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mercoledì 13 aprile 2011

processo breve ... e vergogna infinita

Questa maggioranza ignobile approva il provvedimento che assicura l'impunità per Berlusconi. Mi viene da vomitare.

lunedì 17 gennaio 2011

Berlusconi, discorso al tg5 del 16 gennaio 2011

Questo messaggio di Berlusconi al tg5 sarà ricordato come l'ultimo disperato tentativo di un dittatore di salvarsi il culo di fronte allo sdegno di un'intera nazione, impossibile commentarlo, nove minuti di balle e di ipocrisia senza contraddittorio dal tg di famiglia, un discorso per gonzi, creduloni e sprovveduti.
Da notare una finezza nello sfondo, per infondere al pubblico l'immagine di buon padre di famiglia, le foto sugli scaffali raffiguranti scene con famigliari e nipoti vari tenuti per la mano da Silvio.
Penso proprio che ci siamo, l'atto finale è appena andato in scena, fra poco l'Italia tornerà un paese libero, cioè senza Berlusconi, chiunque ci sarà dopo di lui sarà migliorativo, mi va bene anche una scimmia che messa davanti ad una tastiera schiacci i bottoni a caso che produrrebbe sicuramente leggi e riforme migliori di questo osceno governo.

mercoledì 29 settembre 2010

Berlusconi, lo stupratore della democrazia

Finalmente faccia a faccia, Di Pietro recita il più bello e coraggioso discorso che nessuno ha mai osato fare a Berlusconi. Magistrale, un'opera d'arte, un vero e proprio atto d'accusa contro il dittatore. Bravo Tonino.

sabato 14 marzo 2009

CHE GUEVARA, difendere l'ideale della libertà fino alla morte

Ho appena letto "Che Guevara - La più completa biografia" di Roberto Occhi e devo dire che mi ha appassionato tantissimo, la maggior parte della gente sa poco o nulla di questo grande eroe, infatti lo si può vedere stampato in mille occasioni, foto, poster, è usato anche come icona da certe tifoserie, ma poi quasi nessuno sa veramente chi era il "Che" e perchè è così importante per tantissima gente in tutto il mondo ancora oggi, oltre quarant'anni dopo il suo assassinio.
Ernesto Guevara De La Serna era nato in Argentina il 14 giugno 1928, gran studioso frequenta l'Università ed effettuerà molti viaggi nell'America Latina dove toccherà con mano la miseria e la povertà delle popolazioni sottomesse alle dittature e all'imperialismo statunitense, infine diventerà medico.
Lui studiava molto, leggeva continuamente, parlava benissimo il francese e si unì a Fidel Castro per liberare Cuba dalla dittatura di Batista; missione portata a termine trionfalmente soprattutto grazie al suo contributo come comandante della "colonna otto" dei ribelli che entrò a Santa Clara per la battaglia decisiva.
Lui era ammirato da tutti, la sua fama lo precedeva fra i villaggi che man mano venivano liberati, lui non era un ufficiale qualunque, lui era l'esempio per tutti, il suo egualitarismo era impressionante, non voleva privilegi, si sedeva al tavolo con la truppa, fra un'imboscata e l'altra insegnava loro a leggere e scrivere, divideva tutto ciò che aveva con gli altri, disprezzava il denaro in ogni sua forma ed infatti ne era sempre sprovvisto; durante i combattimenti trattava i prigionieri con dignità e rispetto, curandoli sempre e liberandoli subito dopo senza condizioni.
Una volta liberata Cuba diventò anche ministro dell'economia e contribuì ad alfabetizzare la popolazione e i bambini; poco dopo sentì il bisogno di andare a liberare altri paesi sottomessi all'imperialismo, infatti per lui non era un problema solo di Cuba, ma era globale ........ cioè era convinto che tutti i popoli della terra dovessero liberarsi dalle dittature filo americane, voleva creare molti Vietnam in tutto il mondo.
Emblematico ed emozionante il discorso ai lavoratori cubani nel '64, dove già si intuiva dalle sue parole che il suo destino lo avrebbe portato nel Congo per la sua idea di rivoluzione a 360°



La sua missione di inseguire la Rivoluzione come concetto di combattere ogni ingiustizia ovunque essa si manifesti lo porterà a combattere in Congo senza successo non per causa sua ma per l'indolenza dei ribelli congolesi, e in Bolivia dove troverà la morte tradito dal partito comunista boliviano il quale, promettendogli appoggio prima e boicottandolo poi, lo consegnerà di fatto alla CIA e da Washington arriverà il messaggio che Guevara deve essere ucciso.



Il soldato che fu designato per assassinarlo entrò nella stanza ed era visibilmente teso ed esitava, tale era il peso dell'esecuzione che doveva compiere, il Che stava seduto atterra con le mani legate, lo guardò e gli urlò: "dispara, cojudo, dispara! cierra los ojos y dispara!" (spara, coglione, spara! chiudi gli occhi e spara!). Ora è per sempre nella leggenda e nei nostri cuori.

Hasta la victoria siempre! o patria o muerte!