioattivi e qualche decina di elementi di combustibile irraggiato.

Trino Vercellese. Nel reattore nucleare Pwr di Trino Vercellese creato per produrre energia elettrica (arrestato nel 1987) ad oggi rimangono stoccati 780 mc di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (pari a 14,3 tonnellate).

Rotondella (Matera). Costruito come impianto pilota del “ciclo U-Th” subì però l’interruzione nel 1978. È gestito dall’Enea vi sono stoccati circa 2.700 mc di scorie ma soprattutto 64 elementi di combustibile irraggiato (1,7 tonnellate) provenienti da una centrale nucleare Usa.

Bosco Marengo (Alessandria). Questo centro nucleare fu costruito per la fabbricazione di combustibile per reattori è in fase di disattivazione ma contiene circa 250 mc di rifiuti radioattivi.

Pavia. Il reattore nucleare “Lena” dell’Università di Pavia usato per la ricerca è in funzione e contiene poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Milano. Il reattore nucleare “Cesnef” usato per la ricerca è in funzione. Anche qua sono presenti poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Montecuccolino (Bologna). Questo reattore nucleare è gestito dall’Enea ed è in fase di disattivazione.

Pisa. Centro “Cisam” per la ricerca militare. È in fase di disattivazione e contiene pochi mc di rifiuti radioattivi oltre ad elementi di combustibile irraggiato.

Casaccia (Roma). Esistono diverse attività tra le quali: l’impianto di trattamento e deposito di rifiuti radioattivi, attualmente in esercizio, dove sono stoccati circa 6.300 mc di rifiuti ai quali si aggiungono quelli dell’impianto “Plutonio” (60mc), “Opec1” utilizzato “per le celle calde per esami post irraggiamento”, non è attivo, ma viene usato per lo stoccaggio di rifiuti nucleari.

Infine c’è “Triga”, attualmente attivo, che contiene 147 elementi di combustibile irraggiato.

da Il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2011

martedì 4 novembre 2008

BARACK OBAMA, il mondo intero col fiato sospeso per la svolta alla Casa Bianca

Sarà Obama l'uomo del cambiamento? Bella domanda, le aspettative sono così enormi che non è pronosticabile quanto di buono riuscirà a fare il primo Presidente degli Stati Uniti d'America nero se uscirà vincitore dalle votazioni.
Io sono quasi certo che vincerà lui, e mi auguro che dal suo insediamento possa partire un'inversione di tendenza dell'economia americana che con la sua crisi sta contagiando tutto il mondo, spero che da lui parta un periodo di miglioramento per tutti, vista la disastrosa situazione in Italia delle aziende che chiudono lasciando senza lavoro sempre più persone.

Un'altra aspettativa di cui è investito è quella di vedere meno interventi militari USA nel mondo, che sono stati spesso pretestuosi e sconsiderati .... ricordiamoci l'ultima guerra in Iraq motivata dalla presunta presenza di armi di distruzione di massa succesivamente mai trovate.

Il suo compito non sarà facile, ma in questo momento è l'unico che lo può fare.