domenica 17 maggio 2009

MARA CARFAGNA, incontro con Piero Ricca

Ricca interpella Mara Carfagna, che fugge in una libreria aspettando la sua macchina, il tutto senza aprire bocca, senza il coraggio di una risposta.


MAURIZIO GASPARRI, intervistato da Qui Lecco Libera

Gasparri , con la sua nota straffottenza, non risponde alla domanda sulla sua Legge che favorisce Mediaset e dà del cretino all'intervistatore che non è ritenuto degno di risposta, abbiamo una classe politica indecente.

VATICANO S.P.A., Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)


Si apre per la prima volta sul web e nella storia del Vaticano l’archivio di un monsignore. Dalle mura leonine filtrano migliaia e migliaia di documenti sugli affari finanziari dell’Istituto opere di religione, la banca della Santa Sede, l’impenetrabile Ior che ogni anno offre i suoi utili alla gestione diretta del Santo Padre. 
Lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici, missive tra le più alte autorità d’Oltretevere su come il denaro, “sterco del demonio”, sia talvolta gestito in modo spregiudicato da prelati, presuli e cardinali. Ovvero, oltre 4 mila documenti che costituiscono l’archivio di un testimone privilegiato: monsignor Renato Dardozzi, parmense nato nel 1922, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e, soprattutto, per vent’anni uno dei pochi, pochissimi consiglieri dei cardinali che si sono succeduti alla Segreteria di Stato, da Agostino Casaroli ad Angelo Sodano. 
Dardozzi ha voluto che dopo la morte, avvenuta nel 2003, il suo sterminato archivio diventasse pubblico. Così dopo anni di ricerche, è ora in libreria il libro-inchiesta (Vaticano Spa, Chiarelettere, 15 euro) che rilegge dalle carte del Vaticano alcuni passaggi cruciali di quegli anni: le tangenti della Prima Repubblica, i soldi a Bernardo Provenzano e Totò Riina, somme passate dai caveau dello Ior inquietando non solo la Segreteria di Stato, ma anche Giovanni Paolo II, e determinando intrighi e congiure tra stucchi, velluti e soprattutto nei silenzi dei palazzi apostolici.

Dall’Ambrosiano a Enimont, quindi, dai ricatti alle truffe, dalle tangenti alle minacce: per ogni questione Dardozzi raccoglieva documentazione e appunti, li custodiva in apposite cartelline gialle classificate nell’archivio. Si è così costituita un’incredibile memoria storica che ora svela come un ufficio “affari riservati” all’interno del Vaticano, un’unità di crisi, abbia operato per raddrizzare o mettere a tacere le vicende finanziarie più imbarazzanti e tormentate negli anni di Wojtyla, appena sopite le trame dell’arcivescovo Paul Casimir Marcinkus e dell’Ambrosiano di Roberto Calvi.

Dall’archivio Dardozzi emerge che un fiume di denaro, tra contanti e titoli di stato, veniva veicolato in una specie di Ior parallelo, una ragnatela off shore di depositi paravento intestati a fondazioni benefiche inesistenti e dai nomi assai cinici (“fondazione per i bambini poveri”, “Lotta alla leucemia”), una ragnatela costruita in segreto per anni da monsignor Donato De Bonis, ex segretario e successore di Marcinkus, nominato da Casaroli prelato dello Ior. Il sistema viene avviato nel 1987 per assicurare un discreto passaggio del testimone da un Marcinkus, ormai sulla via del tramonto, a chi, proprio come De Bonis, doveva mutuare le esperienze passate con le esigenze più riservate della clientela degli anni ’90. E così lo Ior occulto ha continuato a prosperare per anni sfuggendo anche all’attuale presidente dello Ior, Angelo Caloia, espressione della finanza bianca del nord.

Sono 17 i conti principali sui quali De Bonis “opera sia per formale delega – si legge nel report inviato da Caloia a Wojtyla nell’agosto del 1992 quando la banca parallela inizia ad emergere – sia per prassi inveterata”. Tra l’89 e il ’93 vengono compiute operazioni su questi depositi per oltre 310 miliardi, circa 275,2 milioni di euro di oggi. Ma sono i movimenti in contanti a sorprendere: secondo una stima prudenziale, superano i 110 miliardi (97,6 milioni di euro di oggi). Bisogna poi aggiungere l’intensissima compravendita di titoli di Stato: in appena un biennio su questi conti riservati transitano tra i 135 e i 200 miliardi di cct. Dai documenti emerge che su uno di questi conti aveva la firma l’ex presidente Giulio Andreotti. Il deposito era intestato alla “Fondazione cardinale Francis Spellman”. (da chiarelettere.it)

Al post originale sono a disposizione  documenti segreti, e ne verranno pubblicati altri in futuro.

REPORT, puntata del 17 maggio 2009

La puntata si intitola ''CARNE'' di Michele Buono e Piero Riccardi.
RIVEDI LA PUNTATA INTEGRALE


In Italia siamo 60 milioni di abitanti e consumiamo circa un centinaio di chili di carne a testa, per lo piu'come in Europa e negli Stati Uniti. E cosi' per soddisfare i nostri appetiti macelliamo circa 500 milioni di polli all'anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini, ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Ma sul pianeta Terra viviamo in 6 miliardi e mezzo e gia' adesso in molti muoiono di fame, altri che la carne la vorrebbero ma non possono permettersela. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, si potra' produrre carne per tutti? C'e' chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell?intero parco auto del pianeta. Per produrre un chilo di carne di bovino si consumano 15.000 litri di acqua e cereali per dieci volte il peso dell'intero animale - cereali che potrebbero sfamare molte piu' persone - Non basta. Piu' della meta' degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, ma poi aumentano anche ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e le malattie umane da benessere come le patologie coronariche, il diabete, l' obesita' che derivano anche da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano le acque e non sappiamo piu' dove mettere.
Il paradosso e' che piu' si produce carne a basso costo, grazie a questo modello di allevamento industrializzato, e piu' aumentano i costi per l'ambiente, e l'agricoltura e' la prima vittima di un paradigma economico che non regge piu'. Eppure le soluzioni ci sarebbero, andrebbero pero' attuate subito, prima che sia troppo tardi.


Per la rubrica Com'e' andata a finire? andra' in onda ''CARA POLITICA'' ? Aggiornamento del 19 novembre 2006 di Bernardo Iovene
La Corte dei Conti ha condannato il sindaco Moratti e tutta la giunta per gli incarichi dirigenziali illegittimi, conferiti nel settembre 2006 e denunciati da Report nel novembre dello stesso anno. Ma i dirigenti, tranne qualcuno, sono ancora la'. Intanto il nuovo palazzo della regione cresce di un piano alla settimana, un record in un momento di crisi, mentre un cantiere del gruppo Ligresti a pochi metri viene messo sotto sequestro dalla magistratura.


Vi informiamo inoltre che sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
Lunedi' 18/05 alle 10.00 e alle 21.00
Giovedi' 21/05 alle 16.45
Venerdi' 22/05 alle 24.00

venerdì 15 maggio 2009

LA STAMPA ESTERA SU BERLUSCONI, gli italiani in Finlandia si vergognano del Premier

Gli italiani in Finlandia irritati dalle coltellate di Berlusconi

[Helsingin Sanomat]

Il giornale online La Rondine, portavoce degli italiani residenti in Finlandia, ha organizzato una raccolta firme, dove gli italiani in Finlandia si dissociano dalla presa di posizione del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi.
 
Nella raccolta firme si dice: “Ci dissociamo completamente da quanto affermato dal Presidente del Consiglio Italiano, Silvio Berlusconi, in merito alla Finlandia ed alla sua cultura in ogni sua forma. Riteniamo tali esternazioni lesive della nostra reputazione e delle nostre relazioni interpersonali all’interno del Paese che attualmente ci ospita.”
 
L’ideatore e promotore del progetto, il traduttore e direttore del giornale online Nicola Rainó racconta come negli ultimi giorni numerevoli italiani che abitano in Finlandia lo hanno contattato raccontando della loro rabbia e vergogna.
Ci irrita, che l’ignoranza e la povertá intellettuale di Berlusconi dominino le immagini riguardo gli italiani. Ci tocca ripetutamente spiegare, perché abbiamo un Primo Ministro del genere, dice Rainó.
 
In Finlandia abitano circa 2500 itailani. La raccolta cominciata lunedì è stata firmata, nel giro di una giornata, da un centinaio di italiani in Finlandia.
 
Berlusconi ha preso in giro la settimana scorsa i finlandesi, raccontando di una sua visita ad una chiesa finlandese, che era cosi insignificante, che in Italia sarebbe stata rasa al suolo.
 
La forte reazione causata dalle frasi di Berlusconi nei mezzi di informazione finlandesi è stata seguita con interesse anche dai media italiani.

[Articolo originale "Suomen italialaiset tuskastuivat Berlusconin tölväisyihin" di Jouni Kantola]

[ traduzione di ItaliaDallEstero.info ]