venerdì 14 gennaio 2011
noto politico italiano indagato per concussione e prostituzione minorile
w la figa
giovedì 13 gennaio 2011
Costituzione batte Berlusconi 12-3
mercoledì 12 gennaio 2011
nucleare? una partita truccata

la campagna pubblicitaria lanciata dal Forum nucleare è ovunque. Lo spot della partita a scacchi viene trasmesso in tv, è affisso sui pannelli pubblicitari di strade e stazioni, sulle pagine dei principali quotidiani e sui rispettivi siti web. E in radio.
È un esempio di raffinata manipolazione dell’informazione: propinare falsità sotto un apparente tono “equidistante”. Un’operazione finanziata per milioni di euro dalle aziende filonucleari. Ma è davvero molto semplice svelare le bugie nucleari dello spot.
Scorie. Secondo la voce pro nucleare le scorie prodotte sarebbero poche, «una pedina a testa» e «si possono gestire in sicurezza». Peccato che se si sommano le teste si ottengono tonnellate di scorie e che in nessuna parte del mondo, dopo 60 anni e miliardi di dollari di investimenti, sono riusciti a sviluppare una gestione in sicurezza delle scorie.
Energie rinnovabili. La voce pro sostiene ancora che tra cinquant’anni, quando le fonti fossili si saranno esaurite, le rinnovabili potrebbero non bastare. Qui c’è una doppia bugia. Primo, tra cinquant’anni anche l’uranio estraibile sarà agli sgoccioli. Secondo, uno scenario energetico totalmente basato sulle rinnovabili è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e di fonte industriale.
Non possiamo competere con gli investimenti pubblicitari di Forum Nucleare & Co. per contrastare questo “bombardamento mediatico nucleare”. L’indipendenza economica è uno dei valori fondamentali di Greenpeace. Per far circolare la nostra informazione, possiamo puntare solo sulla tua partecipazione.
Leggi il blog, diffondilo tra tutti i tuoi contatti e pubblicalo sul tuo profilo Facebook.
Giuseppe Onufrio (Direttore esecutivo di Greenpeace Italia)
e leggete anche il seguente articolo dal Fatto Quotidiano che ci spiega chi ha pagato lo spot:
Lo spot atomico finto-neutrale
Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per l'informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Edf
Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.Testa conosce l’argomento. L’E-nel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.Lo spotCreato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati.Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.Il casoLo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane.I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul “supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum”.da Il "Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2011"
martedì 11 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
ultimi consigli di Beppe Scienza per il 2011
- Pubblico di seguito la mail ricevuta da Beppe Scienza riguardo ad ALITALIA, ARGENTINA e ALTROCONSUMO
Poco prima di fine 2010 la Banca d'Italia ha consegnato i titoli di stato agli obbligazionisti Alitalia (e anche azionisti!), che avevano accettato questa specie di rimborso. In particolare circa 71 euro nominali di Ctz 31-12-2012 per ogni 100 delle vecchie obbligazioni. La quotazione in Borsa è stata immediata, smentendo così la tesi strampalata della stampa economica italiana e in particolare del settimanale il Mondo, secondo cui non si sarebbero potuti vendere fino alla scadenza.
Poche settimane prima si era conclusa anche la seconda offerta pubblica di scambio dell'Argentina, una riapertura di quella del 2005, a condizioni peggiori. E' stata una specie di ciambella di salvataggio lanciata a quei poveracci che l'avevano rifiutata, dando retta alla ditta Altroconsumo (presieduta da Paolo Martinello), alla Federconsumatori (responsabile per finanza e assicurazioni Francesco Avallone), alla para-bancaria Task Force Argentina (presidente Nicola Stock) ecc.
E' proprio vero che i risparmiatori italiani devo guardarsi anche dai loro sedicenti difensori e non solo dalle banche, assicurazioni e promotori.
Per maggiori dettagli si veda il mio articolo del 2-1-2011 per Cadoinpiedi.it (vedi: http://www.cadoinpiedi.it/2011/01/02/alitalia_altroconsumo.html ) e quelli su Repubblica: «Rimborsi obbligazioni Alitalia: il Tesoro fa il bel gesto, ma se ne scorda per un anno» (27-9-2010, Affari & Finanza p. 20) e «Quanto si è ripreso sui bond argentini» (22-11-2010, Affari & Finanza p. 20), scaricabili dall'indirizzo www.beppescienza.it.
"IL TFR NON VA IN PENSIONE"
E' il titolo della tavola rotonda organizzata, accogliendo una mia idea, dalla Fondazione CRT. L'iniziativa, che ovviamente giudico molto interessante, è aperta al pubblico e avrà luogo a Torino dalle ore 17 di mercoledì 19 gennaio 2010 in via XX Settembre 31. Sarà l'occasione per fare il punto sui motivi per cui la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani si è tenuta il TFR e/o il TFS, anziché affidarlo all'industria della previdenza integrativa. Seguirà una comunicazione più dettagliata la settimana prossima.
BUONI POSTALI INDICIZZATI ALL'INFLAZIONE
Anche per il mese di gennaio 2011 appare conveniente riscattare i buoni fruttiferi postali indicizzati all'inflazione del nuovo tipo e in particolare quelli di ottobre e novembre 2010 (serie J05 e J06) per passare a quelli in emissione. Restano infatti sostanzialmente valide e in parte rafforzate le valutazioni numeriche su tale concambio, nonché i confronti coi Btp-i e col TFR, del mio articolo «Buoni postali e inflazione, meglio cambiare» su Repubblica (13-12-2010, Affari & Finanza p. 26), anch'esso scaricabile da www.beppescienza.it.
Saluti,
Beppe Scienza
Università di TorinoDipartimento di Matematicavia Carlo Alberto 1010123 Torinotel. 011-670-2906fax 011-670-2878