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lunedì 22 novembre 2010

non toccate il 5 per 1000


Sottoscrivi l'appello in difesa del 5 per 1000 su http://www.iononcisto.org/.
Se entrerà in vigore la nuova "Legge per la stabilità" che mette un tetto al 5 per 1000, tutte le organizzazioni del terzo settore subiranno un taglio dei fondi del 75%.Negli scorsi giorni, i giornali hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità". Tale legge limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 per 1000" con una riduzione del 75% rispetto all'importo dell'anno precedente. Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che aiutano i paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero.Tagliare i fondi a disposizione del "5 per 1000" significherebbe anche limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della legge di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 per 1000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.
Ti chiediamo una mano: per dare più forza alla nostra richiesta serve anche la tua firma. Se sei d'accordo con noi, sottoscrivi l'appello su http://www.iononcisto.org/ e aiutaci a diffondere la notizia.

mercoledì 9 gennaio 2008

MOBBING, strumento di distruzione della psiche umana


Che cos'è e come si manifesta non sono in molti a saperlo, è come una vera e propria patologia legata agli ambienti di lavoro dipendente, e quando ti accorgi di esserne vittima vuol dire che ci sei già dentro fino al collo, e allora scopri che cosa vuol dire e che è una pratica purtroppo molto diffusa.In parole povere si è in presenza di mobbing quando un lavoratore dipendente ha un problemino con il datore di lavoro o con un diretto superiore (diverbio, lite, ferie non concesse, richiamo verbale riguardante l'operato ..... i casi possono essere molti) e magari il giorno dopo si trova spostato di mansione (spesso meno gratificante) senza motivazioni reali, oppure cambiato di turno, addirittura qualcuno viene degradato a fotocopiatore fisso senza dover fare altro; poi c'è il secondo passo, e cioè viene letteralmente marcato a uomo passo-passo rendendogli la vita impossibile facendo sì che anche i colleghi lo comincino ad isolare per non subirne di riflesso le conseguenze negative; e qui si noterà che l'80% delle persone preferisce tenersi alla larga piuttosto che essere solidali, mentre il 19% dei colleghi addirittura si presta al gioco del padrone facendo il doppio gioco, e l'un per cento che rimane direte voi? Beh' quello rappresenta l'unico amico vero che pochissimi fortunati possono vantare sul lavoro, ed è veramente raro.
In pratica il lavoratore viene messo in condizioni psicologiche terribili da sopportare fino al punto che si licenzia, solo i più forti di carattere riescono a reagire sopportando tutto questo e controbattendo colpo su colpo alle provocazioni stando attenti a non commettere errori come ad esempio mettere le mani in faccia a qualcuno che porterebbero al licenziamento diretto.
Io ho passato un periodo simile e vi assicuro che è tremendo, non avevo neanche voglia di svegliarmi la mattina per il pensiero di entrare nella fabbrica, poi tenendo duro è passato, un pò grazie a varie lotte personali un pò grazie al tempo che aiuta a sbiadire un pò tutto e un pò aspettando che i vari personaggi disonesti si occupassero di altro, il tutto senza dover ricorrere alla denuncia per fortuna, ma spesso sono stato sul punto di cedere a livello emotivo.In quei frangenti la cosa che mi ha fatto più male è stata l'indifferenza di molti colleghi e il doppio gioco dei sindacalisti cgil, cisl e uil che non hanno mosso un dito solo perchè avevo la tessera cobas.
L'ultima considerazione che bisogna fare è che in questi casi sono più fortunati gli operai come me che durante l'orario di lavoro possono bene o male dedicarsi alla propria linea di produzione, mentre immagino che se la passino più male gli impiegati che in ufficio open space non sanno come scrollarsi di dosso la pressione e gli sguardi addosso per otto interminabili ore.
La Legge proibisce tutto questo, la dignità sul posto di lavoro va rispettata, se un operaio fa qualcosa di sbagliato il datore può fare una lettera di richiamo alla quale l'operaio può fare ricorso ma nessuno ha il diritto di massacrare psicologicamente un'altro essere umano.