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venerdì 6 febbraio 2009

IL NEW YORK TIMES CI OSSERVA, dal sito italiadallestero.info

Italia: giornalista americano assolto da accuse di diffamazione
Pubblicato venerdì 6 febbraio 2009 in USA
[New York Times]
Un giornalista americano, Alexander Stille, è stato assolto dall’ accusa di aver diffamato uno stretto collaboratore del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, ha affermato l’avvocato del giornalista. In un caso che alcuni critici definiscono come intimidazione della stampa, Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, l’azienda di Berlusconi, ha citato in giudizio Stille per tre passaggi nel suo libro del 2006 “Il sacco di Roma”, fra i quali uno in cui si diceva che Berlusconi, assumendo Confalonieri, il suo più vecchio amico, “fondesse i suoi affari e la sua vita privata quasi totalmente” . Mercoledí il tribunale di primo grado ha pienamente assolto Stille dall’accusa di diffamazione, un’accusa penale. Confalonieri ha il diritto di appellarsi alla sentenza.
[Articolo originale di Rachel Donadio]

mercoledì 14 gennaio 2009

ANDREOTTI COMPIE 90 ANNI, ricordiamolo come meglio merita



Giulio Andreotti compie novant'anni, viene intervistato in prima serata al tg5 da Mimun, viene applaudito da tutti i senatori con una standing-ovation che fa rabbrividire; per capire il senso di quest'applauso a scena aperta dovete assolutamente guardare il video di Gian Carlo Caselli (procuratore capo antimafia a Palermo dal 1993 al 1999) che nel marzo del 1993 ha avviato l'inchiesta sul senatore a vita Giulio Andreotti ed ha firmato la richiesta di autorizzazione a procedere insieme al procuratore aggiunto Guido Lo Forte e ai pm Roberto Scarpinato e Gioacchino Natoli.
In questo video ricorda che il senatore a vita non è stato assolto, ha intrattenuto rapporti con boss mafiosi fino al 1980 con sentenza definitiva, ma è sopraggiunta la prescrizione.

Il fatto che Andreotti sia elogiato, invitato, applaudito, da TV e da colleghi politici di destra e di sinistra significa che l'Italia non ha memoria storica, e significa anche che la politica non è dalla nostra parte, ma dalla parte di chi sta sopra alla legalità.
  • Consiglio a tal proposito il libro "Il ritorno del Principe" di Scarpinato (uno dei pm del processo Andreotti appunto) edizioni Chiarelettere.